Jump to ratings and reviews
Rate this book

Stanze. Abitare il desiderio

Rate this book
Che impatto hanno avuto l’industrializzazione, l’urbanizzazione, la cura dell’igiene, la nascita del design nel codificare le stanze delle case che abitiamo oggi? Cosa implica varcare una soglia, entrare in una camera? Il boudoir, l’antico salottino per signore in cui il Marchese de Sade ambienta uno dei suoi testi di maggior successo, quale significato politico può assumere? E che rapporto c’è tra la cucina come emblema della sottomissione femminile e la cucina come teatro di liberazione ed emancipazione della donna? O, ancora: qual è la valenza metaforica della cantina e come cambia nel corso della vita il modo di vivere questo spazio? Dopo Le case che siamo, Luca Molinari si addentra nella specificità delle stanze che compongono oggi le nostre case. Con la precisione del fine studioso e la passione del grande divulgatore ripercorre e analizza storia e funzioni, simbolismo e potenzialità di ciascuno degli ambienti che ci ritroviamo quotidianamente ad attraversare: dall’ingresso allo studiolo/biblioteca, passando per il bagno e la cabina armadio, la cucina e la camera da letto, fino ad arrivare al monolocale, che concentra tutte le stanze in una. E stanza dopo stanza, questo racconto intimo cerca di intuire a partire dal presente le linee che plasmeranno il futuro dei nostri ambienti domestici. "Stanze" ci porta a guardare in modo nuovo a spazi che spesso viviamo distrattamente e che invece così tanto raccontano di noi e così tanto influiscono sulle nostre vite.

169 pages, Paperback

Published August 30, 2024

Loading...
Loading...

About the author

Luca Molinari

66 books3 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
3 (18%)
4 stars
5 (31%)
3 stars
6 (37%)
2 stars
2 (12%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 1 of 1 review
Profile Image for Mara Gold .
29 reviews2 followers
May 4, 2025
“Eileen Gray, allieva e assistente di Le Corbusier”
No. Non si può parlare di design e contribuire alla disinformazione delle donne nel design. Eileen Gray non ha mai lavorato con Le Corbusier, forse neanche si sono mai incontrati di persona, però ha vissuto dietro la sua ombra perché lui era ossessionato con il suo lavoro ed è stato attribuito a lui la sua opera più importante, E1027. Charlotte Perriand, al massimo, si può definire collaboratrice di Le Corbusier. Però le donne nel design non sono interscambiabili, solo perché sono poche.

Oltre a questo, un libro molto difficile da leggere senza immagini, si menzionano troppe cose e senza l’aspetto visivo ed è molto dispersivo.
Displaying 1 - 1 of 1 review