Parlo con un’amica di libri, mi ritrovo a proporle Il buio oltre la siepe, non so per quale motivo. Mi esce e basta. Scrollo i social e mi escono ancora contenuti riguardanti il romanzo di Harper Lee. Penso che sia proprio un caso fortuito, sono anni che non ci penso, sono anni che l’ho letto.
Guardo un video di Saviano su YouTube, dice che uno dei suoi scrittori preferiti è un certo James Baldwin, di Harlem. Mai sentito. Dopo un po’ mi accingo a leggere questo libro sul Kindle, non so di cosa parli né chi l’abbia scritto.
Poi la scoperta. Quando l’universo ti manda segnali, quando vuol farti capire che sei sulla giusta lunghezza d’onda delle cose, succedono cose come queste.
Questa storia si basa sul razzismo, ma non è ciò che leggiamo in prevalenza su queste pagine. L’odio per i neri è il fattore scatenante di questa storia, ma il vero motore è l’amore. Non solo l’amore classico che tanto leggiamo e che tanto potremmo aspettarci da una storia come questa: quello tra la protagonista e il giovane malcapitato, entrambi neri. Lui accusato di uno stupro che non ha commesso, lei incinta di lui.
Ma è soprattutto una storia d’amore tra familiari. D’amore e di odio. Di quelle dinamiche che possono esserci tra le due famiglie dei giovani innamorati: leggiamo di due padri che si avvicinano, che si fanno forza e che combattono. Colpisce come i rapporti tra questi due uomini siano così complici, legati in modo indiretto dall’amore dei due figli e dai guai che li hanno investiti. Combattono, o cedono, per amore esclusivo dei propri figli.
Al tempo stesso leggiamo di sorelle e di madri come estranee, forse queste simboli di una società (quella bianca) che di fronte al razzismo si finge cieca. Loro, cieche e sorde dinnanzi ai problemi del loro stesso fratello. Quasi giudici che, se messi alle strette, colpevolizzano la vittima.
È un romanzo degli anni cinquanta ma è estremamente attuale. In un’America dove si muore ancora per mano dei poliziotti, dove se sei nero hai ancora paura di vivere in quello che dovrebbe essere il paese della libertà. Dove movimenti come quello di Black Lives Matter nascono come conseguenza degli omicidi e degli abusi subiti dai neri da parte della polizia.
Mi domando, per quanto ancora saranno attuali romanzi come quelli di Baldwin e Harper lee?
Un libro ha un potenziale di vita infinito. Certi, come i classici, finiscono per non morire mai, per diventare pilastri indistruttibili dalle furie del tempo. Romanzi che, oltre la loro bellezza letteraria, sono per un motivo o per un altro, attuali. Per il momento, possiamo dire la stessa cosa per questo libro, e altrettanto per "il buio oltre la siepe".
Ma mentre per molti classici siamo ben lieti di parlarne, e di evidenziare quanto lo scrittore fosse un visionario per aver previsto dinamiche che accadono ancora oggi, per i libri come quelli di Baldwin e di Harper lee, non possiamo far altro che ripetercelo con l'amaro alla bocca.