La Libia, buco nero di mille tragedie
La Libia è appena al di là del nostro mare. Un luogo di cui sappiamo poco, anzi pochissimo. Sappiamo di aver contribuito a far cadere un regime, e che da lì si imbarcano migliaia di persone che cercano di raggiungere le nostre coste. Persone che arrivano dall'Africa sub sahariana, entrano in Libia e poi riappaiono nei nostri mari. Vivi se riescono, morti troppo spesso, a volte non ricompaiono neanche più, persi tra gli abissi. Ma cosa accade tra questi due momenti, tra l'ingresso in Libia e il mare? Di ciò sappiamo poco o nulla, come se un buco nero ne oscurasse la vista. Ma tra questi due momenti accadono cose terribili.
Francesca Mannocchi conosce bene la Libia, conosce la gente e la cultura, ne conosce la storia travagliata e sopratutto la complicata situazione ai giorni nostri. E in questo, come in altre importanti testimonianze come il libro 'Io Khaled vendo uomini e sono innocente', prova a raccontarci cosa la Libia sia diventata oggi e come. Quali tragedie hanno colpito il popolo libico dai tempi di Gheddafi a quelli odierni, come il traffico di uomini verso il Mediterraneo generi oggi come sempre orrori senza fine, come la lotta per il potere abbia travolto la prosperità di una terra ricca, di come anche il mondo occidentale sia responsabile di questo dramma.
Lo fa raccontando storie personali e significative. Storie di vittime e anche di carnefici, di persone reali che in quel buco nero vivono, o meglio sopravvivono. Storie importanti che ci aiutano a capire almeno un poco. E stavolta lo fa con l'aiuto dello strumento della graphic novel grazie al prezioso lavoro di Gianluca Costantini che riesce a farci vivere queste storie con la loro drammaticità. Provate voi a immaginare il caos di una città colma di milizie, la puzza e il degrado di un campo di raccolta profughi che poi è un carcere, provare a far rivivere un naufragio o uno stupro. Gianluca ci racconta tutto ciò, e arriva oltre le parole. Direttamente al cuore.