Cinque storie ispirate a vicende realmente accadute. Anna Oliverio Ferraris racconta, con la passione della narratrice e l’esperienza della psicoterapeuta, quel legame tra madre e figlia unico, speciale, irripetibile. A dispetto di tutti i paradigmi, le tradizioni e gli stereotipi, questi due universi femminili compongono un quadro più che mai variopinto di sentimenti profondi e radicati, tra affinità, rispecchiamenti, dipendenze, contrasti e riconciliazioni. Anche quando il filo sembra spezzato, non lo è quasi mai in modo rimane nel ricordo e nell’immaginario. Da queste pagine profonde emergono i chiaroscuri del rapporto madre-figlia e le dinamiche emotive di una relazione che l’età e i ruoli sociali rendono a volte asimmetrica, ma il cui equilibrio si fonda sempre sugli strati più profondi dell’Io.
Con uno stile narrativo lineare e fluido, l’autrice ci regala cinque racconti così ben costruiti che viene da interrogarsi sul perché ognuno di essi non abbia un prosieguo. Il tema cardine del libro, il titolo non lascia dubbi, è la complessità del rapporto madre-figlia e come questo possa mutare nel corso del tempo. Le donne di questi racconti, prima ancora di essere madri e figlie, vivono situazioni molto complesse e differenti: chi affronta un lutto, chi un tradimento, chi gli strascichi di una violenza sessuale. Gli equilibri vengono meno, le vecchie dinamiche assumono nuovi risvolti, evolvendosi in nuove. Tutte loro subiscono un mutamento e per farlo devono mettere in discussione anche il proprio vissuto: “Mamma ci aveva ingannati tutti o aveva fatto bene a seguire i suoi sentimenti di nascosto? Era stata bugiarda con noi o sincera con sé stessa?” Attraverso queste storie vere, anche se romanzate, Anna Oliverio Ferraris, forte della sua esperienza di psicoterapeuta e scrittrice, ci permette di comprendere con delicatezza ma al contempo con distacco - come se fossimo affacciati ad una finestra e i racconti prendessero vita davanti a noi - alcune sfaccettature del rapporto più forte e atavico che esiste.