Vanessa, vent'anni, decide di scappare di casa per intraprendere un viaggio sulle tracce del tragitto migratorio di una farfalla che porta il suo stesso nome, la Vanessa del è una farfalla speciale che attraversa l'Europa partendo dalla Norvegia per arrivare, infine, in Marocco. Vanessa ha il cuore colmo di dolore e la convinzione di non meritare un posto nel mondo. Ha vissuto gli anni dell'adolescenza logorata dalla rabbia e dall'odio verso se stessa, colpevolizzandosi per la perdita della persona più sua madre. L'impossibilità di accettare quel lutto la spinge a partire, a fuggire da coloro che ama per evitare di contagiarli con la sua "sfortuna", alla ricerca di un senso nella propria esistenza. Durante quest'avventura, Vanessa incontrerà amici, s'innamorerà e farà esperienza di molte "prime volte". Il viaggio più importante, però, sarà quello interiore, che la porterà a scoprire l'amore di sé e a capire che l'unico modo possibile per onorare i ricordi dei propri cari è imparare a volersi bene e a prendersi cura di se stessi.
Bella l' idea ma troppi argomenti che non vengono poi sviluppati sufficientemente. L' ho letto con piacere ma, criticandolo, trovo un po' di incongruenze...
Piccola premessa, seguo l’attrice da diverso tempo e ho visto tanti suoi lavori,quando ho scoperto che aveva scritto ed era uscito un suo libro sono sempre stata curiosa di leggerlo e, con questa Challenge ho avuto la possibilità di farlo. Beh, potevo farlo comunque ma ho avuto una spinta in più che non mi è dispiaciuto anche se forse è stato un po' lento, forse troppo cupo o troppo introspettivo? Non so, nonostante tutto comunque mi è piaciuto. Una lettura intensa, emotiva e profondamente introspettiva, che intreccia il tema del viaggio con quello della rinascita personale. È un romanzo contemporaneo delicato ma potente, capace di affrontare dolore, lutto e crescita interiore con una sensibilità autentica. Perfetto per chi ama le storie che parlano di fragilità umane, seconde possibilità e ricerca del proprio posto nel mondo.
Trama Vanessa ha vent’anni e da troppo tempo vive intrappolata nel dolore. Dopo la perdita della madre, il senso di colpa ha iniziato a consumarla lentamente, fino a convincerla di essere la causa della sofferenza delle persone che ama. La rabbia verso sé stessa, il vuoto lasciato dal lutto e la difficoltà di sentirsi “abbastanza” l’hanno portata a isolarsi dal mondo e a credere di non meritare felicità. Così decide di fuggire. Senza un vero piano, ma con il bisogno disperato di allontanarsi dalla propria vita, parte seguendo il tragitto migratorio della Vanessa del Cardo, la farfalla che porta il suo stesso nome. Un insetto fragile ma incredibilmente resistente, capace di attraversare interi continenti per sopravvivere.
Il viaggio diventa presto qualcosa di molto più profondo di una semplice avventura. Tappa dopo tappa, Vanessa attraversa luoghi nuovi, scopre culture diverse e incontra persone che, in modi inaspettati, riescono a incrinare il muro che ha costruito attorno al proprio cuore.
Per la prima volta dopo tanto tempo, sperimenta emozioni che aveva smesso di concedersi: amicizie sincere, libertà, leggerezza, il senso di appartenenza e persino l’amore. Ma soprattutto è costretta a confrontarsi con sé stessa, con i ricordi della madre e con tutte quelle ferite mai davvero affrontate.
Vanessa comprende lentamente che scappare non significa guarire e che il dolore non può essere cancellato semplicemente mettendo distanza tra sé e il passato. Attraverso ogni incontro e ogni esperienza, inizia un percorso difficile ma necessario: imparare a perdonarsi, ad accettare la propria vulnerabilità e a capire che amare sé stessi non è egoismo, ma sopravvivenza.
Il viaggio che pensava potesse salvarla dall’esterno si trasforma così in una rinascita interiore. Perché l’unico modo per onorare davvero chi abbiamo perso non è smettere di vivere… ma trovare il coraggio di continuare a farlo anche per loro.
Atmosfera e stile Lo stile di Aurora Ruffino è poetico, delicato e incredibilmente evocativo. La scrittura riesce a rendere tangibili le emozioni di Vanessa, trasformando pensieri, paure e speranze in immagini vivide e intense.
L’atmosfera alterna malinconia e luce: ci sono momenti dolorosi e profondamente introspettivi, ma anche scene di libertà, scoperta e dolcezza che danno respiro alla narrazione. Il tema del viaggio è raccontato non solo come spostamento fisico, ma come trasformazione emotiva e crescita personale.
Punti di forza • Una protagonista autentica, fragile e profondamente umana • Il parallelismo simbolico con la farfalla Vanessa del Cardo • Temi delicati trattati con grande sensibilità e realismo • Scrittura poetica ed emotivamente coinvolgente • Evoluzione personale intensa e credibile • Un viaggio fisico che diventa percorso di guarigione interiore
Per chi è adatto Volevo salvare i colori è perfetto per: Chi ama i romanzi introspettivi e di formazione Lettori che cercano storie emotive e profonde Chi apprezza protagonisti vulnerabili e realistici Amanti dei viaggi raccontati come percorsi interiori Chi vuole una lettura delicata ma capace di lasciare il segno
In conclusione: Un romanzo intenso e toccante che parla di perdita, senso di colpa e rinascita con estrema delicatezza. Aurora Ruffino racconta il dolore senza filtri, ma lascia spazio anche alla speranza, mostrando quanto sia difficile — e allo stesso tempo necessario — imparare ad amare sé stessi dopo aver attraversato il buio. Una storia che emoziona profondamente e che ricorda come, anche quando pensiamo di aver perso tutti i colori, esista sempre un modo per ritrovarli.
Avevo grandi aspettative su questo libro, anche perché avevo sentito l’autrice parlarne e avevo trovato molto illuminante il suo discorso. Il concetto é bello ma è eseguito in un modo che a me non é piaciuto parecchio. La più grande critica che posso muovere é che é tutto raccontato non vissuto. Mi spiego meglio, ci sono determinate scene che avrei preferito fossero mostrate, invece sono solo descritte. Ecco non so se ho reso bene L’idea di ciò che intendo. Dato che mancava questa parte nella storia é venuta a mancare anche L’interesse per i personaggi. Mi dispiace perché ci tenevo davvero tanto e avrei voluto dare una recensione stellare.
Libro con lettura molto scorrevole, linguaggio semplice ed adatto a tutti. Il viaggio di Vanessa è spiegato in modo semplice tanto da inoltrarti dentro, i capitoli brevi ti danno la curiosità di leggerli uno dietro l'altro ma nello stesso tempo di fermarti a pensare sul personaggio e anche a guardarci dentro.
Bello, ma mi aspettavo di più. La storia è bella, merita di essere letta, ma lo stile lascia un po' a desiderare. Troppi luoghi comuni. Lo "show, don't tell", poi, pare che sia stato gentilmente fatto da parte.
Il libro presenta un pò di luoghi comuni e pensieri scontati ma tuttavia è da leggere. in determinati tratti riesce a coinvolgere ed a trasmettere un senso di leggerezza.