È mattina. Eppure Francoforte piomba di nuovo nel sonno profondo per qualche istante. La popolazione si sveglia, ma il 20% no. E il figlio di Aaron Wolf fa parte di quel venti per cento. Passa il tempo. Aaron non ha più nulla per cui vivere. Vuole farla finita. Si ucciderà e raggiungerà suo figlio. Ma dicono che quel venti per cento sia ancora vivo, solo che si trova “altrove”. In un limbo tra la vita e la morte.
"20%" è un libro enigmatico. A partire dal titolo, passando dalla quarta di copertina, per avventurarci poi tra le sue pagine. Inizia con uno scenario normale, quotidiano: un uomo in auto con il proprio figlio. Uno scenario, tuttavia, macchiato di dolore – un dolore parzialmente elaborato, che getta un’ombra sui pensieri del protagonista – che fin dal principio lascia intendere su che note si assesterà la storia. Superate le prime pagine, la normalità sparisce. Francoforte, che fa da scenario alla vicenda, non è una città come le altre. Il Meno, che scorre sullo sfondo delle vite degli abitanti, non è un fiume come gli altri. Aaron, personaggio principale della storia, scopre che il mondo non è come credeva. La realtà è una menzogna, ciò che gli uomini conoscono è una minuscola percentuale di ciò che esiste. Insieme a lui, il lettore è pungolato costantemente dal bisogno di capire, indagare, andare avanti. Di svelare quella verità che viene nominata ripetutamente, come un mantra. Una verità che passa sul filo di un paio di forbici da cucito, strette tra le dita di una Moira. Le certezze crollano, il vero e il falso si mescolano e non si sa più di chi ci si può fidare. Il ritmo è uno dei principali pregi del romanzo. L’autore ha saputo costruirlo in modo sapiente, senza mai cadere in cali che possano annoiare o depotenziare la trama. La storia assume sfumature di colore che sembrano omaggi alle opere di Junji Itō, a Death Note, The Truman Show, e anche qualche fumetto di Marveliana memoria, ma che in “20%” vengono elaborati in modo personale e originale. Ma su tutte le tinte che colorano il romanzo, quella che prevale è il nero. “20%” è una storia cupa, e non solo per via del tema della morte, sempre presente, né per lo scenario di una Francoforte perennemente nascosta da una cortina di nubi e fumo. Il vero protagonista del libro è un nichilismo sempre più buio e profondo, che trascina tutto e tutti al suo interno. Man mano che la vicenda si schiarisce, che i pezzi del puzzle vanno al loro posto, Aaron si scontra sempre più violentemente con l’insensatezza della natura umana, e con tutti i suoi limiti. Non dirò nulla sul finale per non fare spoiler. L’unico commento che posso fare è che è perfettamente in linea con l’evoluzione della trama e il nichilismo generale.
Siamo a Francoforte. La popolazione viene colpita da un sonno profondo per qualche istante, e non tutti si risvegliano… il figlio di Aaron Wolf fa parte di quel 20% che non si risveglia.
La storia inizia 3 anni dopo, con Wolf che tenta di buttarsi da un palazzo, ma con l’intervento di Zimmerman, un capo dell’azienda per cui lavora, viene “catturato” all’interno di un “gioco”. Le persone addormentate non sembrano davvero addormentate, le moire stanno giocando un brutto tiro a diverse persone, gli Elisei stanno mentendo… insomma, un bel casotto!
Questo libro è uno Young adult dark fantasy, e io ho adorato ogni singola pagina. Una cosa che mai ha sorpreso è stato l’utilizzo di uno stratagemma tipico dei creepy pasta dedicati ai videogiochi. Non è durato troppo, giusto un capitolo, ma mi ha fatto entrare nella giusta dimensione Altro elemento che ho adorato è stato come hanno saputo intrecciare l’elemento mitologico (le Moire, l’Ade e altre cosine interessanti) con la filosofia e le “domande fondamentali”.
I personaggi principali saranno 3: Aaron, Zimmerman e Agnes (con un ruolo abbastanza importante anche per David). Il modo in cui il filo del destino farà incontrare i diversi personaggi è davvero interessante, soprattutto verso la fine.
Le atmosfere cupe, ombrose e sinistre dell’Ade mi hanno catturato! La pesantezza delle membra mentre cercavano di farsi largo tra la nebbia ed i corpi era palpabile.
Il finale è stato perfetto per quello che ti hanno raccontato nelle pagine precedenti. Non c’è una risposta giusta o una sbagliata. Non c’è libertà o illusione. Non si parla di vita o di m0rte. Semplicemente di come si sceglie di vivere.
È mattina. Eppure Francoforte piomba di nuovo nel sonno profondo per qualche istante. La popolazione si sveglia, ma il 20% no. E il figlio di Aaron Wolf fa parte di quel venti per cento. Passa il tempo. Aaron non ha più nulla per cui vivere. Vuole farla finita. Si ucciderà e raggiungerà suo figlio. Ma dicono che quel venti per cento sia ancora vivo, solo che si trova “altrove”. In un limbo tra la vita e la morte.
Ed ecco che inizia il dramma di Aaron: non si sente abbastanza coraggioso per vivere, ma non lo è abbastanza nemmeno per morire. Ma proprio quando si trova sull'orlo del precipizio inaspettatamente arriva una proposta: un uomo misterioso spuntato fuori dal nulla gli offre una nuova opzione, giocare ad un gioco tra la vita e la morte, il gioco dell'ascensore.
La vittoria lo porterà ad esistere oltre la vita e la morte, mentre la sconfitta lo condurrà nel nulla. Deve solo imparare a volare perchè un uccello senza zampe può vivere solo nei cieli perchè può atterrare sulla terra una sola volta.
Non si tratta di un gioco come quelli a cui siamo abituati, si tratta di un mistero da risolvere; di un padre che cerca di salvare un figlio e di una figlia alla ricerca dei genitori che si uniscono nella speranza di combattere un gruppo, gli Elisei di Francoforte, che afferma di conoscere cosa c'è prima e dopo la morte. Della ricerca di una risposta che in realtà sconvolgerà le loro vite.
Un YA dal sapore dolce amaro che in maniera progressivaci porta a riflettere su quanto siamo disposti a sacrificare della nostra umanità per le persone a noi care, in un viaggio surreale dai toni alla Matrix. Una lettura di quelle che piaccono a me, che parte lentamente fino ad arrivare ad un finale inaspettato e sconvolgente: e se la nostra vita si racchiudesse davvero nel finale prospettato dall'autore?
Un libro che cambierà tutto ciò che pensate di sapere sulla vita e la morte.... Quando la speranza abbandona il cuore degli uomini, solo il buio sembra cadere sulla vita... Niente sembra più degno di essere vissuto, perché tutto ciò che amiamo è sparito... Solo un debole filo ci lega, ci unisce alla vita... Ma se questo filo non fosse ciò che noi speriamo? Se tutta la nostra esistenza fosse rimessa in gioco? Questo è ciò che capita ad Aaron Wolf, che ha solo 24 ore prima che tutto finisca... Un romanzo che è un tuffo al cuore,... Un viaggio che vi terrà con il fiato sospeso... Una scrittura coinvolgente e avvincente sottolineata da colpi di scena incredibili e riflessioni sulla vita e sulla morte che non vi aspettate... Perché la vita è un viaggio... Perché la vita è una roulette... Sta a noi far girare la pallina nel senso giusto...
Un filo, un paio di forbici e un ponte. Cosa avranno in comune? In questo romanzo, tutto. . Francoforte cade in un sonno profondo, dal quale solo il 20% della popolazione si sveglierà. Perché solo loro? Cosa succede? . C'è in gioco la vita e la m0rt3. Tra miti e falsi miti, tra realtà e simulazione, vivremo un'esperienza interessante. . Questa storia mi ha preso parecchio, ero sempre più curiosa di sapere quale fosse il mistero dietro a tutto ciò che era successo. Pagina dopo pagina ero sempre più vicina alla verità ed era sempre più difficile staccarsi. . Il finale, però, non mi ha preso in pieno. L'ho trovato un po' forzato. Un vero peccato. . Alcune cose del finale mi hanno lasciato altre domande e alcune cose non capisco perché siano andate in un determinato modo. . Nonostante ciò è un libro che mi è piaciuto molto, sarà anche perché è un argomento a me molto caro.