Come nascono le storie? Prima di tutto c’è uno sguardo, quello di un narratore capace di cogliere gli intrecci di vite, sentimenti e misteri che si celano dietro ogni persona, luogo geografico o, persino, in un semplice albero. Poi c’è l’istinto del cacciatore, il lavoro meticoloso di ricerca delle fonti, quelle che svelano i segreti di una vicenda e le emozioni dei protagonisti. Infine, c’è la voce, il mestiere, la capacità di dare ritmo, colore e di rendere la storia interessante per chi legge, guarda, ascolta. Pablo Trincia ha rivoluzionato e fatto esplodere il fenomeno dei podcast in Italia ed è entrato nella mente e nei cuori del pubblico come uno dei più iconici storyteller di oggi. Ma stavolta, dopo aver raccontato tante storie degli altri, gira per la prima volta lo sguardo su di sé, apre alcuni cassetti della sua vita chiusi da troppo tempo e fa i conti con alcuni traumi irrisolti del passato. Un viaggio intimo nell’arte di raccontare che passa da Lipsia, Milano, Londra e Teheran.
Esattamente Pablo, il tuo livello di empatia è considerevole. Sei un perfetto esempio da seguire riguardo all'importanza dell'empatia anche "solo" nel descrivere.
Pag. 53 - Non ho più provato ad andare a Tristan da Cunha, anche se confesso che scriverne di nuovo mi ha fatto tornare la voglia.
Con questo tuo prezioso e entusiastico racconto, speriamo tanto che tu possa andarci perché, come per qualsiasi argomento che affronti, fai incuriosire tantissimo e sarebbe stupendo saperne di più con un tuo documentario.
Pag. 111 - La maggior parte delle persone di cui racconto le storie vive una vita di dolore e dispiaceri. Ma non bisogna averne paura. Quelle storie, una volta raccontate, creeranno empatia, ispireranno qualcun altro e lo arricchiranno umanamente.
Quanta verità, quanta speranza.
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Unico contro: Libro troppo breve, sono sicura che Pablo avrebbe da dire molto di più.
Secondo me fatica un po' a decollare e non è che elargisca stupefacenti perle di saggezza, ma quando va sull'autobiografico si fa appassionante. Nel complesso però trovo che i podcast siano diversi scalini più su.
Sicuramente merita di essere letto per conoscere meglio il vero Pablo. La prima parte mi è risultata leggermente povera di argomenti. Andando avanti, quando Pablo inizia a scavare veramente nel suo passato, ti prende.
Libro consigliato solo ai fan di Pablo Trincia (e io sono tra questi). La prima metà è molto (troppo) confusa, come se girasse intorno al fulcro del discorso senza aver il coraggio di affrontarlo. La seconda parte è decisamente meglio: niente che non sia scritto in qualunque manuale di scrittura ma Trincia riesce (come del resto nei suoi podcast) riesce a metterci dei dettagli, del personale, del vissuto che fa penetrare i messaggi dentro di sé.
"Scrivere è come cucinare. Ci deve sempre essere grande equilibrio tra la durata delle scene, e tra lo spazio dedicato alla voce dei protagonisti e a quella narrante."
Pablo, l'ho conosciuto tramite i podcast, circa 3 anni fa. Se non erro. E da quando l'ho conosciuto tante mie visioni sono cambiate, tante volte in meglio e alcune volte negativo ma buono. E in questo libro, sto trovando tantissime frasi dove mi ci trovo. Vero, alcune volte ci sono state delle parti che possono risultare noiose perché un pò lunghe o di poco interesse. Però, è anche da apprezzare come Pablo ci abbia voluto ancora una volta raccontare com'è andata nella sua vita per diventare quello che conosciamo oggi.
Grazie Pablo per averci permesso di conoscerti ancora di più.
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Una scrittura piacevole e scorrevole. Lo scrittore ti consente di entrare “dentro” le storie che ci ha raccontato tramite altri canali per comprendere meglio il punto di vista giornalistico e umano. Indubbiamente la parte che ho trovato più affascinante è la storia della sua famiglia, pur sapendo (lo avevo sentito in precedenti interviste) il triste epilogo, l’ho letto con la speranza di arrivare ad un lieto fine. Lettura altamente consigliata.
L'obiettivo di Pablo è intrappolare, coinvolgere, smuovere chi lo ascolta o, in questo caso, legge. Io sono rimasta rapita dal suo racconto, mi ha portata a interrogarmi su di me, su quanti pensieri affini ci accomunino e andare a cercare nel mio passato un po' di quel futuro, quel segno del destino. Del resto, come ripete più volte Pablo, siamo tutti collegati.
Affascinante. Un racconto umano e condivisibile, con un linguaggio scorrevole e accattivante. Trincia ti porta dentro la sua storia e la sua creatività, condividendola e donando parte di come lavora e di ciò che è. Un esercizio utile a chiunque abbia voglia di raccontare storie e comunicare qualcosa.
Un libro che parla di scrittura, di storie, di Storia. In queste pagine c’è un ritratto intimo dell’autore, che narra il suo percorso di vita, dall’infanzia fino ad oggi e insegna al lettore a guardarsi dentro, a scavare nel passato, a ricercare la propria storia e farla vivere, metterla in luce, farla ardere.
'Un viaggio nell'arte di raccontare' questo è il sottotitolo di questa specie di autobiografia scritta dal grande Pablo Trincia. E proprio di un viaggio si tratta, un viaggio introspettivo nella storia di un grande storyteller che riesce ancora a farci emozionare. Una scrittura pulita, senza fronzoli, che va sempre dritta al punto e non perde mai il suo charme.
All'inizio ho storto il naso, ho temuto che fosse un quasi manuale di scrittura di un autore non abbastanza preparato in termini di narratologia. Poi invece si trasforma in autobiografia creativa e funziona, eccome.
Punto di partenza e spunto di riflessione su come approcciare la narrativa e la narrazione... Con il suo solito stile pulito, coinvolgente e rassicurante, invoglia a fermarsi a pensare a una storia e, perché no, anche tentare di scriverla.
Consigliato soprattutto ai "fan" di Pablo. Fatica a partire, ma poi ti prende. Intreccio tra consigli di narrazione e storia personale. Molto carino e molto molto interessante la sua storia famigliare.
Seguo da tempo Pablo Trincia e li ritengo un bravissimo giornalista. Scoprire con questo libro la sua storia mi ha permesso di apprezzarlo ancora di più. È di ispirazione per la curiosità e l'empatia che dimostra col suo modo di raccontare e per l'amore per i dettagli.
Un'occasione per conoscere meglio la storia personale di uno dei migliori podcaster a mio parere.
Ognuno di noi, come ci ricorda Pablo Trincia, ha una storia interessante, ma bravi come lui a saperle ascoltare prima e raccontare poi, fino a fartele vivere, ce ne sono davvero pochi.
Schietto memoir in cui l'autore racconta sia di sé e della sua famiglia (colpisce soprattutto la vicenda dei nonni iraniani) sia del suo metodo di narrazione. Una lettura veloce e piacevole.
Pablo è un narratore : di racconti, di emozioni, di vite e di persone. Questa volta ci accompagna in un viaggio attraverso l'arte del racconto e la sua storia personale e familiare . Stupendo !
Splendido racconto introspettivo che fornisce gli strumenti di base di quello che è un buon narratore e un buon racconto con uno sguardo e una prospettiva molto originale
Mi è stato regalato e anche se non sono fan dei podcast in generale perché non riesco a concentrarmi troppo sugli audio, riconosco la bravura di Trincia. Pablo Trincia racconta in prima persona il suo processo creativo, ma anche l'importanza dell'approccio "giusto" con chi è stato direttamente coinvolto dalla storia che dovrà raccontare. In realtà, poi, questo libro diventa l'occasione per narrare la storia della sua famiglia e di come il nonno fu imprigionato in Iran come dissidente. La prima parte è forse un po' dispersiva, mentre ho trovato la seconda molto ben focalizzata. Sarà proprio per il fatto che qui Trincia applica il suo metodo alla storia della sua famiglia e diventa il solito abile narratore.