Un’urna prende magicamente vita e la protagonista si trova a ripercorrere con la madre defunta gli eventi, compreso il rapporto complicato con lei, che le hanno impedito da giovane di vivere liberamente la sua queerness e reso così lunga e tortuosa la strada per trovare se stessa. Tra grassofobia, eteronormatività e bifobia interiorizzata, la storia esplora con ironia i rapporti familiari, l’esperienza di vivere in un corpo non conforme e le difficoltà di navigare il mondo del dating per una donna di mezza età che si sente inesperta, impacciata, e forse ormai troppo vecchia per certe cose.
Mi odio quando aspetto mesi prima di scrivere una recensione. Perché se è vero che un po’ di distanza aiuta a mettere in prospettiva i pensieri, lasciar passare troppo tempo rischia di far dimenticare cose importanti. Spero non mi succeda con la graphic novel di Chiaralascura la quale, oltre ad essere una brava autrice, è anche una mia cara amica. Chiara non è nuova al mondo dell’editoria, infatti ha già scritto un libro per Mondadori, Belle di faccia: Tecniche per ribellarsi a un mondo grassofobico, assieme alla sua BFF Mara Mibelli.
In Queeranta Chiara si racconta tramite un espediente tipico del suo black humor, ossia il dialogo che ha con l’urna che contiene le ceneri di sua mamma che ha davvero perso qualche anno fa.
Chiara, all’alba dei 40 anni passati, ha finalmente trovato la sua dimensione che comprende tante persone queer, una relazione felice con una nuova compagna ed una felicità fatta di tasselli che finalmente vanno al loro posto.
Queeranta però non è un libro dedicato solo a persone queer, ma parla a chi non si sente conforme agli standard della società, alle persone grasse, alle donne, a chi si sente sempre sotto la lente giudicante, a chi vuole smetterla di avere l’approvazione maschile per vivere. E ogni due pagine Chiara ci insegna qualcosa con una semplicità e chiarezza davvero disarmante che ti fa dire “cazzo sì, è proprio così”!
Tra lutto e amore, Queeranta è un’autobiografia della scoperta più importante che possiamo fare: la scoperta di noi stessi, della nostra vera personalità.
In questo fumetto Chiara ragiona sulla sua vita e sulla sua sessualità tramite un dialogo, forse reale forse simbolico, con l’urna di sua madre. Il tutto colorato da un linguaggio assolutamente naturale e inclusivo (mi scordavo che l’autrice ha 42 anni), disegni simpaticissimi ed emozioni reali e taglienti.
Mia zia mi ha regalato una copia autografata per Natale. Davvero un fumetto stupendo. Ho riso ad alta voce e pure pianto. Chiara ha un senso dell’umorismo e una delicatezza unici.
Lettura super piacevole e disegni adorabili, divorato durante il turno di notte! Una narrazione sull'essere queer in età adulta, quando ti sembra sia troppo tardi e quel treno sia già passato da un pezzo - per fortuna non è così. Ci son passaggi in cui ho rivisto un po' il mio vissuto adolescente, penso che in generale possa essere una lettura relatable per molte persone!
Al momento non ho abbastanza parole, solo tante lacrime. "Queeranta" racconta di tante cose, accettazione, scoperta di sé stessi e tanti altri argomenti che sono vicini a tante persone in questo periodo che viviamo, e sono sicura che sarà in grado di aiutare tante persone. Racconta anche dell'elaborazione del lutto, argomento che mi tocca da molto, molto vicino, e che ancora non so come gestire. Fatevi un favore e leggetelo, perché ne vale la pena, veramente. Le parole sono poche, ma so di certo che voglio un gran bene a Chiara, e che sono super orgogliosa di lei. Grazie, grazie e grazie.
Io raga sempre fuori target, però per certi versi ho empatizzato molto con la protagonista, soprattutto per il rapporto conflittuale con sua madre (ciao mamma tvb). La lettura è molto piacevole e leggera, ma tocca tematiche profonde e importanti che vale la pena approfondire. Penso che comunicare queste esperienze di vita sia estremamente arricchente per chiunque ne venga a contatto.
Volume stupendo: divertente, serio e strappalacrime. Una storia in cui le persone adulte queer si possono identificare, una storia sull’importanza del conoscere e del conoscersi ma sopratutto sull’accettarsi in tutte le proprie sfaccettature che cambiano costantemente.
Finito di leggere e pubblicato immediatamente su Instagram. Ancora rido e piango, mi sono rivista terribilmente in molti episodi. Spregiudicato e irriverente. Grazie Chiara
There might not be a great perception outside of Italy of what the cultural and social standard is in terms of inclusivity and queerness, because it wrongly it believed that being a European country of the "civilised west" it must be progressive. nothing could be further from the truth and reading this story by Chiara Meloni touching upon her lived experience of the last 40 years as someone who doesn't fit the very narrow standard that everybody is supposed to wear as a uniform in Italian society, is both beautiful hopeful as much as sad for the reactionary every day culture that through her memories she recounts. the graphic novel format makes it accessible and entertaining even when the topics discussed can be heavy and even for someone as dyslexic as I am, it flew by in a couple of days and it was hard to put down. what a wonderful story and what a joy to see that Fat, queer older people can not only survive, but definitely starting to thrive, even in Italy.
Leggo pochi fumetti e, quando succede, mi danno il piacere profondo di un'esperienza di lettura veloce ma intensa. Conosco e apprezzo Chiara la scura dai tempi di Belle di faccia e mi interessava molto conoscere la sua storia. Apprezzo il modo in cui si mette a nudo e racconta di una crescita difficile, sfidante, dolorosa che l'ha resa l'attivista e la donna queet che è oggi. Comico e struggente l'espediente narrativo dei dialoghi con l'urna della madre, una metafora del bisogno di rivedersi attraverso il suo vissuto, i suoi commenti, il suo amore. E trovo che sia sano in queste narrazioni relativizzare le proprie difficoltà di crescita, riconoscere i propri privilegi e conoscere esperienze che non abbiamo vissuto ma che hanno un sacco da insegnarci. Ammiro Chiara per il suo percorso, il suo dolore, la sua resilienza, i tentativi di capire chi è e a cosa vuole appartenere. E quella fierezza che le invidio da morire. Non potete perdervelo.
Un fumetto che ti scalda veramente il cuore. Queeranta è la storia di una donna adulta che si confronta con la sua queerness. Una narrazione di lutto, amore e famiglia incorniciata da una riflessione intersezionale. I colori del fumetto sono bellissimi, così come lo stile narrativo, leggero, profondo e soprattutto chiaro. Sono felice che questo libro esista perché è importante leggere storie di questo genere.
Grazie, Chiara, per aver scritto di tutte noi persone queer 🌈 da donna bisessuale che sta con un uomo molto spesso ho vissuto quello che racconti tu nel libro. E lo racconti con intensità, umorismo, dolcezza, verità.
Opera prima di Chiaralascura, già famosa nel mondo vegan italiano da diversi anni perché illustratrice e creatrice di grafiche per magliette e oggettistica a tema vegan. Poi diventata "famosa" con Belledifaccia per attivismo fat-liberation. Insomma la "conosco" da molto e mi ha riempita di gioia l'uscita del suo graphic novel, oltretutto a tema queer. Magnifico, scorre veloce (anche troppo❤️🩹), c'è comicità semplice e leggera (sua caratteristica da sempre), e parla dei suoi ultimi anni e del suo percorso verso un coming out come bisessuale ma in età over40 anni, di cui effettivamente non c'è molta letteratura specie nei fumetti. Di solito sono adolescenti o giovanissimi adulti. Consigliatissimo!
Non esagero dicendo che è una delle cose più belle che abbia letto. La storia, le illustrazioni, i colori, i dialoghi. Ho riso e pianto tutto il tempo. Ogni pagina è preziosa.
Comico, drammatico e allo stesso tempo di una delicatezza e forza impressionanti. Grazie a Chiara Meloni per aver condiviso così tanto della sua vita con noi. Qqq
Una piacevole scoperta, non conoscevo l'autrice (se non di nome, anzi, di nickname) e quindi mi sono approcciata al libro per la storia veramente particolare: la protagonista è una donna di 40 anni che deve fare i conti col suo coming out dopo un matrimonio fallito e la realizzazione che la sua attrazione per gli uomini è scemata, mentre ora è attratta quasi esclusivamente dalle donne. Ma la più grande particolarità è che a ripercorrere con lei i suoi passi verso questa realizzazione... E' l'urna della madre, che per l'occasione prende vita, con tanto di bigodini e occhialoni da sole, e non risparmia alla figlia neanche mezza critica e frecciatina. Che sia un vero e proprio fantasma o una metafora mentale della protagonista del libro poco importa, ci regala grandissime risate con arguzia e anche un pizzico di malizia. La storia è un lungo flashback, per fare un briefing veloce alla madre di tutto ciò che è successo alla figlia da quando lei è morta, perdendosi il divorzio e il coming out e tanto altro. E' un immaginarsi cosa sarebbe potuto succedere e cosa si sarebbero potute dire, se ci fosse stato più tempo. Tra le cose che ho apprezzato di più è il fatto che pur sostando sui temi della fatphobia, queerphobia e company, si da molto più spazio alle sensazioni dell'individuo, una donna grassa, bisex, di mezz'età, riuscendo a parlare di quei temi attraverso le sue esperienze e le sue sensazioni, cosa che purtroppo fin troppi scrittori che non hanno vissuto queste cose in prima persona tendono a fare malissimo, con narrazioni pietistiche, stereotipate, poco incisive, a volte sfociando nel paradossale. Do 5 stelle a questo memoir perché è disegnato bene e scritto anche meglio, davvero non mi aspettavo che avrei riso tanto, adoro quando libri a cui ti approcci con zero aspettative (o meglio, non sapendone nulla, ti aspetti di tutto) ti colpiscono così in positivo.