Una raccolta di racconti ironici e nostalgici che catturano, attraverso piccoli momenti di vita, i cambiamenti di un'epoca ormai lontana.
Guccini racconta cinque episodi che vanno dall'infanzia alla giovinezza, ognuno legato a esperienze personali e collettive. Si parte da un bambino che perde un compagno di scuola, per arrivare a un gruppo di giovani alle prese con un lavoro difficile, scherzi crudeli e sfide sociali. Ogni storia si intreccia con il cambiamento della società, dalla nascita della televisione alle trasformazioni delle città.
I racconti sono costellati da piccoli dettagli che diventano simboli di una vita passata, come un portacenere rosso – gadget di una famosa bibita pop - o la musica di una balera. Così Guccini riporta alla luce le emozioni di un tempo trascorso, mostrando con malinconia ma anche con affetto i momenti felici vissuti tra l'Appennino e Modena, tra la guerra e il dopoguerra.
Francesco Guccini is an Italian singer-songwriter, considered one of the most important Cantautori. During the five decades of his music career he has recorded 16 studio albums and collections, and 6 live albums. He is also a writer, having published autobiographic and noir novels, and a comics artist. Guccini also worked as actor, soundtrack composer, lexicographer and dialectologist. Guccini moved to Pàvana during World War II, then returned to Modena where he spent his teenage years and established his musical career. His debut album, Folk beat n. 1, was released in 1967, but the first success was in 1972 with the album Radici. He was harshly criticised after releasing Stanze di vita quotidiana, and answered to his critics with the song "L'avvelenata". His studio albums production slowed down in the nineties and 2000s, but his live albums continued being successful. His lyrics have been praised for their poetic and literary value and have been used in schools as an example of modern poetry. Guccini has gained the appreciation of critics and fans, who regard him as an iconic figure.[1] He has received several awards for his works; an asteroid, a cactus species and a butterfly subspecies have been named after him. The main instrument in most of his songs is the acoustic guitar.
Guccini e' un bravissimo scrittore, ma ho sempre preferito le sue canzoni, di cui apprezzo il tocco poetico, il taglio esistenziale estratto da storie normali, di tutti i giorni. Questo libro mi ha aiutato ad avvicinarmi alla sua dimensione di scrittore, perche' in cinque brevi racconti, riesce a fare un po' quello che faceva cantando, cioe' raccontare storie che sembrano dei ritratti, in genere auto-biografiche o quasi, in modo succinto e diretto, e con note (spesso a fine racconto) struggenti e poetiche, come succedeva nelle sue piu' belle canzoni.
#readingchallenge2025 1️⃣ Amo Guccini da sempre. Un poeta del nostro secolo, più che un cantautore. Ma scrive anche, e bene. E vi sfido ad evitare di leggerlo senza avere la sensazione che le parole entrino nella vostra testa e ne escano con quel suo tono di voce inconfondibile, basso e confortante, come la coltre di nebbia che a volte nasconde agli occhi quella sua amata pianura della bassa padana, dove la Via Emilia ed il west si incontrano. Il libro è un susseguirsi di racconti, naturalmente tutti ambientati là. Sono storie di lavoro, di amicizie, di cibo e convivialità. E storie di sesso e mazurka, che, non ce ne vogliano Gaia e Toni Effe, è parecchio più sensuale della samba.
Nonostante Guccini sia il mio cantante preferito, di una vita, era la prima volta che leggevo un suo libro dopo tanti tentativi a vuoto da più piccola. Un libro di racconti (non esattamente il mio genere…) scritti molto bene, con uno stile che ti permette di visualizzare ciò che l’autore intende, ma purtroppo non capisco dove voglia andare a parare su alcune cose…
Un libro che si legge facilmente (finito in un paio di pomeriggio e sigari al parco). Può disorientare perchè ci sono diverse storie che risultano scollegate. Secondo me, va letto come si guardano certe foto in bianco e nero di famiglia, un pò alla rinfusa, ma sempre ricche di uomini e donne che hanno fatto la tua storia.
Amo Guccini e la sua musica, questo libro ti fa sentire come se fossi arrivato a casa di nonno dopo una lunga giornata di scuola. Ha preparato per te una minestra calda e ha deciso di raccontarti la sua giovinezza mentre ticchetta alle tue spalle una sveglia. Non un capolavoro, ma sicuramente una calda e tenera coccola.
Libro piuttosto deludente, forse perché partivo con grandi aspettative. Buono è giusto il secondo racconto. Gli altri corrono sul filo dell’aneddoto ma eccedono in spazio e cornice narrativa. Tutto sommato risibile.
Essendo io giovane, leggendo questo libro sono entrata in un mondo di cui conosco molto poco, solo tramite i racconti dei nonni. Lo stile di scrittura di Guccini mi ricorda tanto le sue canzoni, e per questo lo apprezzo molto. Consigliato come lettura veloce e leggera!