La storia della famiglia Mazzeo, tra legalità e illegalità, con dei giovani protagonisti che si sono ritrovati a diventare "uomini" piuttosto presto, ad assumersi la responsabilità della famiglia. Questi sono Tomaso, Gioacchino e Fili, fratelli e cugini, uniti dalla tragedia della morte dei loro padri che ha fatto "cadere in disgrazia" la famiglia Mazzeo. Una famiglia che comunque aveva già i propri problemi economici quando, con la diminuzione della lavorazione e vendita dello zolfo, sono entrate in crisi. Ma la morte di entrambi porta al tracollo definitivo. Così i giovani lavorano come possono, facendo più lavori ma non cambia molto. Così Tomaso cerca di arrotondare con piccoli furti ma, durante uno di questi, prende inconsapevolmente qualche cassa che non doveva toccare.
E' il solo della famiglia a comportarsi così, non ha molto da perdere, lui è già uno "spiritu tintu", ormai condannato quindi nient'altro potrebbe peggiorare la situazione.
Eppure quando incontra gli occhi di Petra e la piccola Mimma, inizia a dubitare, a pensare. Mimma le ricorda la sorellina Rosetta, morta di malattia ma per "mano sua". Una mancanza che non riesce a colmare, un evento che lo ha segnato e che ricerca nella presenza dello spirito della piccola.
Mimma, dal canto suo, viene da una situazione di degrado, non va a scuola perché deve cercare di lavorare e si affeziona a Tomaso.
E poi Petra, una giovane insegnante che vive dai marchesi Balestrello, figlia illegittima del marchese che non intende piegarsi alle consuetudini dell'epoca. Vuole insegnare, come già fa, seguendo gli insegnamenti di Maria Montessori che proprio in quegli anni si stanno diffondendo sempre di più, vuole essere libera ed indipendente e si batte per il diritto di voto.
L'incontro tra i due giovani da l'avvio ad una serie di fraintendimenti che verranno spazzati via la notte del fatidico terremoto del 1908 che distrusse Messina.
Da qui in poi la storia familiare si intreccia con la disgrazia che colpì l'intera città, tra faide tra chi era rimasto per controllare le zone, con le vendette tra la famiglia di Tomaso e quella a cui aveva rubato le armi. E soprattutto la disperazione del giovane per non essere riuscito a salvare Petra. Ma qui i fraintendimenti rientrano prepotenti in gioco, anche per mano di Agata, la cameriere dei marchesi innamorata di Tomaso: Petra è sopravvissuta ma lui lo scoprirà molto dopo.
Tra vendette e colpi di scena, la storia vedrà un Tomaso "redento" che forse capisce che proprio cattivo non è.
Così come la storia ha tutti questi cambi, anche la mia valutazione nella lettura ha avuto alti e bassi.
Devo dire che la "grande storia d'amore" non c'è proprio. Petra e Tomaso su questo sembrano bloccati. E' difficile da spiegare. Si punta l'accento, come è giusto che sia, sulle dinamiche familiari, su Tommaso che cammina sul filo della illegalità per poi "approdarci" direttamente con i metodi intimidatori e con il gesto che farà per vendicarsi. Ma quando entra in scena Petra, tutto questo coinvolgimento diretto non c'è. Tutto è nella mente di entrambi e stenta a decollare. Essendo lei una giovane piuttosto "moderna" per i suoi tempi, mi sarei aspettata più slancio.
Però, alla fine, ho dato qualcosa in più perché la trama è piuttosto contorta, i vari personaggi sono ben caratterizzati e in particolare la descrizione del terremoto e della disperazione dei superstiti, di ciò che avvenne dopo è realistica, è "rivivibile", si percepisce tutto il dolore di Tomaso per la perdita della madre, di Mimma e di Petra.
Mi ha proprio colpito la descrizione dei sentimenti oltre che dell'evento sismico in se. Infine il finale, con la crescita personale e i cambiamenti di Tomaso e di Mimma che ha trovato stabilità, sicurezza e amore con Petra e, seppur ancora piccola, intravede in lei un esempio da seguire e un futuro da scegliere, seguendo le sue orme da insegnante.
Qualche "difetto" c'è l'ha, in alcuni punti qualcosa non va, come se mancasse una spiegazione o che il concetto o l'evento si interrompa di colpo ma alla fine le note positive prevalgono per quanto ho già detto e quindi, devo dire che è stata una lettura piacevole se pur lenta.