Jump to ratings and reviews
Rate this book

Parete Sud

Rate this book
Prefazione di Reinhold Messner

«Hansjörg Auer arrampicava con la naturalezza con cui un pesce si muove in acqua e un uccello in cielo»
Reinhold Messner


Il 29 aprile 2007 Hansjörg Auer parte da solo per le Dolomiti. Soltanto i suoi genitori e uno dei fratelli hanno idea di che cosa abbia in mente di fare quel salire la Via Attraverso il Pesce, lunga 1200 metri, sulla parete sud della Marmolada in free solo, senza assicurazione. La salita, che contiene passaggi di difficoltà 7b+, è un successo, testimoniato da altri climber presenti in e l’impresa consacra Auer come una stella del firmamento alpinistico. Da allora Auer non ha smesso di arrampicare in libera aprendo nuove vie in tutto il mondo, dalle Alpi alla Patagonia, dal Karakorum alla Norvegia. Fino al tragico 16 aprile 2019 quando, insieme a David Lama e Jess Roskelley, muore travolto da una valanga sull’Howse Peak, in Canada, all’età di trentacinque anni.
Per questo motivo possiamo considerare Parete Sud una sorta di testamento spirituale da parte di un alpinista eccezionale che in questo libro, scritto nei mesi precedenti alla sua scomparsa, parla liberamente della sua passione, di come l’abbia trasformata in una professione, della pressione mediatica, dei sacrifici compiuti, dell’anoressia che ha combattuto fin da ragazzino, degli infortuni e della capacità di rialzarsi, in nome di una passione inestinguibile a cui sacrificare anche la vita.

284 pages, Kindle Edition

Published September 13, 2024

3 people are currently reading
20 people want to read

About the author

Hansjörg Auer

4 books1 follower

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
5 (14%)
4 stars
17 (48%)
3 stars
12 (34%)
2 stars
1 (2%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
106 reviews1 follower
August 8, 2020
Ein wichtiges Buch, sehr reflektiert mit Eindrücken vom Innenleben eines Kletterers, wie man sie anderswo vergeblich sucht. Leider schlecht geschrieben und für Nicht-Alpinisten schon deshalb wohl kaum verständlich.
Profile Image for Maxim Stockmann.
76 reviews
June 13, 2023
Ein großartiges Buch! Sehr persönliche und emotional mit genau dem richtigen Maße an Berg Geschichten. Das Buch regt zum nachdenken und selbst reflektieren an. Ein Muss für jeden Menschen der etwas anspruchsvoller in den Bergen unterwegs ist und so etwas wie "Ziele" in ihnen sieht. Der mittlerweile leider verstorbene Hansjörg Auer schafft es durch seine direkt und intime Sprache den Leser sehr direkt ins erlebte einzutauchen. Auch seine Meinungsdarstellung zum Thema Bohrhaken und Alpinismus im Allgemeinen sind sehr interessant und lesenswert. Ich kann das Buch jedem weiterempfehlen auch wenn er wenig mit Bergsport am Hut hat!
Profile Image for Clara Mazzi.
777 reviews45 followers
December 3, 2023
Hansjörg Auer (Austria, 1984 – 2019 Canada) è stato un climber di fama internazionale (nonché membro della prestigiosa North Face Outdoor Team) giunto alla ribalta del grande alpinismo per aver fatto “La via del pesce” in Marmolada in Free Solo (ma non è stato l’unico, né il primo né l’ultimo di solo…). Quinto di sette figli di una tipica famiglia contadina dell’Ötztal, figlio di una madre abbastanza tenera e di un padre appassionato di sport di resistenza (come lo sci di fondo), timido, introverso, afflitto da un complesso di inferiorità, bullizzato a scuola, Hansjörg trova nello sport (praticato in solitaria) quel sollievo, quella pace, quel senso di realizzazione di sé, tali da spingerlo a praticarlo sempre di più (sia lo sport che il farlo da solo). Ha iniziato, come tanti, coi giri in montagna in famiglia, ma all’epoca di arrampicata non se ne parlava. Questa subentrò un giorno, quando aveva circa dieci anni mentre osservava estasiato le pecore che stava pascolando che con quei loro minuscoli zoccoletti riuscivano ad arrampicarsi su di un masso al bordo del prato. Hansjörg volle provarci (per riuscirci) anche lui. Fu una fatica tremenda e all’inizio anche parecchio scoraggiante ma alla fine ci riuscì anche lui. E da quel momento venne infettato dal “virus dell’arrampicata”. Hansjörg prese a frequentare dei corsi della palestra indoor che aveva appena aperto nel villaggio affianco e quando il corso finì, si organizzò con un paio di amici per andare a scalare in natura. Fu l’avventura pura. Fu anche un’adolescenza grandiosa che però cominciò a virare verso un lato oscuro: Hansjörg non è più solo appassionato, ma è ossessionato. Vuole scalare. Sempre. Sempre. Sempre. E da solo. Vuole avere tutto sotto controllo, a cominciare dal suo peso, dai suoi morsi di fame: lui vuole essere il più forte. Ed è così che cade nell’anoressia. Entrato in questo tunnel a causa dell’arrampicata, ne esca sempre grazie ad essa: sempre più debole ormai per tenere le prese, scivola e si rompe una caviglia. Ricoverato in ospedale, è costretto a mangiare tre volte al giorno. Non ne è estasiato, ma capisce di avere anche un problema mentale oltre ad uno fisico e decide così di cogliere l’occasione per guarire oltre che alla caviglia, anche la sua testa. La motivazione era semplice ma fortissima: se avesse continuato a rimanere così debole, non avrebbe mai più potuto scalare perché non ce l’avrebbe fatta con la forza fisica. Hansjörg guarisce dall’anoressia: un percorso personale incredibile e meraviglioso, grazie all’arrampicata. Tuttavia se all’inizio del suo scritto, il lettore si trova ad avere a che fare con una persona dall’emotività ristretta, altrettanto va detto lo ritrova alla fine del suo libro: da isolato, Hansjörg passa ad elitario, una persona che non accetta di scalare con chiunque (molto meglio da solo!) e disprezza chi adesso si fa avanti per complimentarlo (ma che al liceo lo sfotteva – e si capisce benissimo); abbastanza arido emotivamente, si riscalda quando è invece tra la cerchia famigliare, dove si sente incondizionatamente amato (specialmente da uno dei fratelli con cui condividerà un bellissimo percorso di sviluppo personale e di arrampicata). Il linguaggio del testo così come la sua struttura riflettono sia la personalità di Auer (profonda ma contenuta nella sfera emotiva) che i suoi modelli letterari: si riconosce essere stato un avido lettore di relazioni di vie. Seppur connotato e colorato dall’incisivo percorso personale e dalle molteplici riflessioni sulla vita molto, molto profonde, questo libro richiede un lettore di profilo perché ricalca moltissimo la relazione delle vie e poco concede all’emotività, che va invece scavata tra le righe delle descrizioni delle vie percorse. Un testo imprescindibile visto il calibro di Hansjörg, ma non per tutti.


Displaying 1 - 3 of 3 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.