Partiamo dal voto.
5 stelle per il contenuto, indispensabile per comprendere cosa succede nel mondo senza annegare nella cacofonia di notizie che immerge ogni secondo della nostra vita.
2/3 stelle per il modo di scrivere. Spesso compaiono frasi nominali, ad effetto, che si direbbero più al monologo teatrale che ad un libro. Compaiono anche molti termini tecnici che avrebbero meritato una postilla o un chiarimento, come ierofania, ecumene, e altri.
Interessantissimi, anche per chi segue Fabbri da 7/8 anni come il sottoscritto, i capitoli su India e Israele, per provare a comprendere cosa veramente succeda, di concreto, a questi due paesi che ci sembrano sempre più lontani (il secondo) o molto esotici (il primo).
Infine, un altro “5 stelle” per il capitoletto finale sull’Italia, bella addormentata al banchetto delle grandi potenze.
C’è solo da sperare che, una volta finite le pietanze sulla tavola, non inizino a sbranare pure noi.