Se c’è un paese del quale non possiamo fregarcene questo è la Germania, per ragioni storiche antiche ( il confine fra Ovest ed Est all’Elba risale a Cesare) e moderne (abbiamo perso la guerra insieme e abbiamo gareggiato nella ricostruzione). Siamo concorrenti nel manifatturiero ,ma nello stesso tempo, a cominciare dalle nostre regioni del Nord, siamo economie talmente interconnesse, da non poter essere sciolte. Si accenna anche in questo volume al fatto che la tanto decantata Unione Europea (alla quale gli analisti di geopolitica danno ben poco peso) per noi pare abbia una sola ragion d’essere quasi insuperabile, la Germania (che poi non è nientaltro che la ,UE in buona sostanza), garantisce per il nostro debito, che si avvicina pericolosamente a quello che gli americani, esagerati in tutto ,chiamano 3 trilioni. Il solito Lucio Caracciolo ,Direttore di Limes e della Scuola di Limes, con il suo formidabile stile con poche pennellate, o forse meglio, incisioni da cesello, cerca di inserire nella nostra mente i tratti fondamentali di quel paese. Spaventa il fatto che non sono le stesse cose che si ripetono vuotamente nei media, né quelle (poche) che apparivano sui nostri manuali di storia. L’analisi comincia col caratterizzare la Germania, come stato recente (Versailles 1870 dopo la sconfitta francese di Napoleone III a Sedan e la vittoria di Bismark), paese, che non si è mai sentito veramente stato. Leggi di più : https://gmaldif-pantarei.blogspot.com...
Il mio volume preferito di Limes. Affronta in modo lucido il tema della Germania, che in Italia tendiamo spesso a idealizzare come un paradiso del lavoro. In realtà, il volume svela il volto di un Paese ancora profondamente diviso tra Est e Ovest. Un’analisi illuminante.