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Una cosa per la quale mi odierai

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Quando è poco più che una ragazzina, sulla rampa di lancio della carriera che ha sempre desiderato, Erica viene costretta da sua madre, Lucia, ad ascoltare quello che ha da dirle, "Una cosa per la quale mi odierai". La frase, pronunciata in cucina, un giorno che sembra uguale agli altri, porta Erica fuori strada. Teme si riferisca al suo spericolato progetto di andare a vivere con l'uomo che ama. Ma no, non è quello, magari fosse quello. Lucia, professoressa di matematica di 54 anni, le comunica di avere un tumore. Parte da lì, da quel momento in cui tutto comincia a finire, il racconto che Erica Mou fa della malattia di sua madre. Un racconto senza enfasi – lieve pure quando si fa amarissimo – che si appoggia sulle parole che la donna stessa, giorno dopo giorno, ha affidato al suo diario, per esorcizzare il dolore e la paura. Così oggi, in quel futuro immaginato che intanto è diventato presente, Erica trova il coraggio di leggerlo; di ripercorrere i nove mesi della malattia di sua madre proprio mentre vive i nove mesi che la renderanno mamma. In un dolente, tenero e perfino divertente scambio di voci, Erica ritroverà e riconoscerà Lucia, la sua Lusi, i pensieri che ha lasciato per lei, per suo padre Dino, e per suo fratello Mirto. Una collezione di ricordi che, come fiori, arricchiscono l'istantanea di una famiglia in jeans e maglietta nell'Italia agli albori del nuovo millennio. La promessa di non dimenticarsi.

173 pages, Kindle Edition

Published September 13, 2024

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About the author

Erica Mou

2 books4 followers

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52 reviews
October 22, 2024
Non si può esprimere un giudizio vero e proprio su questo libro, che più che raccontare una storia scava nella storia di chi legge. Chi ha vissuto un’esperienza simile avrà più volte la sensazione di star ripercorrendo eventi noti d’utente la lettura.
È straziante perché è vero ma allo stesso tempo delicato
Profile Image for Yolanda.
55 reviews5 followers
October 30, 2024
Divorato in tre giorni. L’avrei fatto in uno solo se non avessi doveri da portare a termine che mi tolgono tempo.

Un libro che spezza il cuore, soprattutto per chi ci è passato. Frasi sottolineate che avrei potuto scrivere io. Ritrovarsi, forse nel dolore più grande che si possa provare.

Grazie Erica, per aver condiviso forse la parte più intima di te e per avermi permesso di sentirmi un po’ meno sola. Ancora, dopo 15 lunghi ma brevissimi anni.

“Laurearmi senza mamma. Fare altri dischi senza mamma. Comprare le scarpe senza mamma. Guardare la nuova stagione di una serie tv senza mamma. Sposarmi senza mamma […].
Raccogliere la lavanda senza mamma. Piangere senza mamma. Il primo Natale senza mamma, il secondo, il quinto, l’ottavo. Roma senza mamma […].
Signora, anche sua madre ha avuto minacce d’aborto? Non lo so. Preeclampsia? Non lo so. Pressione alta? Sì, cioè a volte, non lo so. Familiarità con tumori? Sì.
Arredare casa senza mamma. Non fare più regali a mamma […].
Ridere senza mamma. Abituarsi, senza mamma.”
48 reviews1 follower
December 21, 2024
Erica Mou ha messo su carta le cose che ho provato.Toccante,profondo,straziante,doloroso ma anche delicato e leggero,dolce .
Ti strappa una lacrima ma ti strappa un sorriso e un ricordo come una carezza sul cuore.
Profile Image for Ramona.
75 reviews
November 19, 2024
Attraverso il dialogo con la madre, reso possibile grazie all’utilizzo di stralci di un diario tenuto durante la sua malattia, l’autrice si dona la possibilità di ricostruire la sua Lucia, Lusi, come la chiama lei, utilizzando non più solo la lente di figlia ma anche quella di futura madre. Nel racconto si dettaglia un lessico familiare fatto di nomignoli, litigi, tradizioni, pianti e risate. Con una scrittura delicata ed evocativa, questo piccolo racconto privato diventa universale nel suo tentativo di parlare della circolarità della vita, che è un susseguirsi di pieni e vuoti, di fini e di inizi.
Profile Image for Andrea Picariello.
69 reviews1 follower
July 13, 2025
«Chi era mia madre? Persino la prima persona che incontriamo quando arriviamo in questo mondo rimane un mistero fittissimo, come tutti. Mia madre mi ha fatto paura e mi ha fatto ri-dere, tanto di tutto e tutto insieme. Mi chiedo cos'altro sarebbe stata per me, se avessimo avuto più tempo.»

Scelgo questa porzione di testo, tra le pagine che lo accompagnano alla sua conclusione, per cominciare questa recensione. In “Una cosa per la quale mi odierai” Erica Mou riavvolge il nastro della sua esperienza di vita a stretto contatto con la morte, preceduta da un lento quanto graduale appassimento di sua madre, Lucia D’Ambrosio, strappata alla vita da un cancro. È proprio da qui che si parte, da questa parola così violenta preceduta da un avviso: “Erica, sto per dirti una cosa per la quale mi odierai”.
Comincia un calvario fatto di speranze che via via si dissolvono nel vento e tra le pagine di un diario, scritto dalla madre di Erica, che quest’ultima riaprirà anni dopo, concedendolo a questo libro, che s’alterna tra testi della madre e un racconto dettato da Mou che contestualizza quei nove mesi di sofferenza, con slanci di futuro e ritorni a un passato vissuto. Ricordi e testimonianze.

«Laurearmi senza mamma. Fare altri dischi senza mamma. Comprare le scarpe senza mamma. Guardare la nuova stagione di una serie tv senza mamma. Sposarmi senza mamma. Aprire l'armadio di casa di nonna e provare il suo vestito del matrimonio, scoprire che mi va alla perfezione, scoprirlo bello, scegliere di non indossarlo. Essere mamma
senza mamma.
Embry, avrei voluto farti capire da solo com'era tua nonna, vorrei che questo racconto non toccasse a me che un pỏ invento, che un po sbaglio, che un pỏ non mi ri-cordo, avresti capito tutto da solo, da sola.
Raccogliere la lavanda senza mamma. Piangere senza mamma. Il primo Natale senza mamma, il secondo, il quinto, l'ottavo. Roma senza mamma.»

Un libro colmo di dolore, sottile e lacerante, specialmente nelle pagine che raccontano l’ultimo “trimestre”. Un’opera che prende la sua forza dall’innata capacità di scrittura di Erica Mou, cantautrice che ho sempre profondamente stimato. Una forza nei contenuti che compensa in parte una certa precarietà nella forma: un flusso di ricordi e annotazioni che per buona parte del romanzo restituiscono un senso di slegamento tra gli appunti di Lucia e il racconto di Erica, in cui tanto spazio trovano anche passaggi relativi alla sua carriera musicale.
Ciò ferma il mio giudizio a tre stelle, mentre cinque piene sono dirette alla lirica della cantautrice e scrittrice, la cui penna resta incantevole.

«Lei non mi riconoscerebbe oggi, dieci anni fa ero un'altra vita, io invece la troverei identica perché questo fa la morte, appiana i dislivelli dell'incertezza, dipinge un quadro bizantino, toglie la dimensione della profondità, mette aureole sulle teste, eterna un'immagine che è coerente solo con se stessa e non con il resto del mondo. Ma non c'è coerenza se non si cambia, se guardi solo davanti a te sarà l'alfiere a mangiarti in diagonale, puntualmente.»

3/5
Profile Image for Giuliana.
9 reviews1 follower
May 5, 2025
📖 Titolo: "Una cosa per la quale mi odierai"
✒️ Autore: Erica Mou

L'incontro con l'autrice che di terrà a fine mese, presso il club di lettura della mia città, ha fatto sì che leggessi il primo romanzo di Erica Mou, una cantante che spesso si esibisce nelle trasmissioni italiane (ho cercato qualche video in rete e devo ammettere che ha una voce splendida).

Ebbene, questo è un libro autobiografico, un libro nel quale Erica racconta il momento in cui sua mamma, professoressa di matematica, rivela alla figlia di essere malata, cancro al colon, annunciando la notizia come appunto la cosa per la quale sua figlia, molto legata a lei, l'avrebbe odiata.

Inizia il calvario vissuto dalla mamma in primis e dal resto della famiglia, fratello e papà, sullo sfondo zii e nonne, la classica famiglia pugliese unita, piena di storie, di aneddoti del passato, di soprannomi, di eventi drammatici e buffi.

Erica prosegue intanto la sua vita, i concerti, il fidanzato, gli studi, mentre sua mamma annota su un diario la trafila delle visite mediche, analisi e cure, in un crescendo drammatico e inevitabile.

Erica Mou scrive SPLENDIDAMENTE!
Ho amato, adorato, il suo stile di scrittura, vivace, vero, fantasioso; scrivesse ancora e io continuerò a leggere tutto quello che scriverà.

Quello che penso del libro e le mie riflessioni personali le terrò per me, nel rispetto del tema affrontato e delle persone che lo hanno vissuto.
Profile Image for Ant.
39 reviews
January 31, 2026
-...io non lo sapevo allora che è questa l' unica cosa che conta, non avere guerre per le quali morire ma solo battaglie per cui vivere.

-Nascere e morire sono camere oscure, foto scattate dal satellite oltre l'atmosfera, in cui chissà se avevi gli occhi aperti o chiusi, non gliene frega niente a nessuno perché la bellezza in gioco è troppa e, soprattutto, non è la tua.

-Al silenzio non penso, il silenzio in questo momento della mia vita ancora non esiste. Se ti fermi, perdi. Il gioco è continuare ad andare, sempre.
Profile Image for Andrea Ti.
28 reviews
April 7, 2025
Semplice, diretto e onesto. L’ho trovato veramente molto bello.
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