recensione a cura del blog "Libri Magnetici" by Ila
Belinda Marshall è una brillante manager di mezza età, ha un lavoro entusiasmante come direttrice di una catena di Hotel, un grazioso appartamento del Devonshire dove vive con il suo cagnolino Fido, un ex marito di cui non sente la mancanza ed è nonna di due gemelli scatenati.
Apparentemente una vita tranquilla, programmata e senza scossoni, finché per decisione dei suoi datori di lavoro deve lasciare l’Inghilterra alla volta della Francia, in Bretagna per la precisione, con lo scopo di sovraintendere i lavori di ristrutturazione di un camping alquanto sgangherato.
“Passando a tratti per paesi deserti e piccoli borghi, ebbe parecchi inaspettati dejà vu. Emozioni che le fermamente scacciò via, ma la sensazione di disagio cresceva man mano che si avvicinava alla destinazione. Ricordi a lungo sepolti iniziarono a riaffiorare nonostante i suoi tentativi di tenerli a bada. Non voleva proprio essere lì in Bretagna. Ricordare. Non poteva – non voleva – permettere a se stessa di pensare al passato.”
Belinda e la Bretagna hanno un passato in comune, lei infatti è nata in questa zona ma la separazione drammatica dei suoi genitori spinse lei e la madre a lasciare la Francia per non fare più ritorno. Belinda è quindi tutt’altro che felice del nuovo incarico, anche perché arrivata in loco si trova a dover collaborare con il vecchio proprietario del camping: Alain, uomo tutt’altro che accomodante.
“Una piccola barca a remi, attraccata vicino all’argine, si stava muovendo lentamente sull’acqua. Belinda rimase seduta per un bel po’ di tempo, ipnotizzata a guardare tre anatre che prendevano il volo. Un airone atterrò con grazia controcorrente sull’acqua che scorreva lentamente e un animale che si era mosso troppo velocemente nell’acqua per essere riconoscibile, ma che sembrava proprio essere una lontra, nuotò davanti a lei. Aveva dimenticato quanto fosse bella la Bretagna, persino in un pomeriggio nuvoloso d’inverno.”
Questo libro parla delle seconde opportunità, di quei momenti della vita in cui volenti o nolenti ci troviamo a fare i conti con sentimenti o persone che abbiamo sempre cercato di evitare, per paura di sapere e ulteriormente soffrire come nel caso di Belinda oppure di riaprire il cuore e rimanere nuovamente feriti, come nel caso di Fern, l’amica che Belinda trova in questo viaggio.
La capacità dell’autrice di portarci nelle meravigliose atmosfere della Bretagna, scrivendo una storia che parla al cuore. Personaggi che, nella loro normale umanità, nelle loro vicende in cui facilmente ci si identifica, soprattutto in un momento della vita dove le somme sembrano essere già state tirate, riescono a farci capire che non è mai troppo tardi per cambiare, per rivedere situazioni del passato, o per costruire un nuovo futuro.
quattro petali e mezzo