Galileo parlava dell’Universo come di un grandissimo libro stampato nella lingua della matematica. Ma se fosse invece un enorme spettacolo teatrale scritto nella lingua della poesia? Tutto bello, interessante e suggestivo, ma la vera domanda è: cosa succederebbe se la sua autrice fosse una Drammaturga disillusa e tabagista a cui una grande casa di produzione ha commissionato un nuovo Cosmo da scrivere in poche settimane? E cosa accadrebbe se la Drammaturga non avesse alcuna intenzione di creare un nuovo Universo, perché l’ultimo che ha scritto le è stato chiuso per via del suo progetto più fragile e un pianetino piccolo, azzurro e immerso nel caos? Le supernove non fanno rumore è un romanzo che ogni tanto – spesso – va a capo, un libro – anche – di poesie che parla di meccanica quantistica e di un mondo che abitiamo tanto quanto ci abita è il mondo in cui esplodono come fiori i nostri sogni, e quello che i nostri sogni, come fiori, spesso calpesta. Eppure, questo è il solo mondo che conti-nuiamo a riscrivere e immaginare, salvandolo ogni giorno dall’oblio attraverso piccoli ed eroici atti di poesia.
La Drammaturga ha creato la storia del nostro Universo, ma ci ha messo dentro un grande errore di valutazione: con l'ideazione della Terra, il suo Universo è diventato corruttibile e ha iniziato a perdere l'interesse dei suoi spettatori. Una visione originale ed estremamente poetica dello spazio che abitiamo, intervallata dai versi magici di Filippo Capobianco, uno dei più recenti campioni mondiali di poesia performativa. Un romanzo da leggere lentamente, dedicandoci il tempo che merita - del resto l'Universo ha impiegato miliardi di anni per diventare così come lo vediamo oggi, no?
Libro davvero geniale, secondo me si gusta ancora di più dopo aver visto il suo spettacolo "Mia mamma fa il notaio ma anche il risotto". Mi piace un sacco il modo in cui Filippo riesce a creare immagini vivide e comprensibili, delle storie attraverso le quali far vivere -ancora prima di comprendere- delle emozioni, dei pensieri. Poi, sono innamorata dell’energia e del legame tra Filippo e Martina, che ha creato le grafiche e la scenografia dello spettacolo. Non li conosco, ma da quello che ho visto e sentito finora mi sembrano due artisti straordinari e due fantastici esseri umani.
Libro stranissimo, forse il più bizzarro che abbia mai letto. Un mix tra prosa e poesia: estraniante di primo acchito, poi la trama si dipana ed è più chiaro e coinvolgente