Il blu dell’oceano per raccontare la sua storia d’amore con Kristen, il colore della sabbia per narrarci la storia del surf, fin dalle sue origini: questo è A ondate, un delicato, fragile e tenero memoir autobiografico.
AJ Dungo parte da una storia universale, quella del surf moderno, per intrecciarvi i suoi ricordi personali legati all’amore per questo sport e per Kristen, una giovane ragazza che capiamo fin dalle prime tavole essere gravemente malata. Ho toccato con mano quello di cui parla AJ Dungo, ho vissuto la provvisorietà di una storia in bilico tra la vita e la morte, il lacerante dolore che il senso di impotenza e precarietà porta con sé, la paura dell’ignoto che il domani rappresenta, l'improvviso e interminabile istante in cui tutto si compie. Molto spesso, nel leggere le poche pagine (avrei voluto che la lettura durasse molto di più…), mi sono dovuta fermare per ritornare con la memoria alla mia di storia, sperando di poter riassaporare ancora uno di quei giorni assieme, cercando un po’ di quella forza che traspare in Kristen in questa bellissima graphic novel. E’ stato come lasciarsi cullare dalle onde, abbandonandosi ad un modo molto dolce per ricordare. Trovo davvero bello che il ricordo di una persona che si è amato così tanto possa rivivere in maniera così spontanea e consolante nell’arte.
A ondate è il dolore, che non ha un flusso costante, non è mai in equilibrio, ma va e viene, colpendoti all’improvviso, lasciandoti stordito magari, per poi ritornare a quietarsi nello stesso modo in cui era arrivato. Le onde dell’oceano diventano inizio e fine di una storia, che non è mai una morte definitiva, ma nasconde in sé sempre una rinascita, in un eterno ciclo vitale che è vita, che mai potrà interrompersi, ma che va abbracciato e cavalcato.