Alzi la mano chi non ha mai pensato di andare via, lasciare l’Italia, mollare un paese in un declino forse irreversibile e cercare altrove le opportunità, il lavoro, la felicità. Caterina Soffici lo ha fatto: dopo aver denunciato l’Italia del maschilismo strisciante e trionfante in un libro di grande successo, Ma le donne no, si è trasferita a Londra (come altre centinaia di migliaia di italiani negli ultimi anni). E ha scoperto cosa significa veramente vivere in un paese che sembra possedere tutto quello che a noi manca: serietà, organizzazione, buona educazione, apertura verso il mondo e chi più ne ha più ne metta. Mescolando antropologia metropolitana, fatti di cronaca e storie di vita, Caterina Soffici racconta con ironia e autoironia la sua esperienza londinese: dalle vecchiette dell’associazione di quartiere alle mamme alfa in cerca della scuola migliore per il figlio, dalla vitalità dei quartieri alla moda che attrae giovani creativi da tutto il mondo alla fedeltà immutabile a regole e procedure che a volte sfocia nell’ottusità, dalla famosa pagina 3 del “Sun” (invariabilmente occupata dalla foto di una modella in topless) alla televisione in cui le donne non hanno bisogno di spogliarsi e possono mostrare rughe e capelli bianchi. Impossibile non chiedersi quale paese sia meglio e perché: un dibattito in cui intervengono vicini di casa inglesi, amici italiani e negozianti bengalesi, ma anche Enzo Biagi, Niccolò Machiavelli e Luigi Barzini, con una conclusione (speriamo) provvisoria: “Londra non è meglio dell’Italia. Ma a Londra io ho trovato la banalità della normalità. Qui si può finalmente uscire dall’emergenza continua, qui si può vivere normalmente. Ecco perché a Londra si vive peggio ma si sta meglio. Perché è un posto normale. È l’Italia a non esserlo più”.
Allora, inanzitutto devo dire che io sono Inglese, quindi magari questo mi rende meno obiettiva che un'Italiano (beh anche essendo un lettore Italiano, questo libro ti colpirà , sia da esperienza personale o dalla conoscenza intima del paese). Io mi sono trasferita un anno fa in Italia, vivo a Roma, pero diciamo che ci vivo da turista. Sono crescuita a Londra e la conosco bene.
Soffici parla dei diffetti dell'Italia (altrimenti non si sarebbe trasferita): la furbizia, la burocrazia, il nonmenefreghismo, il sistema fallimentare d'istruzione. Lo fa bene, pero a volte diventa troppo ripetitivo; per 30 pagine ti racconta della sua ricerca per una scuola per i suoi figli, che diventa un po' noioso. Pure trascorre una decina (o di più) di pagine sulla 'civilità' Inglese, sopratutto La Fila Inglese ossia, The Queue. Avrebbe bastato un paio di pagine per spiegarcilo.
Soffici mi pare sbagliata su alcune cose dell'Inghilterra, cioé il sistema di salute. Qui in Inghilterra non si paga e per quanto riguarda gli stranieri, possono anche loro (se si iscrivono con le autorità) utilizare questo sistema, che per me, e una cosa bella. Nessuno ci muore per la manzanca dei soldi e certo, l'NHS ha i suoi diffetti-- mica sto dicendo che e perfetto--pero é un sistema che funziona (appena).
Per quanto riguarda il sistema d'istruzione, mi pare un po' classista dicendo che chiunque vuole procurarsi una educazione buona non dovrebbe frequentare una scuola pubblica, dicendo che aparte dei "pericoli" come bullismo, coltelli in classe e rivolte in cui hanno intervenuto la polizia (storie tolte dai giornali sensazionalisti, sicuramente) quattro su dieci ragazzi in queste scuole "non sono in grado di leggere un libro dall'inizio alla fine". E ovvio che non pensa che valgano la pena le scuole pubbliche, e opta invece per le scuole private, che a proposito, cominciano da £15,000 all'anno!! Questo mi pare qualcosa da snob. Poi lo confronta con il sistema Italiano dicendo che In Italia "lo stato garantisce il diritto allo studio a tutti e le opportunità sono uguali [nonostante] il reddito [e] la classe sociale d'appartenza. " Che non ci credo neanche, dopo aver insegnato un anno in una scuola pubblica Italiana.
Soffici dice, "camminare scalzi per la strada e un'opzione quando si sono dimenticate le scarpe." Che cosa?! Non mi piace che sopporti lo stereotipo degli Inglesi che siamo un popolo sporco, che non ci laviamo ecc. Vi giuro che nessuno esce da casa scalze! Pero vabbé é una cosa piccola.
Per me, il capitolo piúallucinante é stato quello dei politici; compara i politici Italiani e il casino che fanno, con i politici Inglesi, che si scusano per i suoi peccati (se vengono beccati!). Racconta qualche scandolo Italiano ed e molto interessante vedere la differenza nei attegiamenti di quelli che gestiscono i paesi. (Questo l'ho scritto in 2016, ormai--2022-- abbiamo noi il nostro Berlusconi in Inghilterra, Boris Johnson, eccoci).
In fine, racconta bene le cose che fanno scappare agli Italiani e compara i due paesi. É un libro adatto per quelli che hanno piú di 30 anni, che stanno cercando di non solo miglirarsi la vita, ma anche quella della famiglia. Vuole dare una buona chance ai suoi figli, e Caterina ti dice le cose che le hanno spinto a lasciare la sua patria per Inghilterra. Penso che sia meno interessante per il tipico Italiano giovane che viene in Inghilterra per fare lavoretti, divertirsi e passare solo un periodo qua; il libro é piutoso per quelli che si sono stuffati dell'Italia e vogliono trovare altre opportunità all'estero che non ne trovano piú in Italia.
Interesting to get an Italian's eye view of London and her homeland but most of what the author says could have been said more concisely in an extended magazine article.
Questo libro racconta le vicissitudini di una delle sempre più numerose persone italiane che scelgono di andare a vivere in Inghilterra. E’ noto che ormai c’è un vero e proprio flusso di emigrazione dall’Italia verso altri Paesi soprattutto europei; la cosa curiosa, e per certi versi preoccupante, è che non sono più gli emigranti di una volta, spinti dalla fame e con lo spago sulla valigia. Al contrario spesso sono laureati, persone formate, preparate, che semplicemente ritengono che l’Italia non sia più in grado di offrire loro quel reddito, quella sicurezza e quel successo che pensano di meritarsi.
Senza fare sconti Caterina Soffici racconta com’è l’Italia vista dall’Inghilterra e com’è l’Inghilterra vista da un italiano; da un lato familismo, raccomandazioni, settarismi e consorterie, tutto il non essere nessuno se non si conosce nessuno; dall’altro un rispetto delle regole che raggiunge il fanatismo, una pretesa di correttezza di fronte a cui il minimo scandalo costa dimissioni, galera e riprovazione pubblica, ma anche una società dove ogni cosa ha un prezzo, soprattutto l’istruzione che è spaventosamente classista, come la stessa società del resto. Un mondo, in sostanza, in cui da un lato esiste una solida previdenza sociale a tutti i livelli, e dove dall’altro la possibilità di poter prendere il cosiddetto “ascensore sociale” - ovvero che il figlio di un operaio possa diventare professionista o dirigente - è prossimo allo zero, e le eccezioni, quando ci sono, sono sparutissime.
Un libro piuttosto interessante, pur senza trascendere un tono generalmente “di colore”. Peccato che non sia un po’ più esteso.
Comunque, per avere una parità di opinioni conviene mettere questo libro in parallelo con quelli di Tim Parks, lo scrittore inglese che ha scelto di vivere in Italia, di cui (ovviamente) è innamorato ma in maniera critica e che non fa sconti (come non ne fa la stessa Soffici all’Inghilterra).
Un saggio leggero perfetto sia per chi vive all'estero ed anche per chi magari ci andrà in futuro. Ciò che è raccontato vale anche per coloro che vivono all'estero ma non in Inghilterra. Semplice e veritiero, una lettura veloce.
Ho appena finito il libro Italia Yes, Italia No, scritto dalla giornalista italiana 'in esilio' in Inghilterra, Caterina Soffici. Il libro ci dà un spunto di riflessione sulle differenze fra il sistema politico italiano e quello inglese, e i modi in cui tutti e due confrontano con i problemi, sopratutto con gli scandali.
Negli ultimi anni abbiamo vissuto degli scandali politici in Inghilterra, e molti inglesi si sono infuriati. Inutile dire questo ad un italiano, visto che questo paese ha subito decenni e decenni di scandali, da 'mani pulite' a 'tangentopoli'; l'Italia è un paese che conosce bene la corruzione.
Qualche anno fa, si è stato scoperto che molti politici inglesi sfruttavano il sistema e ricevevano soldi per le spese che non avevano a che fare con il loro lavoro. C'erano quelli che avevano mutui per due case che venivano pagati dallo stato; in un altro caso, un politico ha ricevuto soldi per compiere i lavori su uno stagno nel suo giardino.
Ci sono state le dimissioni, sia forzate sia volontarie; alcuni politici sono stati spediti in prigione. Gli inglesi hanno perso fiducia nel sistema politico, e hanno cominciato a esigere più trasparenza. In Italia, spiega Soffici, questo non succederebbe mai. La corruzione è così inveterata nel sistema politico italiano ed è così diffusa al punto che sembra quasi normale. È questo il motivo per cui tanti italiani scappano a Londra.
Avendo vissuto io stessa a Londra, non posso non ritrovarmi nelle considerazioni dell'autrice sullo stile di vita inglese. L'importanza che viene attribuita all'etica, all'amor di patria, al rispetto delle regole e della cosa pubblica, al rispetto per il prossimo mi ha colpito, soprattutto perché sembrano cose dell'altro mondo se paragonate alla situazione italiana. L'unica pecca di questo libro è quella di essere troppo breve, si sarebbero potuti trovare molti altri spunti di riflessione. Il risultato, comunque, è un libro snello, divertente, ben scritto. Sconsigliato a chi pensa che la fantasia (=furbizia) e il caos (=disorganizzazione) italiani siano dei valori.
Un libro che si legge in un giorno. 140 pagine di verità nuda e cruda. E pur descrivendo le magagne, che comunque affliggono anche un paese come il Regno Unito, il confronto che ne esce è sempre impietoso.