Siamo realmente padroni e artefici delle nostre vite? Oppure non siamo che semplici pedine, intrappolate in un gioco del quale le regole fondamentali ci sfuggono? È su queste domande che si interroga La novella dell’avventuriero, graphic novel ispirato da un romanzo incompiuto di Arthur Schnitzler. Ambientato nell’Italia del 1520, è la storia del giovane Anselmo che, venuto a conoscenza della data esatta della propria morta, fa di tutto per sfuggire al proprio destino. Accorgendosi che ogni sua azione, inevitabilmente, non fa altro che avvicinarlo al terribile appuntamento.
Vicino allo stile del celebre Doppio sogno di Arthur Schni tzler, da cui Stanley Kubrick trasse il film Eyes Wide Shut, Il racconto dell’avventuriero, inizia come in un’ambien tazione realistica, quasi un romanzo storico, per sci volare in una dimensione quasi fantasy, in cui la re altà si disgrega e si mescola con una dimensione onirica, fino a diventare un racconto filosofico.
Alessandro Tota è nato a Bari nel 1982. Diplomato in pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna, vive e lavora a Parigi. È tra i fondatori della rivista Canicola.
Il suo primo libro, Yeti, pubblicato nel 2010 da Coconico Press-Fandango, ha ricevuto importanti riconoscimenti. Nel 2011 è uscito il suo secondo libro, Fratelli.
La forza del romanzo a fumetti sta nella spiccata propensione all’allegoria. Dovremmo trovare avventure in ambientazione storia invece ci troviamo, pagina dopo pagina, una riflessione filosofica sul libero arbitrio. Una bella sorpresa.
C’è troppa poca avventura in questa novella. I disegni di Tota siano stupendi nella costruzione di ambienti e composizioni delle tavole, questo non basta a reggere una storia più abbozzata che altro, con un’atmosfera e personaggi intriganti ma non abbastanza approfonditi.