«Non abbiate paura!», è il monito che Gesú indirizza agli uomini. Non soltanto per sottrarre la loro vita a un'interpretazione solo moralistica e sanzionatoria della Legge, ma per affermare l'esistenza di un'altra Legge che li autorizza a coltivare il proprio desiderio - la propria vocazione, i propri talenti. È l'eredità fondamentale del messaggio cristiano ripresa dalla psicoanalisi di Freud e la parola di Gesú mette in valore una Legge che attraverso il desiderio serve la vita e non la morte.
Il tema centrale di questo libro concerne la parola di Gesú, riletta originalmente da Massimo Recalcati come una delle radici inaudite della psicoanalisi dell'«ebreo» Freud e del «cattolico» Lacan. Non si tratta di sottomettere la vita alla Legge, ma di vedere nella Legge - quella dell'amore e della grazia - una forza al servizio della vita. La Legge non incute piú il timore della punizione severa, non esige piú lo zelo scrupoloso del rispetto formale, ma si libera della morte che porta con sé per divenire una Legge che non annulla il desiderio, ma, al contrario, lo sostiene. È questa l'eredità essenziale assunta dalla la Legge non è nemica del desiderio, ma il suo fondamento piú radicale. I riferimenti alle parabole, ai miracoli, alle guarigioni, a Pietro e a Giuda, alla notte del Getsemani, alla resurrezione e al pensiero di Paolo di Tarso sono rivisitati in modo sorprendente. Qui Recalcati sfida luoghi comuni e stereotipi della lettura psicoanalitica del cristianesimo mostrando con grande audacia come la testimonianza di Gesú sia innanzitutto testimonianza della vita indistruttibile del desiderio.
He works in Milan as a psychoanalyst and is a member of the Lacanian School of Psychoanalysis, treasuring the Title AME. Founder of JONAS (Center for Psychoanalytic Research on New Symptoms). He teaches at the University of Bergamo and at the Freudian Institute in Milan.
“Voi sarete afflitti, ma questa vostra afflizione si muterà in gioia. Quando sta per partorire, la donna è afflitta – poiché è venuta la sua ora. Ma quando ha fatto nascere il bambino, non ricorda piú l’afflizione, per la gioia che qualcuno è nato al mondo.”
Gv 16,20-21
Massimo Recalcati, a partire dalla Parola di Gesù, che ancora risuona viva, nonostante siano passati più di duemila anni, cerca di trovare le parole nella psicoanalisi che ridanno la vita. La Legge non è più giogo, che tarpa le ali al desiderio, ma anzi, è veicolo per la vita viva che “è la vita animata da una nuova versione della Legge che non impone piú il sacrificio del desiderio, ma sostiene piuttosto la sua piú piena realizzazione.”
Recalcati ribadisce che “La Legge portata da Gesú è la Legge che coincide non tanto con la liberazione del desiderio dal peso della Legge, ma con l’istituzione del desiderio come nuova Legge.”
La strada percorsa da Gesù è quella che si ritrovano a percorrere tanti che ricorrono alla psicoanalisi per ricostruirsi e rimettere insieme i pezzi del proprio passato: e cioè quella che ha a che fare con l’abbandono. Gesù spiega come si supera la notte dell’abbandono. La vive e si fa viatico
“Sicché l’Io cede, indietreggia, si affida all’Altro sebbene l’Altro – ed è questa la prova ultima – non risponda. È la forza della nuda fede. Non c’è alcuna presenza di Dio nel Getsemani, se non nella forma della sua assenza piú radicale.”
Recalcati, attraverso un’attenta esegesi del Nuovo Testamento, guardando a Lacan, conduce il lettore al bivio, lo stesso vissuto da Claudia, la moglie di Pilato
“Lacan ha giustamente sottolineato come desiderio e difesa siano due facce della stessa medaglia: dove c’è incontro col desiderio c’è spinta a difendersi da questo incontro che risulta sempre spiazzante e sconcertante.”
Tutti noi siamo chiamati a una “conversione”, una nuova forma di vita. E come si annuncia questa conversione? “La annuncia attraverso la divisione di Claudia che è la stessa divisione di tutti gli esseri umani di fronte alla chiamata del proprio desiderio. Accogliere il «giusto», seguire la sua chiamata, oppure ripudiarlo, lontano, separarsi dalla sua parola?”
"La vita viva è la vita animata dalla forza del desiderio e antagonista alla Legge del sacrificio; è la vita che adempie alla Legge dell’amore, è la vita che resta fedele alla propria vocazione. È questo il cuore etico della predicazione di Gesú che, come abbiamo visto, combacia con l’etica della psicoanalisi ripensata radicalmente da Lacan: la vita che si perde nella morte, la vita che cade nel peccato, è la vita che ha paura della vita e della morte, è la vita senza desiderio, è la vita che rifiuta la vita per paura della morte, è la vita che rinuncia ad avere un proprio desiderio, è la vita che colpevolmente indietreggia nei confronti della Legge del proprio desiderio15"
Molto bello in alcune parti, molto ridondante in altre.
Sebbene Recalcati ha cose molto utili da dire riguardo al rapporto sacrificale con la legge, secondo me la sua visione è un’imposizione quasi totale della psicoanalisi sul pensiero biblico.
Per esempio, dice che “Sicché la salvezza non avviene mai per il tramite dell’obbedienza alla Legge, ma per la fedeltà nei confronti del proprio desiderio.” Da una parte, ha ragione perché, come dice Paolo, non ci si giustifica per mezzo delle opere della legge. (Galati 2:16) Però dall’altra parte, cancellare totalmente il ruolo dell’ubbidienza alla legge nella salvezza per inalzare il proprio desiderio è un concetto estraneo al testo biblico. In realtà la legge doveva essere ubbidita però noi non la potevamo ubbidire. Perciò Cristo l’ha ubbidito per noi (Romani 5:19) affinché la legge potesse adempiersi in coloro che sono in Cristo (Romani 8:4)
“Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Infatti, ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha fatto, mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo Spirito.” Lettera ai Romani 8:1-4
Poteva essere scritto con la metà delle pagine. Ridondante e ripetitivo per 3/4. Chiunque abbia un background di un certo tipo sull’argomento può mettere in discussione e confutare molte delle conclusioni a cui l’autore giunge; questo è il lato positivo per cui ho messo la seconda stella, quantomeno è un libro che stimola il dibattito. Faziosa la visione di Gesù (del resto non mi aspettavo nulla di diverso), personaggio sicuramente molto carismatico e funzionale a livello di marketing nella storia delle religioni, ma questa ostentazione di originalità nel suo messaggio risulta infantile se si ha un po’ di preparazione in tema di testi biblici. Per fortuna ci ho messo poco a leggerlo…
Nonostante la ripetitività di alcuni concetti (che comunque ha aiutato a interiorizzarli e a far quadrare la tesi da più punti di vista) il saggio di Recalcati mi è stato illuminante. Non so se esagero nell’affermare che lo psicanalista “riforma” il messaggio di Gesù, donandogli una interpretazione che la rende adatta ai nostri tempi. Proprio per questo motivo non credo sia casuale la dedica a De Andrè e a Pasolini perché, ponendosi in diretta continuazione con loro, prosegue il loro lavoro di rielaborazione e di riscoperta di Cristo. Consiglio la lettura a chiunque abbia la voglia o l’interesse di rispolverare il cristianesimo, non nel nome della Legge ma in quello del Desiderio.
Scritto in maniera chiara, si sfoglia molto volentieri anche trattando di tematiche più importanti. Il testo continua l'indagine di Recalcati sul rapporto tra Bibbia e Psicoanalisi, risultando fresco e approfondito in maniera delicata. Consiglio di abbinare per una visuale più completa e dettagliata la lettura di questo libro alla lettura de "La legge della parola".
L'idea di base è anche interessante, ma sconta una eccessiva verbosità - che parlando di Lacan risulta quasi impossibile da smarcare - e una focalizzazione eccessiva su passaggi attorno ai quali il pensiero si avviluppa. E' un libro affascinante, che poteva essere scritto in un terzo delle pagine previste e con molti più autori a supporto della lettura psicanalitica. Peccato. Occasione persa.
Un profondo messaggio, spunto per una profonda riflessione interiore. L’autore mostra una profonda conoscenza della Parola di Dio e della sua connessione con vari aspetti della psicoanalisi. All’interno ci sono parecchie perle di saggezza, peccato che i concetti vengono ripresi e ripetuti più volte, rendendo la lettura ripetitiva.