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Benedetto Croce. Dominio simbolico e storia intellettuale

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Benedetto Croce ha dominato per mezzo secolo la vita culturale italiana. Non si può capire la storia intellettuale del primo Novecento senza tener conto di questo fatto, eccezionale per ampiezza e durata. È vero che su Croce si è scritto e si scrive moltissimo, ma non esistono analisi che rendano conto in modo soddisfacente del suo lungo regno e di tutto il suo percorso intellettuale e politico. Le biografie sono focalizzate sul soggetto, gli studi sull’opera risentono della specializzazione, sono settoriali e fanno sparire l’essenziale: l’ubiquità di Croce, gli effetti della straordinaria concentrazione di risorse e di ruoli da lui realizzata.
Per spiegare i testi e la fortuna di un autore non bastano le analisi «interne», e neppure quelle «esterne»: è un corto circuito ricondurre direttamente le opere e il prestigio al contesto sociale e politico. Si supera questa sterile alternativa prendendo in considerazione il microcosmo specifico, relativamente autonomo, che circoscrive le possibilità e i limiti rispetto ai quali si definiscono le scelte intellettuali. Anna Boschetti ricostruisce lo stato del campo di produzione culturale in cui Croce era inserito e, inseparabilmente, il suo rapporto con questo spazio, orientato dalla posizione che vi occupava e dal suo habitus.
L’analisi mostra come le idee di Croce su Marx, Hegel, la storia, l’arte, la logica, la scienza, la letteratura e la politica prendano forma nel confronto con i modelli, i maestri, i concorrenti, gli avversari che il campo di gioco gli propone. Appare così la connessione inscindibile che lega la sua traiettoria alla storia del campo culturale, italiano ed europeo. Emergono, inoltre, le condizioni di possibilità e gli effetti del dominio crociano. Al tempo stesso, questo libro fa rivivere cinquant’anni di storia intellettuale, con i suoi problemi e le sue battaglie appassionate, restituendo un’immagine di Croce e dei suoi interlocutori più concreta e più vera.

360 pages, Paperback

Published January 1, 2024

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Profile Image for Davide.
510 reviews140 followers
October 5, 2025
Nel 1914 Emilio Cecchi arrivò al punto di scrivere che “dieci pagine di prosa dannunziana e dieci pagine di prosa filosofica del Croce fanno, in ultimo, press’a poco la stessa impressione”, istituendo un parallelo certo non gradito a Croce, che aveva molte riserve rispetto a quello che definiva il suo “quasi coetaneo e corregionale, ma non correligionario”. Come è possibile che un simile scambio indiretto sia stato anche solo concepibile? Permette di comprenderlo, tra le altre cose, questo importante e ambizioso libro di Anna Boschetti, che evidenzia quanto fossero fondamentali, accanto ai grandi volumi filosofici, e forse persino di più, le note sulla letteratura che Croce pubblicava via via sulla “Critica”: saggi che raggiungevano l’interesse e conquistavano la fedeltà di un pubblico più vasto degli specialisti di filosofia, di storia o di letteratura. È attraverso il “polifonico, imponente insieme intertestuale che essi formano con le bibliografie, recensioni, ‘Varietà’ e polemiche” che Croce pubblicava in ogni numero della rivista, che si costruì e si mantenne nel tempo la figura poliedrica di filosofo, critico letterario, erudito, storico, moralista, in grado di restituire prestigio ai saperi umanistici indeboliti dal positivismo di fine Ottocento e di far apparire limitati i concorrenti, che non riescono a tenere insieme tutti i ruoli che Croce è in grado di interpretare e finiscono per sembrare improvvisatori o ottusi eruditi. In questo modo, senza scrivere romanzi né poesie, Croce raggiunse una posizione centrale nel campo letterario e al tempo stesso in quello filosofico, forzando e ritracciando i rispettivi confini e sovrapposizioni.
Questa vocazione alla totalità incarnata dall’oggetto di studio è, in modo diverso, propria anche dell’impostazione della studiosa, che si manifesta fin da un titolo globale, senza specificazioni, e da un sottotitolo, che col sintagma ‘dominio simbolico’ fa riferimento ovviamente alla tanto discussa ‘egemonia’ se non ‘dittatura’ crociana sulla cultura italiana ma che soprattutto nasce da un’impostazione di studio, quella inaugurata da Pierre Bourdieu, che Boschetti più di ogni altro ha contribuito a diffondere in Italia. In questo libro, terzo grande caso di uomo-epoca studiato da Boschetti, dopo Sartre e Apollinaire, Bourdieu è disseminato, compare indirettamente, disciolto soprattutto nelle epigrafi, ma è sempre fondamentale nell’ispirazione di fondo. Si tratta infatti di chiarire le condizioni di possibilità dell’intera opera e della fortuna di Croce tramite la ricostruzione dell’incontro tra due storie: quella della sua traiettoria, con il suo habitus specifico, e quella dello spazio culturale in cui era situata, prendendo in considerazione le posizioni rispetto alle quali si definisce progressivamente. Ne risulta così un libro ricco su diversi piani, interessante per gli aspetti transnazionali – di necessità appena accennati –, e illuminante per la storia della cultura italiana, soprattutto relativamente al campo filosofico, dai fondamentali e ben noti rapporti di confronto, emulazione e contrasto con Antonio Labriola e Giovanni Gentile, a quelli meno noti ma qui altrettanto decisivi con Francesco De Sarlo o Federigo Enriques. E soprattutto è un libro che, senza tacere gli aspetti meno positivi dell’importanza della polemica nella storia del pensiero, esplicitamente riconosciuta da Croce (a più riprese Boschetti indica come le sue critiche fossero spesso più giudizi sommari che confutazioni argomentate e come la sua strategia preferita per respingere insidiosi avversari intellettuali fosse la delegittimazione della loro presa di parola), raffigura con efficacia un protagonista così imponente della cultura del Novecento, stimolando – anzi, quasi esigendo – ulteriori ricerche e riflessioni.

«L’Indice dei libri del mese», settembre 2025.
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