Molte cose sembrano innocenti, e sono invece visual design.
Dürer era un visual designer come Steve Jobs? Perché Eva Longoria, di Desperate Housewives, apprezza Photoshop come regalo di Natale? Scopo del catalogo Ikea è informare o incantare? Walter Benjamin ha sbagliato previsioni? E il visual designer è un pericoloso rivoluzionario, un puro esperto di grafica o un progettista di futuro? Mentre scrive la nuova guida a un mestiere che ha cinquecento anni alle spalle, e tutto il futuro davanti, Falcinelli mette ogni lettore di fronte ai due nodi fondamentali di oggi: la consapevolezza e la responsabilità. Un manuale per chi non vuole limitarsi a riconoscere e usare le forme, ma capire chi davvero sta parlando. Quasi cinquant'anni dopo Il medium è il massaggio di McLuhan e Fiore, un racconto pieno di fascino e buonumore che aggiorna la mappa di un mondo sempre più governato dalle immagini.
Riccardo Falcinelli è uno dei piú apprezzati visual designer sulla scena della grafica italiana, che ha contribuito a innovare progettando libri e collane per diversi editori. Insegna Psicologia della percezione presso la facoltà di Design ISIA di Roma.
Falcinelli per me è una certezza, il suo modo di spiegare tramite aneddoti lo rendono chiaro e accattivante anche per i non addetti ai lavori. Quindi dopo aver letto Figure e Cromorama non potevo non leggere la sua prima pubblicazione dedicata al visual design.
Un libro che mi ha fatto riflettere sulle dinamiche pubblicitarie, la comunicazione spesso passa più dalle immagini che dalle parole. La scelta stessa di una font può arrivare a suggerire determinati valori su un pubblico ignaro. Questi linguaggi sono potenti perché si producono in maniera inconscia, attraverso un associazione di colori e materiali.
Come sempre il libro è diviso per macro argomenti e attraverso citazioni pop l’autore spiega i meccanismi teorici del visual design.
Vi consiglio questo libro se siete appassionati di grafica, pubblicità e comunicazione. E voi avete letto altri libri di Falcinelli?
Un libro che spiega il design anche ai "non addetti ai lavori". Dà una prospettiva molto ampia della materia, trattando vari aspetti suddivisi nei rispettivi capitoli: industria, serie, iconografia, fotografia, stile... Ricco di aneddoti interessanti sulle piccole cose della vita: perché al supermercato le luci del reparto carni sono sempre verdi? Perché le carte da gioco sono prodotte industrialmente mentre i tarocchi erano fatti a mano? Chi erano gli inbetweeners della Disney? Ancora: cosa c'entra Caravaggio col cinema hollywoodiano? E i cetriolini Spreewalder del film Goodbye Lenin? Chi era la truccatrice di Biancaneve? Perché gli hard disk hanno la forma che hanno? E infine, perché i capelli di Veronica Lake sono un'opera di design?
Ogni libro di Falcinelli è un viaggio attraverso territori noti che lui riesce a mostrarci sotto una nuova luce. La dote più pregevole dell’autore è di rivolgersi ad un pubblico universale e non di soli specialisti: la sua analisi del design diviene così una sorta di excursus sulla storia delle immagini, della loro produzione e dell’uso che ne è stato fatto. Mai banale o scontato, questo manuale offre una serie di spunti di approfondimento sul senso del progettare immagini a tutti i livelli ed è altresì uno stimolo a ripensare criticamente il nostro modo di rapportarci al mondo che ci circonda.
Falcinelli racconta il mondo in cui ci muoviamo e come questo sia evoluto. Mette in fila anche concetti che conosciamo senza saperlo, ci riordina le idee, ci delizia con aneddoti e curiosità. Il suo punto di vista è il più possibile obbiettivo e il modo di raccontare tutto ciò è sempre accattivante.
Il libro perfetto per chi vuole approcciarsi alla grafica in ogni sua forma, scoprirne la storia, da dove si è iniziato a parlarne e a creare effettivamente ciò che oggi chiamiamo "grafica". È stupendo, mi è piaciuto tantissimo, utile per lo studio e ben scritto.
Completa panoramica sul tema del visual design che tanto occupa, che ce ne si accorga o meno, il nostro quotidiano. La lettura di questo libro offre una chiave di interpretazione completamente nuova (per chi non ha conoscenze in materia di design) per comprendere più a fondo e con maggiore spirito critico la comunicazione visiva che ci circonda ogni giorno. Perché, come insegna questo interessante compendio, tutto è comunicazione anche ciò che vorrebbe essere neutro perché anche essere neutro ha un suo significato e un suo scopo. Un libro che richiama l'importanza della critica nel senso di spirito critico e interrogativo sulle cose che ci stanno davanti e ci ricorda che senza studio del passato e della storia (di uno stile o di un dipinto o di un periodo storico così come di una tecnologia) la conoscenza dell'oggi (e ancora più la critica) risulta impossibile (e allora subiremo la comunicazione senza farne parte) o un mero esercizio di stile senza effetto e mortalmente noioso (e allora finiremo per allungare la schiera di colore che si parlano addosso senza alcun contatto con l'altro). Un libro che invita a capire e approfondire la comunicazione visiva intorno a noi e ci spinge a produrre a nostra volta una consapevole comunicazione visiva smettendo di essere dei meri consumatori per iniziare a pensare e agire da produttori di comunicazione. Ma per questo occorre avere qualcosa da dire, come ci ammonisce Falcinelli, sollecitandoci a contribuire criticamente al dibattito.
Un libro da leggere punto e basta. Consigliato a designer, grafici, artisti e... a chiunque, per approfondire tutte le questioni legate al visual design, dalla comunicazione, ai mezzi tecnologici impiegati, passando attraverso l'influsso della società e del momento storico. Una lettura magnifica ed esaustiva, un libro che risponde a molte domande, ma come ogni buon libro ne genera altrettante.
Un libro che dovrebbe essere parte della bibliografia di ogni corso di comunicazione, di ogni corso di design, di ogni corso legato alle immagini.
Falcinelli è in grado di spiegare un concetto attingendo da più fonti e argomentando in modo chiaro il suo punto di vista: cosa assolutamente non banale.
Questo libro, come Figure e Cromorama, vorrei fosse tradotto in inglese solo per poterlo far leggere anche ai miei studenti stranieri. Super consigliato
Il visual design non è la stessa cosa del graphic design, anche se per ovvi motivi tutto quello che è design deve essere visibile. A meno che non esista il design invisibile, ma Falcinelli non ne parla.
A parte il titolo un po’ ruffiano, il libro è scorrevole e interessante, anche se a questo punto, avendo letto Cronorama e Figure, il contenuto per me comincia ad essere un po’ riciclato. Senz’altro utile per gli addetti ai lavori e anche per i dilettanti come me, che hanno passato ore cercando di decidere se usare Helvetica o Arial, quando nessuno dei miei ex colleghi apprezzava il dilemma.
Più che una critica, un manuale. Se il visual design fosse insegnato al liceo, questo potrebbe esserne un manuale: analizza tutti i temi principali senza approfondirli troppo, con linguaggio molto semplice e molte illustrazioni (rese con scarsa qualità di stampa). Piacevole panoramica per chi conosce il tema, indispensabile premessa per chi vuole conoscerlo.
Ho letto questo testo da assoluto profano in materia di design e l'ho trovato ricco di spunti interessanti. Ripercorre l'evoluzione del design dal punto di vista storico e contestualizza di volta in volta gli impatti che il design ha avuto sul periodo e, viceversa, gli impatti che gli altri ambiti (filosofico, politico, religioso, economico) hanno avuto sul design.
Come tutti i saggi di Falcinelli, un OTTIMO libello omnicomprensivo. Pure selvaggio nell'espressione, ci sono di quelle sferzate micidiali contro la pochezza dell'uomo (moderno e non) che lette in mezzo alle spiegazioni sempre puntuali dell'autore fanno morire dal ridere - per quanto anche un po' piangere la nostra sorte.
In "Critica Portatile al Visual Design: Da Gutenberg ai Social Network", Riccardo Falcinelli offre un'analisi ricca e stimolante del mondo del design visuale, dalle sue radici storiche fino alle sue manifestazioni contemporanee nei social network e nella comunicazione digitale.
Attraverso una combinazione di erudizione storica, analisi critica e riflessione filosofica, Falcinelli esplora le principali tendenze e i cambiamenti nel campo del visual design, mettendo in luce le influenze culturali, sociali e tecnologiche che hanno plasmato il suo sviluppo nel corso dei secoli.
Il libro si apre con un'analisi delle innovazioni rivoluzionarie introdotte da Johannes Gutenberg con l'invenzione della stampa a caratteri mobili nel XV secolo, evidenziando il profondo impatto che questo evento ha avuto sulla diffusione del sapere e sulla democratizzazione dell'informazione.
Da lì, Falcinelli esplora le trasformazioni successive nel campo del design grafico, dall'avvento dell'arte moderna e del movimento Bauhaus fino alla rivoluzione digitale del XXI secolo. Attraverso esempi tratti dall'arte, dalla pubblicità, dal cinema e dalla comunicazione visuale contemporanea, l'autore offre una panoramica approfondita delle diverse correnti e movimenti che hanno contribuito a definire il visual design moderno.
Tuttavia, ciò che rende "Critica Portatile al Visual Design" veramente unico è la sua capacità di guardare al di là delle superfici estetiche del design e di esplorare il suo impatto più ampio sulla società e sulla cultura. Falcinelli solleva questioni importanti riguardanti il potere del design nel plasmare le nostre percezioni, i nostri comportamenti e persino le nostre identità, e ci invita a riflettere criticamente su come utilizziamo e consumiamo le immagini nel mondo moderno.
In definitiva, "Critica Portatile al Visual Design: Da Gutenberg ai Social Network" è un libro imprescindibile per chiunque sia interessato al mondo affascinante e complesso del design visuale e alla sua influenza sulla nostra esperienza quotidiana. Con la sua profondità di analisi e la sua prospettiva provocatoria, offre uno sguardo nuovo e stimolante su un argomento fondamentale per la comprensione della nostra cultura contemporanea.
Falcinelli attraverso quella che sceglie di definire "critica" ci offre l'insegnamento di dare un contesto generale e di confrontarlo con un contesto più specifico e attuale. Il visual design se "criticato" va definito in un dato momento, cercando di trovare l'oggettività di un confronto e non basato semplicemente su aspetti, preferenze o gusti soggettivi.
Detto ciò, qualsiasi cosa si possa leggere di Falcinelli è difficile non rimanere affascinati, curiosi di saperne di più: niente sembra superfluo nella sua spiegazione e soprattutto ti porta a confrontarti con una visione del mondo che non vuole essere per forza completa, ma almeno ampia e che tenga conto di concetti che sono alla base del discorso.
Condividere le tante curiosità apprese dalla lettura di questo libro è stato veramente divertente. Ci sono aneddoti che vanno dal cinema, ai font alla fotografia, tutte tematiche a me care 😃 Non dovrei dire”letto”, più che altro “studiato”!!! • #riccardofalcinelli ha uno stile di scrittura che cattura, ti trascina dentro e un saggio si trasforma in un’avventura tra la storia, tra evoluzioni tecniche, artistiche, emotive. Quante volte gli architetti si soffermano sul font da usare...sul layout più adatto, sul sistema di produzione...e quanto dietro c’è da capire. • Trovare qui la fusione tra le arti che più amo è un’alchimia! Credo proprio che lo rileggerò
Siamo circondati da immagini e messaggi ma non ce ne rendiamo conto. Per capire un po' di più il mondo in cui stiamo vivendo, questo libro è fondamentale. Divulgativo, leggero e condito con un buon numero di curiosità che ne rendono la lettura estremamente piacevole. Un saggio che pensavo fosse su un argomento che non è uno dei "miei" ma leggendo (divorandolo nel mio caso) mi son resa conto che il visual design riguarda tutti, che ce ne si renda conto o meno.
Un ottimo volume, di semplice comprensione sia per chi bazzica con il mondo del design che per i "non addetti ai lavori", per capire come funziona quell'elemento che permea e circonda ogni aspetto della nostra vita, la comunicazione visuale. Spiegazioni molto chiare, esempi sempre precisi e adatti al contesto, con una sana e moderata dose di ironia e sagacia per fluidificare le varie tematiche affrontate, che sono per natura molto dense e ricche di dettagli. Solo la visione un po' troppo cinica e critica dell'autore (sebbene sia ovviamente una personalità che ha molta voce in capitolo) non mi ha del tutto convinto, oltre all'uso di alcuni termini particolarmente specifici che ai più possono essere sconosciuti.
Mi sono approcciata a questo libro tramite un esame universitario e devo dire che ho trovato la sua lettura molto piacevole. Falcinelli ha un modo di spiegare le cose tramite aneddoti di spaccati di vita quotidiana, film, serie tv, libri, racconti di storia. Se siete degli appassionati di design troverete questo libro una scoperta, ma sono sicura che anche quelle persone che non studiano, ma sono semplicemente interessate, troveranno questa lettura gradevole.
Ho fatto fatica a leggere questo libro, l’ho trovato molto più tecnico rispetto a “Figure”, che invece ho apprezzato molto. Considerando che questo è stato anche il primo approccio divulgativo di Falcinelli, lo trovo un buon inizio. Nonostante questo, rimane un libro interessante è scritto molto bene.
Un’opera gustosa e dannatamente interessante questa di Falcinelli, che ci spiega cos’è il design e ci fa attraversare secoli di stile, comunicazione, strumenti. Un libro peraltro gustoso e di facile lettura, consigliato a tutti.
Un libro adatto a chi si vuole avvicinare al design, a chi non ha idea di cosa il design sia, a chi é convinto di sapere cos'é. Non é necessario sapere giá qualcosa in merito o essere del campo artistico, anzi piú apertura mentale c'é, meglio é.
Una ottima revisione del design moderno, ormai più ampio di quello che pensiamo, il cui coinvolto nella percepzione ha frantumato l'idea della interazzione fisica come limite al design, invece proponendo un punto di vista sempre più ampio.
Molto interessante e scorrevole con riferimenti alla cultura pop che ti mantengono sul pezzo. L’avrei apprezzato di più se non fosse per un esame tho, magari me lo rileggo quando sono tranquilla, penso che abbia parecchio potenziale per la propria cultura generale
Un ottimo libro per dare uno sguardo all’interno del mondo del visual design. Pieno di aneddoti interessanti, semplice nel linguaggio ma completo, mi è piaciuto molto. Non è certo un manuale sul come fare-avete consigli a proposito?- ma è una buona lettura, molto scorrevole
Super informativo, un'ottima finestra per chi si affaccia al mondo del design per la prima volta ☀️ Non è scontato ricordarsi che dietro ogni scelta di design c'è un perché, e questo libro ce lo ricorda con spiegazioni chiare e interessanti :)
la potenza del porsi domande, del chiedersi "perché?". La difficoltà del nuotare in un immenso oceano di immagini, e di essere i bravi pescatori di pesci buoni. Una critica, e ricerca, analitica, mirata al punto giusto, alle società di massa in al capitalismo. Ho apprezzato, imparato e domandato.
Gran saggio di sociologia oltre che design. Dovrebbe essere una lettura obbligatoria per chi si occupa di comunicazione (oltre che per i designer, in qualsiasi definizione possibile del termine).