Alkalina vi invita alle Nozze quelle che i nostri autori hanno celebrato tra l'umano e l'oltre umano. A concedersi la mano - talvolta letteralmente - saranno alieni, creature e demoni. Insomma, un po' come i matrimoni a cui siete già abituati, solo in mondi diversi. Non è necessario che siate vestiti formali, ma è bene che siate di larghe vedute.
Alkalina è una rivista indipendente nata per valorizzare la narrativa di genere, il racconto breve e gli autori esordienti con una gran voglia di sfondare le pareti dell'immaginario.
Various is the correct author for any book with multiple unknown authors, and is acceptable for books with multiple known authors, especially if not all are known or the list is very long (over 50).
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Note: WorldCat is an excellent resource for finding author information and contents of anthologies.
Seguendo la tradizione Alkalina si supera ancora una volta proponendo la miglior raccolta di racconti a oggi. Sono rimasto piacevolmente colpito soprattutto dalla prima metà del numero, tra cui segnalo "Oriaki" di Micol Fusca e le "Nozze di Ot" di Venus Marion come miei preferiti (del secondo leggerei volentieri un seguito!), ma in generale tutti i racconti dimostrano una certa maturità d'intenti e stilistica da parte degli autori coinvolti. Uno dei difetti dei precedenti numeri era che talvolta alcuni dei pezzi si leggevano più simili a un primo capitolo di un libro che veri e propri racconti, quindi sono contento di trovare qui invece dei pezzi con un più forte nucleo tematico ed emotivo, senza dubbio conseguenza dell'aver deciso per questa edizione più stringenti paletti tematici. Non è una segreto che le limitazioni favoriscano la creatività e qui ne abbiamo la riprova. Spero di vedere scelte simili anche in futuro. Complimenti agli autori e alla redazione!
A mani basse il mio volume preferito della rivista, mi sono piaciuti tutti i racconti. Non so se è stato un tema fortunato, oppure ha tirato fuori il meglio, ma ho trovato piccoli frammenti di mondi originali e interessanti, anche quelli che apparentemente partivano da un concept "già visto".
I miei preferiti tra tutti sono: - Ombrello di Fabio Scalini - Oriaki di Micol Fusca (mi ha dato vibes Le Guinesche, non so perché) - La scatola di mamma di Edoardo Balacchi
Secondo me è un po' sottotono rispetto agli altri volumi, ma il tema non era facile. Il penultimo racconto mi sono rifiutata di leggerlo. Sorry, ma la combo spazio + nomi assurdi + programmi di cucina è un po' too much per me (too much nel senso che dopo tre pagine mi stavo addormentando)