All’inizio di agosto del 1845 le due poderose bombarde HMS Erebus e Terror imboccano il canale di Lancaster, nell’arcipelago artico, sotto il comando dell’anziano Sir John Franklin, incaricato di scoprire finalmente il passaggio a nord-ovest. Ma sulla faraonica spedizione e sui suoi centoventinove uomini calano subito il buio della notte polare, il silenzio sconfinato dei ghiacci. In Inghilterra ci si comincia a chiedere: che fine avranno mai fatto? Luigi Guarnieri ricostruisce l’intera, stupefacente epopea della Franklin Search, narrando centocinquant’anni di rocambolesche spedizioni di ricerca in una terra ostile, abitata da enigmatiche tribù di Inuit, e le gesta sovrumane di ufficiali intrepidi e megalomani, devoti e bevitori, coraggiosi al limite della follia, tutti mossi dalla smisurata ambizione di conquistare l’estremo Nord e di ritrovare il capitano Franklin e i suoi uomini. A metà Ottocento manca ormai poco alla definitiva scoperta del passaggio a nord-ovest, nelle acque ghiacciate dell'arcipelago artico. È per portare a compimento quest'ambiziosa missione che nel 1845 l'Ammiragliato britannico affida a Sir John Franklin il comando di due grandi navi, già utilizzate con successo nell'esplorazione dell'Antartide: l'HMS Erebus e l'HMS Terror. Partite nell'ottimismo generale, le due bombarde scompaiono presto nel nulla, in apparenza senza lasciare traccia. Si scatena allora una ricerca forsennata che andrà avanti per un secolo e mezzo, fino ai giorni nostri, per capire cosa sia successo alle navi, ai loro capitani John Franklin e Francis Crozier e agli uomini dei due equipaggi. Con l'accuratezza di una ricostruzione storica e la passione trascinante del racconto d'avventura, Luigi Guarnieri ripercorre qui l'intera vicenda: gli incessanti sforzi dell'indomabile Lady Jane Franklin per promuovere i soccorsi e ritrovare un marito che per decenni si ostinerà a ritenere vivo; le innumerevoli spedizioni che si spingono in mari sconosciuti su navi sempre a rischio di naufragare e di essere stritolate dai ghiacci, oppure intraprendono via terra viaggi interminabili e temerari in territori immensi e desolati; il ricorso alle moderne tecnologie, negli ultimi decenni, per esaminare scientificamente gli unici tre corpi mai ritrovati di membri della spedizione Franklin, sepolti su un'isola remota, e sondare i fondali marini alla ricerca dei relitti. Mentre i Kabloona - come gli Inuit chiamano i bianchi - si dibattono per scoprire la verità, i nativi, oltre a sapere molto meglio di loro come cacciare, vestirsi e in generale sopravvivere a quelle latitudini, possiedono in realtà anche la chiave per risolvere l'enigma delle navi scomparse. Mostrano a chi li interroga cucchiai d'argento e altri copiosi reperti della spedizione Franklin che hanno raccolto negli anni, raccontano agli stranieri quello che hanno visto coi loro occhi o hanno sentito raccontare da altri Inuit, ma il dialogo tra mondi diametralmente opposti è difficile, pieno di equivoci, sospetti e malintesi. Alla fine, però, sarà proprio questo incontro accidentato di culture tra loro aliene a fornire la pista giusta per ricostruire, almeno in parte, la sorte di Sir John Franklin, del capitano Francis Crozier e dei loro uomini.
Luigi Guarnieri was born in 1962 and lives in Rome. Doctor of Human Letters at University of Pisa and graduated at the Experimental Cinematography Centre in Rome, he wrote many theater and radio plays. He is the author of novels translated in many countries: among them L’atlante criminale. Vita scriteriata di Cesare Lombroso (Mondadori 2000), Tenebre sul Congo (Mondadori 2001), La doppia vita di Vermeer (Mondadori 2004), La sposa ebrea (Rizzoli 2006), I sentieri del cielo (Rizzoli 2008), Una strana storia d’amore (Rizzoli 2011), Il sosia di Hitler (2014).
Qualcuno che cerca qualcuno che sta cercando qualcuno che si è perso mentre cerca qualcuno. Più le baleniere. Un gran traffico fra polo nord, Groenlandia, Isola di re Guglielmo, passaggio a nord ovest, in un certo momento c'erano in giro 7 navi alla ricerca di qualcuno.
Ogni tanto qualcuno trovava qualcun altro spesso cadavere e pure mangiucchiato dai compagni, a volte qualcuno si perdeva a sua volta e qualcuno cominciava a cercarlo.
No, tranquilli, scherzo ma mi è piaciuto abbastanza nonostante sia un libro un po' arruffato, un po' difficile da seguire fra una storia e l'altra, fra un salto temporale e l'altro, fra un capitano e l'altro e senza una santa cartina sotto mano. Sì, ci sono le cartine, ma se sto leggendo pagina, ad esempio 345 e la cartina sta a pagina 200 è un continuo salto da qui a là e no, Google Earth aiuta ma non tantissimo, le isole Todd mica ci sono, di Victory point ce ne sono 5, nessuno di questi di nostro interesse.
Sorvolo su quanto siano stati tutti velleitari, sprovveduti, un tantino razzisti e molto coraggiosi. Molto inglesi, insomma.
Ci sono voluti quasi 2 secoli per ritrovare i relitti delle 2 navi, nel 2016 la Terror, nel 2019 la Erebus. E il capitano Franklin per trovare il quale sono morti centinaia di uomini? Boh, nessuno è mai riuscito a venirne a capo.
Guarnieri ricostruisce e rimonta l’epopea della Franklin Search, decenni (anzi più di un secolo e mezzo) di ricerche di qualche sopravvissuto e poi almeno di quale traccia della imponente spedizione alla ricerca del passaggio a Nord-Ovest partita dall’Inghilterra nell’agosto 1845: il capitano Sir John Franklin e 129 uomini scomparsi. Una dopo l’altro, freddamente, spaventosamente, non cronologicamente si accumulano le ricostruzioni delle molte spedizioni, con personaggi stravaganti (raramente amabili), gelo spaventoso, fame micidiale, morte incombente; si mangiano stivali, licheni grattati dalle rocce, coperte piene di larve (leccornia!). E poi: momenti di vita condivisa e di incomprensione con Inuit, slitte trainate da cani o da uomini, ambizioni folli e avvelenamenti da piombo. Si smarrisce anche il lettore nel grande bianco, nel grande freddo, tra tutti i capi, le baie, le isole e le penisole, i nomi inglesi e nativi, il pack, gli iceberg, i cairn che contengono forse informazioni, le tombe nel permafrost, le tibie umane rosicchiate per succhiare un midollo che permette di tirare avanti un altro giorno impossibile. Si smarrisce, il lettore, ma talvolta è raggiunto in qualche modo da un riverbero del grande miraggio che attirò centinaia di uomini, spesso a morti orrende, sempre a patimenti e privazioni.
Un buon testo per approfondire la misteriosa vicenda dalla Erebus e della Terror, ma l'autore dà molto per scontato e alcune parti, fitte di elenchi di fatti storici, sono un po' di difficile digestione.
3.5⭐️ La struttura é al tempo stesso pregio e difetto del libro: si parte dalle esplorazioni di salvataggio di Erebus e Terror in ordine cronologico arrivando fino al 2019, e solo nella quarta parte si parla della storia dei due capitani Franklin e Crozier e di quello che si suppone sia stato il viaggio negli ultimi mesi. Pregio per chi conosce la storia e quindi ha modo di approfondirla con le scopertepiùrecenti, difetto per chi non si sia approcciato mai ad essa e legge questo saggio come primo avvicinamento. Menzione d'onore alla ricostruzione storica, che deve aver impegnato non poco l'autore e la fedeltà con cui l'ha riportata. É un saggio veramente ben costruito, approfondito, molto ricco.
Resoconto MOLTO dettagliato non solo sulla Terror e la Erebus ma quasi più su spedizioni precedenti e successive (comprese quelle di salvataggio). Talvolta noioso se non si ha voglia di digerire una grossa mole di nomi, date e dati - ho saltato molte pagine, lo ammetto - ma ben fatto. Fascino e incredulità verso l'epoca delle grandi spedizioni e verso la forza che animava gli ambiziosi (e un po' presuntuosi) inglesi.
Un po' confuso, se non si conosce a priori la storia si fa fatica a seguire anche perché pur essendo i capitoli divisi per periodo temporale in realtà il racconto va avanti e indietro tornando su personaggi affrontati in precedenza dopo averli abbandonati.
un Bigino che compendia (senza nemmeno troppo trasporto né entusiasmo da parte dello scrittore) le varie spedizioni tentate in un secolo e mezzo per ritrovare la Terror e la Erebus.
Argomento interessantissimo ma libro dimenticabilissimo
Incredibilmente (personalmente almeno) avvincente e in grado di accendere un grande interesse per l’argomento e per queste storie, terre e personaggi così lontani