“Un pensiero che trascende il tradurre stesso per toccare le nostre esistenze e il nostro stare nel mondo. Perché, è vero, siamo ciò che traduciamo”.
Cinque traduttori di lungo corso – Stefano Arduini, Franca Cavagnoli, Franco Nasi, Daniele Petruccioli ed Enrico Terrinoni –, un comune modo di intendere il discorso sul tradurre.
In sette parole, ecco il filo rosso del pensiero che corre in queste pagine: 1) tradurre (piuttosto che traduzione: l’azione, non il suo esito); 2) esperienza (mette in moto il pensiero); 3) conoscenza (il tradurre è esso stesso un sapere); 4) alterità (decentra il soggetto verso una distanza che non può essere colmata); 5) accogliere (con rispetto davanti al mistero dell’alterità); 6) identità (mobile: si costruisce nella relazione); 7) trasmutare (proprio di tutte le cose umane e vive, che continuamente si aprono a un nuovo destino).
Finalmente un testo sulla traduzione in cui non si usano tecnicismi; solo questo varrebbe le 5 stelle! Non sempre mi sono trovato a concordare con gli autori, ma questo è il bello della traduzione.