Se vi state chiedendo come deve essere un libro con protagonista Lilya, uno dei personaggi che abbiamo odiato e amato. Se anche voi, come me, avete sempre percepito sul secondo piano lo sguardo ametista, furbo e diretto dell’anti-umana. Ebbene, questo è il suo libro.
Tenetevi forti perché con Lilya e il suo coprotagonista maschile Medarios, imparerete che anche il pezzo di pietra più duro e può essere scalfito.
Un cuore fuori uso da tempo immemore cerca solo il giusto appiglio per riprendere a battere. Un defibrillatore emotivo che a volte può essere un gesto, una parola dolce, o il tuo acerrimo nemico.
Partiamo dal principio, lasciate che vi spieghi perché vi innamorerete di Lilya e Medarios.
“Okay, magari dire che ci innamoreremo di Medarios è un’esagerazione”. E invece no, Medarios è un principe. In tutto e per tutto.
Certo, ci vorrà del tempo per apprezzarlo davvero, perché, in fondo, lo stesso vale per lui. Ci vuole un cuore sensibile a fargli capire che l’umanità non è un difetto, e una guerriera spietata per fargli comprendere che l’amore non è una debolezza.
Ma ci si arriva, perché i romanzi di Francesca hanno una sola certezza: l’amore lega con un filo rosso due anime ed è destinato a regnare, sempre.
Va be’, anche vero che l’autrice ci fa patire molto prima di arrivarci, ma è proprio questo il bello della sua scrittura. Anche le tempeste più devastanti appaiono meno minacciose con la promessa del più bello degli arcobaleni.
E allora andiamo in ordine. Lilya.
Lilya è nata anti-umana per una tragica sfortuna. Rapita, cresciuta e tormentata dal nobile Arthos, si specializza nei metodi più fantasiosi per provare ciò che, in realtà, non è: inumana.
Grazie ad Anna Belle, qualcosa dentro di sé si sblocca, come un meccanismo che le permette di aprire gli occhi sui fili che legano la sua anima come un burattino. Non può far niente per i suoi peccati passati, ma liberare la futura Regina è il primo passo per una redenzione che non vuole meritare.
E così, vive una vita schiava di se stessa. Anche se il Re si mostra clemente nei suoi confronti, gli sguardi e le parole della sua corte non fanno altro che dimostrarle che non è quello, il suo posto. Lilya è un mostro senza cuore, con una sola ossessione.
Sì, Lilya passa il suo tempo da “Pro-Umana” a ipnotizzare umane dalla capigliatura bionda e portarsele a letto in uno stato confusionale e al limite del consenso. Tutte, però, devono somigliare a lei.
Il sesso è l’unica forma di distruzione alla quale si concede di perdersi. La sua arma ultima di manipolazione. Ed è proprio su questo che conta, quando il nobile Medarios chiede la sua mano per stabilire un’alleanza tra il suo quasi inesistente principato e la corte del Re.
C’è una taglia sulla sua testa e non c’è Pro-Umano che non lo voglia morto e sepolto, ma questi sono solo dettagli.
Lilya parte per Beharis senza esitazione. Non ha nulla da perdere, nulla che la tenga legata ad Abes Nautos.
Ma cosa succede quando due manipolatori seriali cercando di fare lo stesso gioco per vincersi?
Da un lato, Lilya che conta sedurre il principe Medarios con il proprio corpo e le promesse di un piacere mai sperimentato, si ritrova rifiutata più e più volte.
Dall’altro, Medarios con il suo harem e il suo piano per conquistare il mondo, le dona attenzioni che nessuno le ha mai dato e che non implicano nulla di ciò che Lilya brama.
Tra orgoglio e dogmatismo (e un po’ di testardaggine), questi due vi faranno girare la testa — e morire di caldo.
La tensione arriverà alle stelle fino a esplodere nei modi meno tradizionali e principeschi. Ma dalle ceneri può sbocciare un fiore.
Può sembrare un argomento monotematico, dal momento che tutto ruota attorno all’appagamento fisico dei protagonisti, ma c’è ben altro dietro la privazione di uno e il desiderio dell’altra.
Una persona che ha conosciuto solo controllo e impartito solo dolore, non cercherà mai un contatto sincero e stabile. Non crederà nel destino. E una persona che ha vissuto aspirando a diventare il più alto capo tra i principati e le fazioni, vedrà qualsiasi sentimento come una distrazione.
Ma se c’è una cosa che queste due teste dure ci insegnano è che nella vita c’è bisogno di equilibrio e una buona dose di pazienza e coraggio per ascoltare i propri bisogni e agire di conseguenza. Perdonarsi e migliorarsi. Superare le proprie paure grazie alle persone che diventiamo con la giusta compagnia. Concedere un po’ di fiducia a noi stessi.
Il finale, però, è da panico. Letteralmente: ho chiuso il libro tremando e sperando che Francesca completi al più presto il prossimo volume.
Sembra l’inizio della fine. Anche se, in effetti, ci si avvicina sempre di più al primo tassello che ha creato una caduta effetto domino dall’inizio della serie: la profezia. “L’inizio della fine” potrebbe essere una buona definizione.
Insomma, se dovessi descrivere questo volume con un paio di aggettivi direi “palpitante”, “focoso” e “redentore”. Sebbene i due protagonisti siano Anti-Umani, dimostrano di possedere sentimenti, desideri e preoccupazioni propri del nostro genere.
Anche con questo sesto volume, Hypnosis conferma il proprio posto nella mia classifica personale delle migliori serie fantasy di sempre.