Un «viaggio sottopelle» verso la prima e la più grande poetessa della letteratura occidentale e ciò che di lei non muore. Lei che credeva non ci fosse niente di più bello di ciò «che si ama». Saffo è stata una ragazza di Lesbo, una figlia e una madre. Ha diretto cori di giovani coetanee, ha insegnato loro a cantare e a danzare. Forse ha persino sussurrato al riparo delle stanze chiuse i segreti del piacere femminile. Ha educato alla bellezza le signorine bene nella Lesbo della fine del vii secolo a. C. Poi ha dichiarato di non voler piú vivere, e si è tuffata dalla rupe bianca di Leucade, innamorata perdutamente del barcaiolo Faone. Ha insegnato a generazioni di giovani scrittrici il coraggio di far sentire la propria voce. È stata omosessuale, bisessuale, persino un'icona LGBT. La sua leggenda, nata quando era ancora in vita, si è nutrita delle ombre e dei vuoti che circondano i frammenti arrivati sino a noi e ha alimentato una inesauribile fioritura di interpretazioni letterarie e artistiche.
some people are gay, silvia (semicit) ma poi cos’è? una biografia? un saggio? una raccolta di poesie? un libro di mitologia? un’analisi del testo? un fritto misto? l’ho preso cercando un approfondimento su saffo e mi ritrovo a leggere i peggio riferimenti a miti - tra l’altro notissimi a chi piace l’argomento - e ai poeti più disparati. ma poi perché il riferimento alla sua essere “un’icona lgbt” in copertina se poi la cosa viene completamente dismissed? sono perplessa
I thought I was going to read a book about Sappho but I was wrong. If you want to know more about Greek mythology then it's the right book. Quite disappointed with it.
---
Pensavo che avrei letto un libro su Saffo ma mi sbagliavo. Se volete sapere di più sulla mitologia greca allora è il libro giusto. Sono abbastanza delusa.
Premettendo che questo saggio ha per me anche un valore affettivo per via del luogo dove è stato acquistato, non ho voluto dare una recensione nè più alta nè piú bassa di 3 stelle. Non voglio criticare la scrittura di quella che, visto il percorso, potrebbe essere una mia docente, perché sinceramente la scrittura non è il problema in sè del saggio anzì, penso sia abbastanza scorrevole e proprio per questa mia formazione non l'ho trovato pesante e tantomeno penso sia "troppo universitario". Tuttavia, concordo con chi, nei commenti precedenti al mio ha fatto notare come ci siano troppe nozioni, anche interessanti naturalmente, ma che fanno perdere il senso del discorso. Ho acquistato questo saggio con l'obiettivo di approfondire e allo stesso tempo prepararmi alla lettura delle poesie frammentarie di Saffo, che purtroppo a giorno d'oggi non ho ancora letto del tutto, ma per mia sfortuna in questo libro su Saffo c'è poco. Mi spiego meglio, l'intento era quello di narrare la storia di Saffo attraverso i media antichi e moderni, approfondendo in maniera adeguata i motivi dietro al suo enorme significato culturale ma i continui rimandi ad altro e le disgressioni troppo lunghe hanno reso questa lettura parecchio confusa, personalmente parlando.
le altre recensioni hanno ragione: questo libro è su tutto tranne che su saffo. silvia romani fa più digressioni di marino. mi sono dovuta sorbire 170 pagine per scuola e poi non l'hanno neanche nominato... grazie prof per avermi fatto perdere 1 mese di tempo con un libro che non aveva letto
Un bell’approfondimento su Saffo, in alcuni punti onirico, in altri veramente molto dettagliato. Ho avuto la sensazione di camminare per le strade di Lesbo e di sedere in una sera d’estate con le ragazze di Saffo e tanto mi basta. Consigliato 🫶🏻
2.5☆ Mezza stella in più perché dalla quantità delle informazioni nel testo è indubbio che l'autrice ha grande conoscenza del mondo classico. Ma a mio parere non è stata capace, almeno in questo libro, di appassionare e di seguire un filo logico che permettesse più chiarezza e facilità di comprendere l'intero discorso.
Questo libro è un saggio ma anche un diario di viaggio. Non un viaggio come lo intenderemo normalmente ma un seguire una mappa che porta attraverso le strade del tempo e delle società a congiungersi verso una persona.
E la persona in questione è la poetessa Saffo, di cui molto abbiamo sentito parlare a scuola e in letteratura classica.
La poetessa era originaria di Ereso, una città dell’isola di Lesbo. La sua famiglia fu convolta nelle lotte tra i vari tiranni e per un po’ fu esule in Sicilia da cui poi tornò e diresse una scuola per giovani donne.
L’isola di lesbo è sulla rotta che avrebbe condotto i guerrieri verso la città di Ilio. Le vele arrivarono all’orizzonte, attraccarono e depredarono e furono costretti a tornare sui loro passi quando non trovarono la giusta rotta per la città in cui Elena era fuggita con il principe troiano. Immaginate vedere quelle vele all’orizzonte?
Toccare il mito con gli occhi? Saffo non fu solo la ragazza di lesbo. Saffo è stata musa per poeti che l’anno ritratta, per scultori che l’anno creata dalla nuda pietra e da poeti che ne hanno ricalcato i versi sperando di sentirla più vicina, sperando di riuscire a toccarne l’essenza.
“C’è sempre un po’ di pruderie nello sguardo con cui, dall’antichità a oggi, abbiamo spiato dal buco della serratura la Lesbo dell’età di Saffo. Un gusto un po’ marcescente per la scabrosità, l’ambiguità sessuale che sembra partorito a tavolino in qualche salotto parigino dell’età dei Lumi più che nella società arcaica di un’isola greca di frontiera.”
Cosa difficile. La sua era una poesia visibile, composizioni che era in grado di fermare l’infinito agganciandolo alla natura e all’immensità del creato. Tutto così reale ma, al contempo, così… etereo. Il termine non le rende giustizia ma non riesco a trovare nulla di più appropriato.
La letteratura in prosa riesce ad afferrare Saffo, la porta nell’800 creando un’atmosfera che la riflette e la restituisce al mondo e ritorna a vivere senza donarle connotazioni che non le sono mai appartenute.
Saffo è un’eco attraverso il mare, fino al romanzo Picnic a Hanging rock.
Questo libro è un ricettacolo di diari di bordo, di fiumi di coscienze che hanno conosciuto Saffo e ne hanno interiorizzato l’essenza rendendosi testimoni di una donna che ci ha lasciato così poco e al contempo tutta se stessa.
Nonostante si sia provveduto a denigrare la sua persona non si è riusciti a sopire il suo animo che rimane una delle stelle più brillanti del firmamento della letteratura classica e non solo. La sua esistenza è impalpabile ma forte. Mito, leggenda e storia in un unico personaggio. Una donna che ci ha incantati e costretti a guardare al di là, verso l’orizzonte.
Solitamente non mi piace dare un voto basso ai libri che leggo, anche perché prima di acquistarli cerco sempre di capire se possano fare al caso mio. In questo caso sento di aver commesso un errore a pensare che Saffo, la ragazza di Lesbo facesse per me. Sono un grande appassionato di mitologia e antica grecia e negli ultimi anni ho letto tantissimi saggi e retelling, ma anche drammi antichi, e quindi l'idea di leggere una sorta di saggio/biografia/analisi di Saffo mi ha conquistato subito. Peccato che alla fine non ho capito il senso di questo libro. È una sorta di saggio, che di biografico sulla poetessa ha qualche accenno, che spesso parte per lidi limitrofi a quelli di Lesbo e rimanendoci per troppo tempo. Intendo dire che le digressioni sono troppe, troppo lunghe e si perde il senso di ciò che si stava tentando di dire. Le metafore sono abbondanti e a volte anche ripetute, rendendo il testo poco scorrevole, a tratti volutamente ed eccessivamente enigmatico, quasi a voler ostentare la propria capacità di scrittura da parte dell'autrice, sicuramente molto dotata e poetica, ma che va ad appesantire un'opera che invece aveva tutte le potenzialità del caso di essere interessante. Finisco questo libro senza sapere molto di più su Saffo e con una sensazione che nessun lettore vorrebbe provare dopo aver terminato un libro: sollievo. Il sollievo di aver terminato un'opera che mi ha annoiato.
Non so se sono rimasta delusa perchè mi aspettavo un saggio su Saffo e invece mi sono imbattuta in un'operazione per me incomprensibile: Silvia Romano sembra usare la figura della poetessa come pretesto per voli pindarici, tra un mito classico e un altro, tra un'epoca e l'altra, tra un campo artistico e un altro. Sarebbe potuto essere interessante ugualmente se il filo rosso fosse stato più presente e se ci si fosse concessi un maggiore approfondimento in queste traslazioni; invece a fine lettura rimane molta confusione, anche per chi conosce bene la materia di cui si tratta (chissà per i semplici curiosi come appare questo erudito inanellamento di informazioni, talvolta fornite solo attraverso una parentesi che cita il passo in questione). L'impressione che me ne rimane è di un monografico universitario molto depotenziato ed è un vero peccato perchè la scrittura di Romano è adattissima ad essere divulgativa senza perdere forza evocativa.
Saffo poteva definirsi "maschia", come la descrive Orazio, per l'arroganza e la potenza di un gesto a suo modo rivoluzionario: l'aver strappato la narrazione del desiderio e dell'amore a un coro di soli uomini. La sua poesia non conosce stagioni, non partecipa ai cambiamenti climatici. Tutto accade dove c'è un fiore da raccogliere e una ghirlanda da intrecciare. Inoltre, i suoi versi insegnano che "l'incanto è un attimo circondato dall'ombra". Un viaggio stupendo in una terra, Lesbo, in cui si beve vino mediocre , ma si mangiano ottime ostriche, dove è bello andare a caccia e riposarsi sotto un albero. Dove le donne non si comportano con riserbo e senza tante riserve a piaceri sessuali poco consoni, sulla scorta che quasi faceva la loro antenata più illustre, Saffo.
A fine lettura mi ritrovo molto combattuta. Romani è stata per me una professoressa incredibile, ho adorato il corso Religioni del Mondo Classico da lei tenuto quando frequentavo l'università. Mi aspettavo un saggio molto più incentrato sulla figura di Saffo, e soprattutto qualcosa di più biografico. Molto interessanti alcuni riferimenti culturali e ad altri miti, ma li ho trovati molto dispersivi. In generale mi è rimasta un'immagine di Saffo nebulosa e vaga come lo era prima di questa lettura.
Sinceramente, non sapevo quasi niente su Saffo- solo le cose generali che uno ascolta. Aparte della maniera bellissima in cui Silvia Romani racconta la storia di Saffo e quelli intorno a lei, ha pure delle illustrazioni bellissime inserite dentro. Al leggere l'ultima pagina, ho sentito una ferita al cuore già che era finito.
Ricordati di me, ricordati quanto ti abbiamo amato e se anche te ne scordassi, io voglio che tu ricordi… …i bei momenti vissuti insieme: Le molte ghirlande di viole, di rose
“Simile a un dio è chi siede accanto alla donna amata. Basta un unico sguardo e il fuoco divampa sotto la pelle, una coltre nebbiosa cala a offuscare la luce degli occhi. Le orecchie avvertono il rombo di un tuono, il sudore come una pioggia gocciola sul cuore, un terremoto scuote le membra. Il corpo si muta in un prato verde sul quale si scatenano pioggia, nebbia e tempesta.”
"Non sono morta, io la poetessa di Mitilene [...] le opere degli uomini scivolano in rapido oblio, ma solo se mi vedrai per il mio legame con le Muse [...] saprai che sono sfuggita all'oscurità dell'Ade e che mai sorgerà il sole senza che Saffo, la poetessa, venga nominata". Antologia Palatina 7, 17
Su Saffo c’è tanto da riflettere, mi sarebbe piaciuto sentire di più il punto di vista della scrittrice su una personalità così interessante. A tratti l’abbondanza di contenuti e di metafore stona. Comunque un prodotto di qualità.
Sono un po' indecisa sulla valutazione del libro: l'ho acquistato nella speranza di imparare di più sulla vita e le opere di Saffo, ma si è rivelato un percorso su diversi periodi e che vede Saffo come filo conduttore di alcune tematiche. Nel complesso, molto bello e ricco.
bellissimo libro, mi ha fatto piangere fiumi e laghi, sia perché mi sono sempre sentita abbastanza legata alla figura di Saffo, sia per la bravura dell'autrice. Libro ben scritto, ho apprezzato tanto l'aggiunta di fonti storiche e archeologiche.
Lettura impegnativa, non è un romanzo storico ma un saggio, di livello universitario più che divulgativo. Si apprezzano più facilmente i frequenti rimandi ai miti greci e alle vicende omeriche.