Christianna Brand è una delle autrici di gialli più rappresentative del periodo immediatamente successivo alla Golden Age: scrittrice dallo stile peculiare in cui si mescolano raffinatezza, cultura e malizia, creatrice di trame complesse e intricate, fondate su giochi di specchi ed enigmi labirintini e macabri, Brand ha innalzato il genere ad un livello altissimo e ha contribuito in maniera fondamentale a rinnovare l'interesse per "il più grande gioco del mondo", che andava sempre più affievolendosi per l'avvento di nuovi e diversi filoni letterari.
L'autrice è conosciuta soprattutto per la serie con il burbero e astuto ispettore Cockrill, denominato il "Terrore del Kent", il quale, con la sua apparente indifferenza, riesce a venire a capo dei casi più complicati. La grande tecnica narrativa della scrittrice, unita alla costruzione di plot elaborati e calibrati sin nei minimi dettagli, ha reso i suoi romanzi dei capisaldi del genere, talmente apprezzati da venir persino trasposti cinematograficamente (famoso è il lungometraggio tratto dal geniale "Green for Danger").
Una tra le caratteristiche principali
di Brand è la sua abilità nel delineare realisticamente e con grande maestria gli ambienti e la società del suo tempo, con particolare attenzione all'uso della psicologia e della rappresentazione delle pulsioni spesso irrefrenabili dell'uomo: superbo è il ritratto di una normale famiglia medio-borghese anglosassone in "Quel giorno, nella nebbia"; indimenticabile l'atmosfera di cupo presagio e di terrore, scaturita dalla Seconda Guerra Mondiale in atto, di cui è impregnato "Delitto in bianco"; perverso il clima teatrale in "Morte di una strega".
L'ultimo romanzo della serie, summa magistrale di tutte le tematiche care all'autrice, unite ad un tocco di esotismo e un clima vacanziero, è "Tour de force" (1955).
"Tour de force" è un romanzo straordinario, magnetico, in cui l'autrice riesce a fondere, con uno stile raffinato e malizioso, un enigma delittuoso ingegnoso, un labirinto di false soluzioni e illazioni, personaggi ambigui e contorti e un'ambientazione estiva che contribuisce a far emergere un senso crescente di tensione, soffocamento e isolamento forzato, accentuato dalla presenza minacciosa di un assassino subdolo e diabolico.
La storia prende avvio con un Cockrill più irritato che mai: l'ispettore, in trasferta all'estero per una vacanza organizzata tramite l'agenzia Odyssey Tours, durante l'atterraggio dell'aereo a Milano, è costretto a sopportare la stretta possente di una giovane e bizzarra ragazza seduta al suo fianco, divenuta verde per il terrore dell'altezza. Si tratta di Louli, nomignolo con cui si fa chiamare Louvaine Barker, una romanziera dall'aspetto estremamente artificiale per quanto gradevole, con i suoi capelli tinti di rosso con il tuorlo d'uovo, le unghie accuratamente laccate e un viso coperto da un elaborato trucco. Dopo questo difficoltoso volo, i passeggeri sostano a Milano, poi a Rapallo, dove alloggiano in un gradevole e fascinoso albergo. Nel frattempo le varie persone iniziano a socializzare, cominciano a sorgere rivalità e nuovi amori: Louli stringe una forte amicizia con Cecil, un eccentrico e pettegolo stilista, con cui ama parlare di gossip; la guida, l'abbronzato e nerboruto Fernando Gomez, flirta con la signora Trapp, un'anonima signora di mezz'età dagli abiti costosi ma démodé, che possiede però apparentemente il fascino di essere benestante; Louli e Vanda Lane, ragazza timida ma passionale, si disputano l'attenzione del virile Leo Rudd, un ex pianista che ha perso un braccio a seguito di un banale incidente in bicicletta, e che per questo viene accudito con cura quasi maniacale da sua moglie Helen. L'atmosfera si fa un po' tesa quando Leo mostra di non essere indifferente alle avances di Louli, cercando di fuggire dalle attenzioni assidue della consorte, che lo fanno sentire soffocato e inetto. La signora Trapp, invece, resiste ai fendenti galanti di Fernando, pur apprezzandone la cortesia. Vanda Lane, vedendo fallire il suo piano di conquista, dopo aver incantato Leo a Rapallo con i suoi eleganti tuffi, sembra tramare qualcosa. Cecil, in mezzo a tutte queste tresche, gongola, potendo sparlare ora dell'uno e ora dell'altro. L'unico a tenersi fuori da queste dinamiche è Cockrill, perennemente seccato da tutto quel movimento.
Le tensioni sembrano giungere al punto di non ritorno quando Louli e Leo, sotto il chiaro di luna di fronte al mare di Rapallo, pianificano di sposarsi e vivere assieme. Cockrill, casualmente sopra di loro su una terrazza, ascolta il loro discorso e avverte un'aria di tragedia che si profila all'orizzonte. Dopo una breve sosta a Siena, il gruppo, guidato dal solerte Fernando, salpa alla volta di San Juan El Pirata, un'isola vicina alla Corsica, molto caratteristica in quanto fondata dall'omonimo pirata circa 200 anni prima. L'isola è completamente autonoma e, come in passato, pratica il brigantaggio e il contrabbando come mezzi di sostentamento. Un luogo decisamente particolare, in cui labile è il confine tra legalità e illegalità.
Il gruppo risiede nel Bellomare Hotel, un grande ed esotico albergo che possiede una spiaggia privata su cui si accede attraverso vari terrazzamenti.
Tutto farebbe pensare a un soggiorno piacevole, se nella mente di una persona non si stessero aprendo le porte al delitto: un pomeriggio particolarmente caldo, mentre il resto della compagnia va a fare un giro dell'isola, Cockrill rimane in albergo a guardare il panorama dalla balconata del primo piano. Dalle varie stanze che si affacciano sul mare escono prima i Rodd, poi Louvaine, la signora Trapp e Fernando, che si recano sulla terrazza superiore, vicino alle cabine, dove si trova una sorta di scogliera dove ci si può tuffare da un trampolino. Subito dopo arriva Vanda Lane, che, con aria malevola e velenosa, lancia criptiche minacce a tutte quelle persone, riferendo a Cockrill che ognuna di loro in vacanza indossa una maschera per nascondere la sua vera, sporca natura. Lasciando l'ispettore e Cecil perplessi, Lane raggiunge gli altri e, per impressionare Rodd, si tuffa dal trampolino con leggiadria, con il suo costume intero che la fa assomigliare ad una rondine. Poi invita tutti a guardarla dalla spiaggia mentre va a eseguire un particolare tuffo che potrebbe eseguire anche Leo. Le cose non vanno come previsto e, mentre Cockrill si siede su un lettino della terrazza superiore a leggere un romanzo, Vanda Lane, piegando il braccio destro per simulare la menomazione di Rodd, si lancia dal trampolino ma impatta sull'acqua orizzontalmente, facendosi male. Su consiglio della signora Trapp, la ragazza se ne torna nella sua stanza a riposare, mentre gli altri si svagano in vario modo: i Rodd si sdraiano sotto una tettoia, la signora Trapp si isola con uno scudo di ombrelloni sulla spiaggia, Cecil solca le onde con una papera gonfiabile e Fernando si riposa stendendosi su una boa. Louli, che nel frattempo si era tenuta nascosta in una cabina perché le si era rotto il costume, raggiunge Cockrill e si stende accanto a lui, raccontandogli come la Lane l'avesse velatamente minacciata alludendo alla sua relazione segreta con Leo, evidentemente gelosa di lei. Il pomeriggio scorre lento, ognuno si trova sotto lo sguardo vigile di Cockrill. Ma neanche la sua figura istituzionale intimorisce uno scaltro assassino dal commettere un macabro omicidio: verso il tramonto, tornando dalla spiaggia, il gruppo trova il cadavere di Vanda Lane sul letto della sua camera, pugnalata al petto con un fermacarte. La scena sembra avere un aspetto rituale, dal momento che l'assassino sembra aver disposto il cadavere come se fosse su un catafalco: sotto il corpo è stato steso il grande scialle rosso di Louli, le braccia della vittima sono state strette attorno al pugnale e i capelli sono stati sparsi tutti attorno, come a formare una sorta di aureola. Una visione quasi mistica se non fosse per quelle chiazze rosse sulla candida vestaglia, simbolo di violenza, di brutalità, che stride fortemente con l'aura angelica della scena. Chi è stato? E soprattutto come ha fatto l'assassino a eludere la "vigilanza" dell'ispettore Cockrill, che, nella sua posizione, aveva una perfetta visuale di tutta la comitiva?
La situazione si complica quando viene trovato un taccuino della vittima in cui traspare il fatto che stesse tentando di ricattare varie persone, facendo leva su alcuni loro segreti. Ma i problemi non sono certo finiti qui: Exaltida, padrone dell'isola, per timore di ripercussioni sul fruttuoso turismo nel suo piccolo stato con questa vicenda incresciosa, vuole trovare subito il colpevole. Non importa se sia quello giusto: l'importante è che qualcuno venga condannato a morte per non rovinare la reputazione di San Juan. Cockrill passerà delle vacanze d'inferno, in cui, tra false piste, una caterva di soluzioni probabili, arresti sommari e la mancanza completa di indagini rigorose, dovrà usare tutta la sua esperienza e il suo ingegno per venire a capo di un caso intricato e pericoloso. Pericoloso perché Cockrill, in terra straniera, non ha alcuna autorità. E neanche un alibi solido.
"Tour de force" è un romanzo complesso, multiforme, costituito da molteplici livelli in cui si condensano motivi classici della narrativa gialla, uno stile narrativo affascinante e malizioso, toni ironici e parodici e una caratterizzazione psicologica magistrale dei personaggi.
L'opera presenta una struttura nel contempo tradizionale e originale, riprendendo filoni ricorrenti nel genere e innovandoli con tecniche narrative peculiari.
La trama segue il canonico iter del mystery britannico, in cui figurano un preambolo di modesta lunghezza in cui vengono presentati i personaggi e l'ambientazione, si cominciano a delineare i loro rapporti, le dinamiche alla base delle future vicende delittuose, permettendo al lettore di familiarizzare con le vicende, una corposa parte centrale dedicata alle indagini, alla presentazione delle varie ipotesi, che costituisce la sezione più magnetica e adrenalinica della narrazione e la soluzione finale, in cui, dopo un intricato gioco caleidoscopico, si sbroglia la matassa e il climax e la tensione si attenuano, pur nei toni tragici della crudele rivelazione finale.
La parte iniziale del romanzo, dunque, si focalizza in particolar modo sui personaggi e sull'ambientazione, risultando così in larga parte descrittiva. Lo sfondo delle vicende, costituito principalmente da una amena meta vacanziera, un'isola caratteristica del Mediterraneo, rimanda ad uno dei filoni tradizionali del mystery, quello del "delitto in vacanza". Le atmosfere esotiche, il clima caldo e perennemente sereno in un luogo apparentemente idilliaco, l'ozio riposante che una villeggiatura estera fa presupporre, lontana dalla routine quotidiana, dagli impegni lavorativi pressanti, rappresentano difatti condizioni ideali da cui possono scaturire truculenti delitti: in un alone di rilassatezza e di quiete, il delitto risalta maggiormente, come uno squarcio in un dipinto bucolico. Il forte distacco dalla società organizzata, inoltre, scioglie ogni remora e fa emergere con prepotenza le vere pulsioni dell'uomo, non avendo esse più barriere che le reprimono. L'ambientazione inusuale, esotica, lontana dai contesti urbanizzati, poi, dona un fascino ferino, accattivante alla storia, diversificandola dai soliti gialli ambientati in situazioni più comuni e quotidiane. Spinti dunque da queste molteplici ragioni, i più famosi giallisti non si sono lasciati sfuggire la promettente opportunità di collocare i propri gialli in località lontane e straniere, grazie a cui hanno dimostrato che la morte non va mai in vacanza: ne sono un esempio "Corpi al sole" e "Miss Marple ai Caraibi" di Christie, "L'isola della paura" di Berkeley, "Un colpo di pistola" di Carr.
Brand riprende questo filone e lo utilizza per costruire una trama ricca di tensione, di sospetto e di un'atmosfera soffocante, claustrofobica.
L'isola immaginaria di San Juan El Pirata è un paradiso e, allo stesso tempo, un inferno per i protagonisti, in cui alla bellezza e alla piacevolezza del paesaggio marino, alla tipicità del posto, si affianca l'idea di un'enorme trappola che si chiude su tutti loro, soffocandoli, esasperando i loro animi. Se infatti l'isola costituisce una fuga dalla monotonia londinese, essa è altresì sperduta e tagliata fuori dal mondo, retta da un governo indipendente con leggi arbitrarie.
Questo espediente permette all'autrice di macchiare gradualmente l'amenità apparente dello sfondo con un'aura di indefinito malessere e disagio, inserendo elementi di disturbo e di inquietudine che, piano piano, erodono il velo di pace e facendo piombare i personaggi in un incubo senza fine, bloccati su un'isola straniera, privi di tutele e diritti, con un assassino che trama nell'ombra.
L'assenza di leggi precise, l'arbitrarietà del Gerente, il quale vuole salvaguardare unicamente l'immagine dell'isola, rendono l'esperienza ancor più tesa, ancor più pericolosa. Non si tratta solo di scoprire l'assassino, ma anche di sfuggire all'ingiustizia di uno Stato in cui nessuno ha alcun potere, neanche Cockrill, che pur rappresenta l'autorità britannica. Il ritmo dunque assume un andamento vertiginoso mentre il tempo si restringe, in quanto il caso deve essere risolto prima che il capo dell'isola decida di mandare alla forca uno di loro, indifferentemente dalla sua innocenza o colpevolezza.
L'atmosfera diventa dunque pesante, asfissiante, il pericolo si avvicina inesorabilmente.
La scena vacanziera ha inoltre un altro vantaggio, per cui si acuisce la sensazione di paura, di sospetto, fungendo da cortina di fumo anche dal lato dell'enigma: riunisce perfetti sconosciuti che, essendo tali, possono così celare la loro vera natura sotto apparenze normali, sicuri di non correre alcun pericolo di essere scoperti. Tutti indossano dunque una maschera, tutti celano segreti e sono disposti a tutto pur di preservarli. Qualcuno di loro persino ad uccidere, come ha dimostrato il delitto di Vanda Lane.
Altro punto di forza dell'autrice, come in tutti gli altri suoi romanzi, è la caratterizzazione dei personaggi, di cui vengono delineati con estrema abilità le psicologie contorte, le personalità mutevoli.
Brand si conferma una grande descrittrice, dallo stile unico, conturbante e straniante, con cui si distingue da molti dei suoi colleghi: attraverso brevi pennellate, attraverso piccoli e insignificanti dettagli, fa emergere luci e ombre di ogni figura, delinea ma allo stesso tempo sfuma la vera personalità dei protagonisti.
Ogni descrizione è vaga, ha i toni evanescenti di una fiaba nera. Tale senso di indefinitezza fa perdere al lettore le coordinate con cui orientarsi, lo fa disperdere in un abisso di sospetti, di paure, mentre una mano omicida è appostata nell'ombra, pronta a colpire ancora e ancora.
I personaggi si configurano come caleidoscopi di emozioni, di pulsioni, di contraddizioni di cui viene mostrata, spesso con allusioni sibilline, la loro contorta e intricata natura.
Dominano il caos, la confusione, in un labirinto di sospetti sospesi, di certezze che sono continuamente messe in discussione.
Brand, per creare questo clima teso e di costante allerta, si avvale di continui climax ascendenti, di rivelazioni inaspettate a fine capitolo, che sembrano gettare una nuova luce, una nuova prospettiva sul caso, senza però che essa venga definitivamente confermata, ma facendola restare in bilico nell'abisso di copiose illazioni.
La narrazione intricata, enigmatica, piena di svolte e vicoli ciechi, fa piombare il lettore in uno stato di terrore e diffidenza, entro il quale ogni personaggio presenta sfumature contraddittorie, ogni azione assume un significato e il suo opposto, ogni volto sembra celare il ghigno di un assassino assetato di sangue, ogni gesto usuale sembra nasconde una mente malata.
Ciascun indizio conduce a tanti incroci diversi e spesso opposti, ogni teoria sembra corretta, se non fosse per piccolissimi dettagli, abilmente nascosti tra le righe, che smontano interi castelli accusatori. È un continuo lavoro di costruzione e demolizione delle certezze, che ha la capacità di sbalestrare, di stupire e celare in modo subdolo la corretta pista. In breve, l'autrice costruisce un'atmosfera di confusa paura, di endemico sospetto avvalendosi di un approccio relativistico, in cui ciascun elemento risulta vago, inconsistente e multiforme a seconda del punto di vista da cui lo si guarda.
Il campionario di personaggi, poi, è molto interessante, costituendo il fulcro vitale dell'intera vicenda. Brand sa come creare dinamiche, costruire rivalità e tensioni, che possono condurre al delitto. Ogni figura incarna una tipologia umana diversa, conferendo varietà e molteplicità alla narrazione e rappresentando una sorta di intrigante studio quasi naturalistico con cui l'autrice indaga le reazioni degli uomini in un determinato contesto e in contatto con determinate personalità: vi è la spigliata e esuberante Louli, verso cui Cockrill prova un sentimento paterno, e davanti a cui nessuno può rimanere indifferente, in un senso o nell'altro; c'è Leo Rodd, musicista invalido, che si mostra insofferente della sua condizione e cerca di lenire la sua frustrazione facendo nuove conquiste, creando screzi soprattutto tra Louli e Vanda Lane; c'è la signora Rodd, più una madre che una moglie per il marito, sollecita nei suoi confronti, pur essendo consapevole delle sue scappatelle; vi è Vanda Lane, fanciulla timida ma rancorosa, che morirà a causa del suo stesso spirito vendicativo e ricattatore; vi è poi Cecil, stilista pettegolo eppur sornione, che ama creare gossip, tranne che sul suo conto; infine vi sono la signora Trapp e Fernando, che legheranno molto durante il viaggio, anche se ognuno sembra ritroso a formalizzare questa unione per un motivo oscuro e tenebroso.
L'ispettore Cockrill spicca tra tutte queste figure, non solo in quanto figura rappresentante l'ordine nel caos investigativo ed emotivo dei turisti, "deus ex machina" dell'intera vicenda, ma anche perché allevia il clima pesante con sprazzi di involontaria ironia. L'elemento originale che si insinua nella trama dai tratti classici è costituito proprio dal lato parodistico insitamente connesso con la figura del burbero ispettore: Cockrill infatti detesta questa vacanza, si dimostra insofferente verso tutti e non fa che lamentarsi. Sembra quasi che sia scocciato con la sua stessa creatrice per averlo arbitrariamente inserito in un ambiente a lui estraneo, come in un divertente gioco metaletterario. Questa parentesi è funzionale ad allentare un'atmosfera caotica e ambigua, che potrebbe, alla lunga, risultare eccessiva e soffocante.