Un libro emotivo, scritto in fretta, con un nodo alla gola e il senso di colpa per la propria impotenza, nato dal bisogno di raccontare qualcosa che non si ha avuto il tempo di elaborare: il genocidio in cui l'autrice si è trovata. Per comprendere il contesto in cui questo racconto si svolge, è necessario aver studiato la storia della Palestina, Sykes-Picot, la Nakba, gli accordi di Oslo, l'autrice non ha tempo per spiegare nè per approfondire, non c'è tempo per l'inquadramento storico, non c'è tempo per riflessioni a freddo, non c'è tempo per analizzare le dichiarazioni dei politici, che a volte vengono riportate acriticamente, ma si sta massacrando un popolo, come in Rwanda nel 1994, dice. Non c'è tempo per fare valutazioni riguardo al fatto che le forze di occupazione israeliane, sostenute e armate dai governi occidentali, sparino metodicamente sui convogli umanitari, "per dare una bella lezione" o "per far capire chi comanda", impunemente, e questo venga ormai considerato normale.
Un libro scritto di getto da una coordinatrice medica che è stata 6 settimane in missione a Gaza. Semplice e d’impatto, lo consiglio a tutti. Ho inoltre avuto la possibilità di scambiare due parole con Martina, l’autrice: una donna inarrestabile❤️
Martina Marchiò si è riconfermta una lettura accattivante, che ti strega e ti apre gli occhi su situazioni importanti presenti in giro per il mondo; come nel libro precedente vorresti poter leggerne ancora, perchè viene compeltamente assorbita dal testo e dallo stile di vita. In questo caso ci racconta della sua esperienza a Gaza, durante la primavera del 2024, il titolo rappresenta tutto quello che si può pensare leggendolo ma anche solo informandosi in maniera più approfondita su tutto quello che succede. Unica vera pecca dei suoi libri sono secondo me il rapporto qualità prezzo, poichè 14 euro per meno di 90 pagine scritte, perche tra i vari capitoli si trovano pagine vuote, beh mi pare tanto, motivo per cui ho titubato tanto a prenderlo nonostante conoscessi l'autrice e sapessi di andare sul sicuro e desiderassi leggerlo. Nelle pagine si percepisce il dolore e la sensazione di impotenza del personale delel varie ONG e degli abitanti della striscia a non poter fare niente, non poter portare un cambiamento effettivo. La difficoltà di continuare a tentare a dare una mano alle persone che hanno bisogno, accompagnata dal dover smontare e rimontare ambulatori da campo, gestire grossi afflussi di persone ma non possedere abbastanza beni per poter far fronte a tutto. La disperazione ed il grosso senso di vuoto nel dover chiudere nei sacchi bianchi parti di persone che non permettono di identificare la persona a cui appartengono. E' un libro che dovrebbero leggere tutti, ci dovrebbe aprire gli occhi su quello che capita intorno a noi, ed involiarci a cercare modi per potersi rendere utili.
Lettura condivisa con studenti, molto intensa e apprezzata. Si legge in modo piacevole, la serietà del tema rimane intatta, ma trasmessa in modo speciale.