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Lunario sentimentale

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Ricordare un tempo che è stato e non tornerà è un esercizio pericoloso. Cantare la fine di un mondo porta con sé il rischio di cedere alla nostalgia. Ma non è il rimpianto a guidare il racconto di Mauro Corona, bensì il bisogno di farsi testimone di un passato che i ricordi vanno a stanare di continuo. Come nella sua infanzia ertana era il susseguirsi dei mesi e delle stagioni a dettare i ritmi della vita, anche in questo scritto è il calendario a scandire la memoria, in un moto circolare lungo un anno che, dalla neve di gennaio, a quel bianco ritorna, per iniziare un nuovo ciclo. Nel paese ripido la modernità ha ormai eroso tradizioni antiche, la fretta si è sostituita al tempo manuale, quello in cui si sapeva ascoltare la Natura e proteggerne i valori. Tornare indietro significa compiere un viaggio in una cultura contadina perduta, riscoprendo esistenze semplici e creative, innestate su riti ancestrali e credenze sospese tra fede e superstizione. Sarebbe tuttavia ingiusto cedere alla tentazione di idealizzare un'età in cui ogni cosa era fatica, sacrificio, in cui tutto si consumava sempre uguale, perché dove non c'è ricchezza, per campare bisogna fare sempre le stesse cose. Attraverso questo lunario, Corona, pur non rinnegando il presente, cui riserva lo sguardo dello spettatore curioso, ripercorre tra memorie personali e condivise un'epoca aspra e dolce. Nella certezza che ricordare sia anche un modo per insegnare la speranza.

148 pages, Kindle Edition

Published September 17, 2024

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About the author

Mauro Corona

57 books122 followers
Mauro Corona è nato nel 1950. Da ragazzo ha lavorato come boiscaiolo e cavatore. Fin da bambino ha cominciato a intagliare il legno. Lo scultore Augusto Murer ha intuito il suo talento e lo ha accolto nel suo studio di Falcade, dove Mauro Corona ha approfondito la tecnica e l'arte che gli ha permesso di diventare uno scultore ligneo conosciuto in tutta Europa.

Alpinista e arrampicatore, ha aperto numerosi itinerari sulle Dolomiti d'Oltre Piave e partecipato a diverse spedizioni internazionali.

Nel 1997 pubblica il suo primo libro "Il volo della martora". La scrittura diventa così un'altra delle sue grandi passioni, grazie alla quale è oggi annoverato tra gli scrittori più apprezzati in Italia.

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Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Elvio Mac.
1,054 reviews23 followers
January 28, 2026
Una testimonianza del passato, l'infanzia di tanti anni fa, il lavoro costante, l'uso di ogni oggetto con attenzione, cura e conservazione, una cultura rurale della fatica e del sacrificio. Il libro è scandito dai mesi e dalle stagioni, dai ricordi di persone amiche e di parenti più o meno graditi. Non è qualcosa di nuovo, visto che si parla di tanti eventi già descritti nei suoi libri precedenti, ma c'è sempre qualcosa da imparare, da ricordare in questo genere di scrittura. Lui è sempre netto e interessante quando è così intimo, come nell'intervista che ho ascoltato per la presentazione di questo libro. Dice alcune cose durissime, che forse molti pensano ma non hanno il coraggio di confidare nemmeno a sé stessi. Arriva di quest'uomo, tutta la sua ricerca interiore, la sua cultura con citazioni mirate, anche se dice di essere un ignorante, si sentono i suoi tormenti, e una voglia di conoscere smisurata. Corona ha la piena consapevolezza del suo tempo residuo, che non gli concederà quello che vorrebbe sapere. Ecco alcune sue riflessioni:
Sono fatalista e viaggio verso l'ultimo sentiero. Ho paura delle malattie per i miei figli che sono stati segnati da tumori, ora guariti, ma ho il dolore costante di quello che potrà essere. Non ho paura di morire, ho paura della sofferenza del malato terminale, ma ho una soluzione di riserva che non sto qui a dire. La gioia invece è quando tornando da una visita, i miei figli mi dicono, papà tutto bene. Sono molto pentito di aver messo al mondo figli, perché sono persone che soffrono. Non solo fisicamente quando c'è una malattia, ma anche per le delusioni della vita, sento la colpa di aver messo al mondo gente che soffre. Ma il problema è mio che vedo questo come tragedia. Si scrive perché abbiamo sbattuto il naso e ce lo siamo fracassato. Brodskij diceva: non si scrive per la caducità della propria carne, ma per salvare qualcosa della propria civiltà. Io ho iniziato a scrivere per raccontare ai miei figli, per testimoniare come sono vissuto, perché non si lamentassero vedendo il poco che ho avuto. Uno scrive soprattutto per sé stesso. Sono terapie le mie, scalare, scolpire, scrivere, bere. Non ho paura della morte in sé, la mia paura è di non esserci più. Il piccolo rito banale, le inezie non ci saranno più. Per questo raccomando di non sottovalutare i giornalieri ritmi della vita. Nessuno ci bada perché sono "tutti i giorni" e questo mi mancherà. Sono abituato a scalare le montagne, non ho progetti a lungo termine, devo risolvere quel metro che ho davanti al naso e alla fine ti trovi in cima senza rendertene conto. Voglio ritirarmi, voglio fare la risacca di me stesso, stare nella natura che conosco e non mi crea problemi. Qui siamo ridotti a gestire numeri, io non voglio intromettermi più in quello che non conosco.
20 reviews
October 25, 2024
È la prima volta che leggo un libro di Mauro Corona e non credo sarà l’ultima, leggendo questo libro non solo mi sono immaginata lui stesso che racconta a me ogni singola parte della sua vita come fa mio padre ogni tanto quando parla della sua infanzia e della sua adolescenza in campagna, ma ci sono delle frasi che mi hanno particolarmente colpito “le maschere, non fatte a mano, inesistenti in forma di materia, si indossano più di prima, tutti i giorni, a ogni ora, e non soltanto a
Carnevale. Ognuno si nasconde agli altri, indossa il camuffamento giornaliero, scolpisce la sua maschera di finzione. La sgorbia dell'ipocrisia ne scava il volto, la cera della falsità la fa brillare.” Questa è esattamente una delle frasi che mi hanno davvero colpito perché è la verità e purtroppo ho a che fare con persone che indossano quel tipo di maschere. Mi è piaciuto sin dall’inizio fino alla fine, lo consiglio
27 reviews
January 24, 2025
Riesce nell'intento del ricordo, nostalgico e recondito.
Piacevole lettura di tempi che non torneranno, ma forse, la nostalgia sta più verso le persone che verso i tempi .
Consiglio a latere un approfondimento sulla tragedia del Vajont, per meglio inquadrare quei ricordi, impressi in luoghi ormai "strappati" .
Profile Image for Stefania.
11 reviews
December 30, 2024
Poetico. Mauro Corona ci racconta di un mondo lontano nel quale la quotidianità era governata dall'alternarsi delle stagioni. E lo fa poeticamente, evocando immagini odori sapori e colori. Il mio mese preferito : dicembre !
13 reviews
March 22, 2025
Ho letto molto Corona e devo dire che, rispetto ad altri libri, l'ho trovata una lettura più lenta seppur un bello scorcio di un epoca passata ma non troppo lontana. Un racconto di tradizioni, sudore e semplicità descritto con affetto e nostalgia.
Profile Image for Michela  Scalvini.
41 reviews
November 8, 2025
Corona indubbiamente bravo quando scrove di cose che conosce, come in questo caso, meno quando si parla di politica. Letto insieme ad un anziana per un progetto di RSA. Rievoca ricordi e immagini passate e aiuta a stimolare la memoria
Profile Image for Carlo Tiberto.
32 reviews
February 9, 2026
Piacevole lettura per immergersi per qualche tempo in un epoca lontana. Alta quota, fatiche e ritmi scanditi dal passare delle stagioni.
Libro curioso che si legge imparando diverse cos’è nuovo sul vivere alpino
530 reviews5 followers
December 15, 2024
Meno tagliente, meno incisivo del solito..
Speriamo sia solo stanchezza passeggera
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