Storie da leggere sotto le coperte, in una notte di tempesta. Racconti di case stregate, anime senza pace, carrozze fantasma e presenze maligne. E ancora scriocchiolii, quadri viventi, respiri gelidi e mani troppo pallide per essere reali.
Regine del brivido è la nuova raccolta della serie Dark quattordici nuove storie del mistero da altrettante maestre del genere, come Frances Hodgson Burnett, May Sinclair, Margaret St. Clair, Mary E. Braddon, Edith Nesbit e molte altre.
Perché mai nessuno, come le autrici a cavallo tra i secoli XIX e XX, ha saputo ribaltare il punto di vista e costruire storie in cui sono gli uomini a scoprire cosa significa avere in cui sono gli uomini, e non le donne, a comportarsi da irrazionali, da «donnicciole», da isterici.
Regine del brivido è il libro che celebra questa sottile, raffinata ribellione allo status quo. Un colpo potente e di gran classe alle sicurezze della società patriarcale, che è anche e soprattutto una gioia da leggere.
I
Mary E. Braddon, L'Abbazia di Chrighton Marie Corelli, L'angelo dello scultore Edith Nesbit, Dal mondo dei morti Frances Hodgson Burnett, Un Natale nella nebbia May Sinclair, La natura delle prove Marjorie Bowen, Il vescovo dell'inferno Greye La Spina, Il carro dei morti Sophie Wenzel Ellis, Dama Bianca G.G. Pendarves, Cosa di tenebra Lady Eleanor Smith, A lume di candela Jessie Douglas Kerruish, La melodia meravigliosa Margaret St. Clair, L'Isola delle Mani Mary Elizabeth Counselman, I tre penny contrassegnati Leonora Carrington, Il settimo cavallo
Se il primo volume mi era piaciuto questo l'ho adorato.
L'idea è la stessa del primo Dark Ladies, ma se lì i racconti sono databili tutti tra l'inizio e la piena epoca vittoriana, qui attraversiamo gli ultimi anni del XIX secolo con il primo racconto datato 1871 e concludiamo il volume a circa metà XX secolo con l'ultimo (e surreale) racconto del 1943. Anche i luoghi cambiano, infatti non è solo nel nuovo secolo che ci trasferiamo con questi racconti, ma anche nel Nuovo Mondo. Molte delle storie infatti sono ambiente in america, come lo sono le autrici che le hanno scritte, alcune per nascita e alcune per adozione, come Frances Hodgson Burnett - nata vicino Manchester nel 1849 ma residente negli Stati Uniti per così tanto tempo che nel 1905 ne ottenne la cittadinanza - qui con una storia più bizzarra che orrorifica ambientata su una nave alle prese con la spessa nebbia londinese. Un racconto che faceva parte di una serie di breve scenette in parte autobiografiche e in parte inventate, ricordi di giovinezza e pensieri estemporanei raccontati come se l'autrice fosse sdoppiata in due: una Frances che li descrive e una che li rivive, che lei ribattezzò "Lady Romantick", una sorta di suo alter ego.
Molte anche le scrittrici che hanno pubblicato i loro racconti su Weird Tales (si esatto proprio il Weird Tales di Lovecraft), infatti nei racconti di queste autrici se ne percepisce l'influenza, creando storie con un'anima più pulp e weird che gotica e horror nel senso più classico del termine. Nel caso di questa raccolta però i miei racconti preferiti sono stati proprio quelli di stampo più gotico: L'abbazia di Chrighton di Mary E. Braddon e Il carro dei morti di Greye La Spina sono due classici esempi di antiche famiglie maledette, il primo mi ha anche commossa; Cosa di Tenebra di G.G. Pendarves è un perfetto racconto di casa infestata che mette i brividi; ne La natura delle prove di May Sinclair si parla ancora di case infestate ma questa volta dall'amata moglie morta che cerca di scacciare l'indegna nuova moglie con buona pace del marito che alla fine gradisce, dato il finale anche un po' piccante. Se nel primo volume ad accomunare le autrici era la battaglia per i diritti delle donne e l'amore per queste, in questo volume sono le avversità della vita: molte di esse hanno dovuto affrontare, nell'infanzia o da sposate, fame e povertà. È facile infatti notare come abbiano incanalato questo dolore e questa angoscia nei loro racconti, rendendoli così realistici ed efficaci.
Una bella edizione per una raccolta di racconti wreid tutta al femminile. Come capita spesso nelle antologie si alternano bei racconti ad alcuni mediocri, una paio abbastanza dimenticabili. Nel complesso una lettura piacevole.