Sofia ha diciotto anni e una passione sfrenata per il grande regista giapponese Hayao Miyazaki. Sogna di andare in Giappone per diventare una disegnatrice di manga, ma per il momento si accontenterebbe di scoprire chi sia Pagot, il misterioso writer che ha ricoperto i muri del piccolo borgo in cui vive con le immagini ispirate ai film del suo amato maestro. Tra disegni, fughe in bici e incontri sorprendenti, Sofia affronterà le proprie paure e i propri dubbi, imparando a credere in sé e nella forza del talento. Un libro illustrato di narrativa per bambini dai 12 anni. Una storia di passione, arte e determinazione che ricorda l’importanza di seguire i propri sogni e credere nel potere dell’amore, ovunque esso porti.
Pensieri in ordine sparso: - la protagonista è insopportabile. Forse è solo l'età. Ma il fatto di essere e sottolineare sempre di essere quella diversa alla lunga pesa - Marta è un'amica troppo buona. La protagonista non la merita - marco è ...... . Lo scuso solo perché è giovane. - troppa sospensione dell'incredulità in tutto il libro, dal talento nel disegno a 5 anni agli incontri finali
In generale si fa leggere e lo so legge tranquillamente, devi solo far pace con la protagonista in piena fase puberale (tardiva) Di per sé è una storia come tante, con un filo conduttore che resta Miyazaki per tutto il libro.
Sofia ha diciotto anni e abita a Valvento, un pesino tranquillo, dove frequenta l'ultimo anno di scuola superiore. Lei ha una grande passione per il Giappone e soprattutto per Miyazaki, ama anche disegnare e sogna di diventare una magaka. Sofia però non ha più nessuno con cui condividere le sue passioni, l'unico a sostenerla era il nonno con cui aveva un ottimo rapporto. Una notte, però, inseguendo il suo gatto la ragazza trova un mural dedicato proprio a Miyazaki, e così decide di scoprire chi è l'autore...
Sofia è una ragazza decisa, con le idee chiare, con un carattere che a volte potrebbe risultare un po' scontroso, ma in realtà nasconde un cuore grandissimo.
In questo libro vengono trattati vari temi : 💫 famiglia: Sofia ha un rapporto altalenante con i suoi genitori che faticano ad accettare la sua passione per l'arte. 💫 amicizia: Marta è la migliore amica di Sofia e, anche se hanno caratteri e passioni diverse, lei è sempre al suo fianco. È una ragazza sincera e diretta, che non si fa problemi a dire quello che pensa alla sua amica. 💫 amore: il primo amore che porta un tornado di emozioni.
Ma soprattutto qui si parla di passioni e sogni. Ogni pagina trasmette la bellezza del Giappone e delle opere di Miyazaki. Sono sicura che dopo questa lettura vi verrà voglia di prenotare un bel viaggio e riguardare tutti i film che vengono nominati!
Piccola premessa credo necessaria: io personalmente non sono una grande appassionata di Miyazaki, non leggo manga, non disegno. È necessaria una di queste passioni per apprezzare questo romanzo? Vorrei dire di no, ma a fine lettura ho un po' l'impressione che questo sia un romanzo che ha il ben preciso scopo di andare a prendersi proprio l'attenzione di un pubblico molto specifico. E non ci sarebbe niente di male in questo, non fosse che il tutto è fatto in modo un po' furbo. E non è quella furbizia che stupisce per l'originalità della mossa, ma è più una furbizia che evoca una sgradevole sensazione di pigrizia. La sensazione che ho avuto è che qui si sia fatta una bella ricerca chiedendosi quali siano gli elementi comuni ai ragazzini appassionati di Giappone, e poi si sia riversata questa ricerca nel romanzo in maniera molto meccanica: ci sono passaggi in cui i personaggi parlano proprio come una pagina di wikipedia, spiegando dettagli o elementi della cultura giapponese in un modo assolutamente poco realistico, con dialoghi assolutamente non credibili ma inseriti con il solo scopo di illustrare qualcosa. Qualcosa che, peraltro, qualsiasi appassionato di manga e culura pop nipponica sicuramente conosce già (non ci ho trovato nulla di sconosciuto io, che sono tutt'altro che appassionata, figuriamoci chi mastica ogni giorno queste cose).
Per carità, l'idea alla base del romanzo è carina, la storia si lascia leggere volentieri (ho finito il libro in un weekend), ma la sensazione che non si tratti di un romanzo scritto per raccontare una storia, ma per riempire un preciso angolo di mercato è stata molto forte. Ho fatto fatica a credere davvero ai personaggi: non ci sono indicazioni temporali precisissime, ma si capisce che il romanzo è ambientato all'incirca ai giorni nostri (la protagonista diciottenne guardava i cartoni animati di Masha e Orso quando aveva cinque anni, per capirci), eppure, non lo so, qualcosa non torna. Il modo in cui viene trattata la sua passione, che la identifica e la isola, è del tutto anacronistico. Intendiamoci, credo che la sua resti una passione abbastanza di nicchia, ma pensare che non ci sia nessuno, ma proprio nessuno che non solo condivida la sua passione, ma che almeno riesca a capirla mi sembra assurdo. Ad un certo punto si accenna addirittura al fatto che i genitori di Sofia, quando lei era piccola, cercavano di convincerla a scrivere con la mano destra, pur essendo lei mancina, e insomma, non perché siano degli invasati completamente fuori di testa. Mi viene molto difficile immaginare dei genitori senza alcuna turba che oggi facciano una cosa del genere. I personaggi, poi, non sono degli adolescenti. Sono gli adolescenti immaginati dagli adulti: che parlano con uno slang che ammicca nella loro direzione senza riuscire davvero a essere realistico (o per lo meno, i ragazzi con cui lavoro io non parlano in questo modo, mai). Però ogni dialogo sottolinea quanto le autrici abbiano fatto ricerca sul "mondo degli adolescenti" e ci tengano a farlo sapere.
A livello personale, poi, ho fatto davvero fatica ad empatizzare con la protagonista, che mi ha irritato moltissimo (e non perché essere adolescenti fa schifo e ci fa comportare in modo insopportabile, non solo, per lo meno). Il suo costante sottolineare di "essere diversa dalle altre", dotata di un talento straordinario (che a ciqnue anni facesse disegni che i genitori pernsavano appartenere a un adulto mi richiede un po' troppa sospensione dell'incredulità), il suo sentirsi costantemente vittima e sovrastare le emozioni dell'amica (Marta è una santa, Sofia non si merita un'amica così presente quando lei per Marta non fa nulla, non c'è mai, non le sta vicino) mi ha davvero irritata. Non sono riuscita nemmeno ad appassionarmi alla storia d'amore: un po' perché il senso dello scorrere del tempo in questo romanzo è molto strano, non si capisce mai quanto tempo passi fra un avvenimento e un altro (murales disegnati nel corso di mesi e mesi che però sembrano comparire in una notte, giusto per dirne una) e quindi diventa difficile accettare che Sofia e Marco si siano parlati più di due volte, un po' perché onestamente in un libri per adolescenti mi piacerebbe veder romanticizzata una relazione dove si metta al centro l'imparare a comunicare (ci sta che i personaggi, che sono molto giovani, facciano errori, ma diamine, il finale non riesco a digerirlo), ma ecco, avrei volentieri vista ridotta al minimo l'importanza data a questo elemento di trama.
La ragazza che amava Miyazaki di Silvia Casini e Raffaella Fenoglio è un romanzo adatto a lettori di tutte le età e che celebra la realizzazione dei propri sogni, anche quando il nostro talento è nascosto, invisibile persino a noi stessi. Sofia ha diciotto anni e adora il regista Hayao Miyazaki. Vuole diventare un’illustratrice di manga ma nel suo piccolo paese, Valvento, sa di non avere nessuna possibilità di realizzare il suo sogno. Non ci sono i presupposti, e inoltre, nessuno crede in lei perché nessuno conosce le sue vere potenzialità. È chiusa, introversa, è come se fosse smarrita e non sa quale strada intraprendere per diventare ciò che sente di essere. Tutto cambia quando le strade del piccolo borgo e le sue mura vengono riempite con i disegni, ispirati al grande regista, di un writer che si fa chiamare Pagot, di cui nessuno conosce l’identità. Per Sofia diventa una vera e propria caccia a scoprire di chi si tratta, soprattuto perché attraverso di lui, sente di poter affermare anche se stessa. La sua storia è universale, è quello che può accadere e che forse è accaduto a ciascuno di noi. Ricercare la propria identità diventa lo scopo del viaggio di ognuno e anche Sofia ce la metterà tutta per arrivare alla meta. È una ragazza coraggiosa, gentile, piena di entusiasmo; ha le sue paure ma prova a superarle cercando nell’amore quella forza necessaria a superare tutti gli ostacoli. Una storia a tratti tenera ma anche molto impetuosa come la sua protagonista. Una bellissima copertina e illustrazioni fantastiche realizzate da Giulia Tomai, che ci introducono nel mondo giapponese e ci permettono di scoprire in che modo entrare in contatto con la parte più autentica di noi stessi, con quella bellezza spesso bistrattata che però è lì e ci rappresenta, basta solo prenderci il nostro tempo per osservarla con calma e darle finalmente ascolto. Per Sofia, la strada per raggiungere i suoi sogni passa per il Giappone. E la tua?
Questo libro è qualcosa di speciale, e non lo dico solo perché, come la protagonista, sono una "miyazakiana", ma perché la storia raccontata è colma delle emozioni delle grandi ricerche. I personaggi sono tutti alla ricerca di qualcosa: sé stessi, il proprio futuro, relazioni autentiche... Le crisi rappresentano autentiche occasioni di crescita e scoperta che si intrecciano alle tipiche dinamiche adolescenziali, elementi che rendono il libro perfetto per essere letto da ragazzi, genitori ed insegnanti oltre che, ovviamente, dagli amanti di Miyazaki, i quali vedranno i capolavori del grande maestro (ma non solo) fare da filo conduttore a tutto il percorso, in un continuo incitamento al coltivare il proprio talento, a lavorare il proprio materiale grezzo per renderlo un capolavoro senza mai, però, arrivare a snaturarlo tradendo la propria natura.
Una piccola annotazione per gli amanti del Giappone: in questo libro ci sono anche info e spunti davvero interessanti!
Da appassionata di Miyazaki che è cresciuta in in un periodo in cui il Giappone e tutto ciò che lo riguarda non era di moda come lo è adesso, la lettura di questo libro è stata piacevolmente positiva. Il libro è leggero e si legge facilmente. Nonostante questo, le personagge principali mi sono sembrate abbastanza monodimensionali, come anche anche il love interest della protagonista. Se non si cerca una storia particolarmente approfondita e si è appassionate/i di Miyazaki è una lettura piacevole. Per guasto personale non ho particolarmente apprezzato i disegni, però comunque trovo carina l'idea di illustrare un romanzo per ragazzi.
Libro letto in qualche giorno. Un libro per ragazzi con un linguaggio semplice, ma a tratti artificiale. I personaggi sono stati rappresentati in modo semplice ed esaustivo, ma nessuno mi è rimasto impresso. La storia è carina, con il filo conduttore dello studio Ghibli sempre in sottofondo grazie a citazioni, connessioni, rappresentazioni.
Una storia leggera per conoscere il mondo dei ragazzi con le loro ambizioni e speranze e l'amore per il magico mondo del Maestro Miyazaki bellissime le illustrazioni molto carino