Finalmente dietro la storia e la leggenda della Sponsa Christi appare la donna: Giulia Farnese. Un ritratto inedito e profondo di una figura femminile al centro di intrighi e trame di potere, che non si è sottratta al proprio destino, ma l'ha voluto vivere da protagonista e non da vittima. Bella, elegante, raffinata, questo ritratto le restituisce quella intensa umanità, che nessuno degli uomini che la possedevano, per folle desiderio, diritto familiare e legame coniugale (il cardinale e poi papa Rodriogo Borgia, l'ambizioso fratello Alessandro futuro papa Paolo III, il marito per procura conte Orso Orsini) le poteva togliere.
RECENSITO DA QUEEN PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI" Un romanzo storico a tutti gli effetti quello di Silvia Lorusso, Giulia una donna fra due papi, non un romance con ambientazione storica ma un libro che ci permette di scoprire un piccolo pezzo della nostra storia. Nella sua ricostruzione la Lorusso ci racconta le vicissitudini di Giulia Farnese Orsini nota per la sua bellezza e per essere stata la concubina di papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, fatto che favorì l’ascesa al potere della sua famiglia.
"La amava, voleva essere come lei, e non soltanto per la straordinaria bellezza, ma soprattutto per la solarità che emanava. Giulia aveva la capacità di illuminare ogni cosa con la sua presenza."
Ma che cosa significava essere una concubina a quei tempi? La donna veniva elogiata o denigrata per questo?
In questo racconto, romanzato certo ma con basi reali e documentate, l’autrice ci mostra cosa voleva dire essere una donna alla fine del 500, quando il proprio corpo non era un bene ma un mezzo per raggiungere gli scopi anche, e soprattutto, degli altri.
E così scopriamo una donna che ha saputo sopprimere il proprio amore e la propria dignità a favore del prestigio della propria famiglia, una donna che non ha mai dimenticato di essere usata ma che ha imparato a girare a proprio vantaggio lo sfruttamento.
"Questa è la mia famiglia, questi sono i doveri a cui mi devo attenere. Ognuno ha il proprio destino, e le mani, che non sono davvero le mie, l’hanno tracciato. C’è soltanto una cosa di cui sono sicura: in tutto questo sono sola."
Intorno a Giulia Farnese girano anche altre figure come Orso Orsini, suo marito, Adriana de Mila, la suocera, Lucrezia Borgia e altri nomi realmente esistiti di cui conosciamo soltanto ciò che i libri tramandano. È stato molto bello riuscire a sbirciare oltre il nome, conoscere pensieri e sentimenti, valutare trame e strategie e arrivare a comprendere che se da una parte c’era più accondiscendenza e si preferiva mantenere una facciata di rispettabilità, dall’altra le persone erano consapevoli della struttura della società e dei suoi costumi e facevano buon viso a cattivo gioco secondo il proprio bisogno.
"Il privilegio è qualcosa che ti entra dentro, scorre lungo la pelle. La consapevolezza di possederlo e di averne riscontro in chi ti sta di fronte, ti rende euforica. È come un calice riempito di vino dolce: lo assapori, e ne vuoi ancora, ne vuoi sempre di più. Poco importa se ti dà alla testa, se ne esalta la futilità."
Giulia, intrappolata in una storia di cupidigia, anela comunque l’amore del suo sposo anche se per lei non ci sarà possibilità di rivalsa e l’unico vero amore resterà sua figlia. Con la sua penna elegante e raffinata, la Lorusso riesce a trasmettere oltre ai fatti anche le emozioni nonostante un po’ di difficoltà nel seguire l’alternanza dei fatti col diario della protagonista.
Bellissima nuova prova per questa autrice che riesce a conciliare perfettamente realtà e finzione, e un nuovo approfondimento dei personaggi storici rinascimentali per me. 😉
Silvia non ha scelto di raccontare la storia di Giulia Farnese seguendone i passi cronologicamente: descriverei il suo libro un romanzo epistolare dove non appare un personaggio storico, ma la donna, Giulia per l'appunto. Impossibile non immedesimarsi nella ragazzina vivace il cui destino è deciso dalla famiglia per saldare potenti alleanze. Giulia, che soffre ma non cede, che non perde nemmeno per un secondo della propria esistanza la dignità. Quante domande ci regala questo libro? Un mucchio. In particolare si rivolge alla condizione femminile, a quella strenua lotta per dimostrare che le donne non sono essere inferiori. Mi ha colpito la modernità della protagosista, la sua grandissima importanza a livello psicologico e strategico, quale fosse il suo peso nella mente di un uomo che apparentemente diceva di volerla solo possedere. Ancora una volta dimostra che, seppur con fatica e grandi umiliazioni, il ruolo della donna non poteva essere accantonato neppure volendo. Un libro cerebrale che dà voce a milioni di donne e che, contemporaneamente, racconta la storia di un periodo ancora buio e sanguinoso