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Istruzioni per l'uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà

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Come si impara a essere cittadini italiani? Sono fondamentali la famiglia, la scuola; ma da millenni c’è qualcos’altro che ci educa a essere quello che siamo, che ci lega al nostro passato e ci fa immaginare il nostro destino: questa cosa si chiama «patrimonio culturale». Ne fanno parte le opere d’arte, i libri, i palazzi, i reperti archeologici... Chi non se ne rende conto e definisce i beni culturali «il petrolio d’Italia», considerandoli un repertorio di oggetti da affittare al magnate di turno o da svendere nell’ennesima mostra-evento, è un nostro nemico: ci sta togliendo un bene primario come l’aria, ci sta privando di un nostro diritto fondamentale come la salute o l’istruzione. Per questo, dopo aver indagato i disastri della politica culturale italiana nelle Pietre e il popolo, Tomaso Montanari scrive un libro ancora più affilato: un pamphlet per invitarci a una vera rivoluzione non soltanto contro chi saccheggia le biblioteche o deturpa il paesaggio, ma contro chi non educa all’amore per la bellezza. Istruzioni per l’uso del futuro è un piccolo alfabeto civile: ventuno voci che ci mostrano come per trasformare un paese non bastano le nostalgie o le indignazioni ma servono responsabilità e conoscenza.

127 pages, Paperback

First published March 1, 2014

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About the author

Tomaso Montanari

53 books38 followers
Sono nato nel 1971 a Firenze, dove vivo. Studio l’arte dell’età barocca e la storia del patrimonio culturale.

Mi sono formato alla Normale di Pisa, ho insegnato a lungo alla Federico II di Napoli e ora sono professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università per Stranieri di Siena.

Sono convinto che gli storici dell’arte servano a fare entrare le opere d’arte nella vita intellettuale ed emotiva di chi si occupa di tutt’altro.

Penso anche che l’amore per la storia dell’arte non debba essere un fatto privato (o peggio un’evasione, o un modo per non pensare), ma pubblico e ‘politico’. L’articolo 9 della Costituzione ha, infatti, mutato irreversibilmente il ruolo del patrimonio storico e artistico italiano, facendone un segno visibile della sovranità dei cittadini, dell’unità nazionale, e dell’eguaglianza costituzionale, perché ciascuno di noi (povero o ricco, uomo o donna, cattolico o musulmano, colto o incolto) ne è egualmente proprietario.

Ma tutto questo è assai difficile da capire, perché oggi la storia dell’arte non è più un sapere critico, ma un’industria dell’intrattenimento ‘culturale’ (e dunque fattore di alienazione, di regressione intellettuale e di programmatico ottundimento del senso critico). Strumentalizzata dal potere politico e religioso, banalizzata dai media e sfruttata dall’università, la storia dell’arte è ormai una escort di lusso della vita culturale.

È per questo che oggi non basta fare ricerca e insegnare, ed è per questo che ho scritto A cosa serve Michelangelo? (Einaudi 2011), La madre dei Caravaggio è sempre incinta (Skira 2012), Le pietre e il popolo (minimum fax 2013), Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà (minimum fax 2014), Privati del patrimonio (Einaudi 2015), e (con Vincenzo Trione), Contro le mostre (Einaudi 2017).

Tra i miei libri di ricerca recenti: La libertà di Bernini (Einaudi 2016) e Costituzione italiana. Articolo 9 (Carocci 2018).

Ho ideato e condotto due serie televisive dedicate a Bernini e a Caravaggio per Rai 5 e la serie Favole, forme figure per Loft, la tv del Fatto Quotidiano.

Scrivo sul Fatto Quotidiano, per il quale ogni lunedì tengo la rubrica Le pietre e il popolo. Ho anche una rubrica sul Venerdì di Repubblica: Ora d’arte.

Ho provato (direi inutilmente) a rimettere in piedi una sinistra in Italia, e sono presidente dell’associazione di cultura politica Libertà e Giustizia. Ho dedicato un piccolo libro all’impegno civile degli intellettuali: Cassandra muta (Gruppo Abele 2017).

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for S©aP.
407 reviews72 followers
February 16, 2017
Quando si parla di Arte, vi è spesso una divisione netta tra chi ha fatto studi classici e chi proviene da ambiti tecnici in senso lato. È emblematico notare, a tal proprosito, come il significato della parola "Patrimonio" per alcuni illumini un cammino pervenutoci, di eredità e conoscenza, che ha radici semantiche, filosofiche e fondative; per altri abbia una connotazione tecnico-ponderale di quantificazione di beni, tout-court. Su tale discrimine s'innestano le riflessioni di questo interessantissimo saggio. Quella di Montanari è una campagna pulita e netta, argomentata con fermezza. È anche seducente, perché parte da un convincimento etico assai ben motivato, per giungere a delle conclusioni politiche. In massima parte condivisibili, almeno quando si parla di Arte e Cultura. Il contrario esatto di quanto accade nel dibattito pubblico, dove il convincimento politico è il motore "immobile" da cui deriva ogni successiva definizione "etica"; un discrimine aprioristico e strumentale.
Come tutti i buoni saggi, anche questo ha il pregio di alimentare la riflessione e la completezza del discorso, anche tecnico, con logica ricca, affascinante, profonda e dotta. Ha il "difetto" (se così vogliamo definirlo) di tutti i saggi: quello di... volare alto, molto alto, sulla realtà.
E con la Realtà, è cosa nota, non si può che far di conto.
Profile Image for Fabio Parisini.
58 reviews4 followers
December 5, 2014
Una sequenza di parole, una per ogni lettera dell'alfabeto, dà i nomi dei piccoli capitoli in cui è diviso il libro. L'autore incentra l'opera sulla definizione e sul ruolo del patrimonio culturale italiano, sulla sua valenza e gli impatti nel nostro presente e futuro. Si tratta di una visione decisamente dissonante con quella che ci propongono i mass media, di un cultura che si deve mangiare, di una cultura che è il nostro petrolio, da monetizzare e "valorizzare". Il patrimonio di cui si parla in questo testo è un patrimonio comune, conquistato insieme alla democrazia, un diritto costituzionale del cittadino, un'occasione spesso mancata per la nostra repubblica. E' un patrimonio che ora più che mai dobbiamo mettere a frutto, ma non per farne soldi, ma per essere cittadini migliori e definire un futuro migliore con la consapevolezza del passato. Ci sono esempi di cose che non funzionano, nei musei, nelle sopraintendenze, nelle scelte politiche, nella classe politica e nelle sue linee guida. Ma ci sono anche tante idee su come le cose potrebbero essere, e potrebbero davvero, con casi reali ed esempi specifici. Un bel libro da leggere e tenere come riferimento, a portata di mano.
Profile Image for Emma Marinoni.
1 review1 follower
July 25, 2019
A differenza del precedente “Le pietre e il popolo”, in “Istruzioni per l’uso del futuro” Montanari riduce notevolmente la sua parte notoriamente polemica e si concentra invece sul trasmettere un messaggio prettamente propositivo. “Istruzioni per l’uso del futuro” è un libro scritto in maniera semplice che però tratta di una questione complessa, ovvero la gestione del patrimonio culturale in Italia, e la sua struttura e il suo stile ne fanno un libro perfetto per chiunque disposto ad aprire gli occhi sul proprio presente.
Profile Image for Spirina.
23 reviews1 follower
August 10, 2014
Tomaso Montanari ribadisce l'importanza dell'essere cittadini protagonisti , così come nel suo precedente Le pietre al popolo, altrettanto rapido e scorrevole, per tutti davvero. Con questo nuovo libro Montanari fornisce alcune idee e strumenti per mettere in pratica i principi della resistenza civile e culturale, per costruire un nuovo futuro basato su conoscenza e responsabilità. Parole sacrosante su cui ogni singolo cittadino dovrebbe riflettere, discutere e reagire insieme al popolo appunto e, come dice Montanari, non in circoletti privati e partitelli extraparlamentari, perché la Costituzione dice ben altro
Oggi come mai la resistenza culturale è urgente e decisiva.
Questo libro vuole dare delle istruzioni ora finché siamo ancora in tempo perché EXPO, EATITALY, SLOWFOOD, ALITALIA, COOP e molti altri stanno marketizzando e sputtanando la Repubblica Italiana senza alcun rispetto dei principi della Costituzione. Vorrei che ognuno riflettesse sui preguidizi e gli stereotipi che si vanno diffondendo su di noi a causa di costoro. Una riflessione dopo aver letto questo meraviglioso libro é legata appunto alla Costituzione: L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA FONDATA LAVORO e non su tirocini, volontariato, missioni, gloriette, rozzi criminali malarricchiti e prostituzione. LA SOVRANITA' APPARTIENE AL POPOLO e non alla pubblica amministrazione, siamo noi il suo sovrano. LA REPUBBLICA PROMUOVE LO SVILUPPO DELLA CULTURA E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNICA, TUTELA IL PAESAGGIO ED IL PATRIMONIO STORICO E ARTISTICO DELLA NAZIONE. Siamo noi che dobbiamo occuparcene e non la pubblica amministrazione, spero di aver fatto venir voglia a tutti di leggere questo libro e ringrazio l'autore di averlo scritto.
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