Il monte Fuji è un simbolo del Giappone. Il suo grande cono assomiglia a un enorme ventaglio rovesciato e la neve che lo ricopre richiama il bianco loto, il fiore sacro del Buddha. Sin dai tempi remoti, i pellegrini risalgono il vulcano per rendere omaggio all’«altare supremo del sole».
Frederick Hadland Davis ci accompagna alla scoperta di questo luogo magico, la cui origine prodigiosa si perde nel mito. Andremo alla ricerca dell’elisir di eterna giovinezza che pare nascosto sulla montagna, e incontreremo la divinità che la abita. Ma il nostro viaggio non si fermerà qui. Da quella cima incantata discenderemo infatti negli abissi marini, dove il dio del mare ci riceverà nel suo meraviglioso palazzo.
In questo nuovo capitolo della serie Miti e leggende del Giappone, Hadland Davis celebra tutta la ricchezza di un immaginario collettivo, quello del Sol Levante, tra i più affascinanti e poetici al mondo.
Una breve raccolta di diverse storie popolari, leggende e miti giapponesi sui fiori e sugli alberi, che hanno il loro fulcro nel culto del giardino da parte dei giapponesi. Mentre per gli inglesi (e, in generale, per tutti i non giapponesi) la collocazione dei fiori e delle piante in un giardino è abbastanza casuale, è dettata da un entusiasmo momentaneo, non è così per i giapponesi, dove ogni fiore e ogni albero ha la sua precisa messa a dimora in un giardino. Infatti, mentre "per l’inglese il giardino non è che un hobby, mentre per i giapponesi è qualcosa di intrinsecamente associato al loro modo di vivere. È un culto antico al quale poeti e artisti danno espressione, un culto in cui l’emozione, la memoria e la religione fanno la loro parte."
Anche le rocce, in un giardino giapponese, hanno una precisa funzione. "Presso di noi, le rocce e le pietre interessano solo i geologi e i metallurgisti, che le considerano da un punto di vista esclusivamente scientifico. Ci sembra quasi incredibile che possano avere una valenza poetica. Ma per i giapponesi è proprio così. Il loro è essenzialmente un giardino paesaggistico."
Prendersi cura di un giardino in Giappone e la sua stessa realizzazione è un atto così pieno di significato che per un giapponese è un po' come fare poesia.
Tra gli alberi venerati dai giapponesi (ciliegi, pruni, salici, castagni, bonsai), ricordiamo il pino:
“E ora, mondo senza fine, Le braccia distese delle vergini danzanti Nelle vesti sacerdotali Cacciano le influenze malefiche; Le loro mani posate sul grembo accolgono la buona fortuna; L’inno di mille autunni Dispensa benedizioni alla gente, E il canto di diecimila anni Prolunga la vita del nostro sovrano. E nel frattempo La voce della brezza, Spirando tra i pini Che invecchiano insieme Ci regala gioia.”
Queste raccolte brevi aiutano a svuotare la mente, a pacificare l’anima e sono un toccasana per chi ha il blocco della lettura.
Non capisco perché la versione italiana sia solo una minima parte del testo originale: okay, il tema era le leggende sul mondo della botanica, ma allora rendilo una collana.
Io fin da piccola sono affascinata dalla cultura del Paese del Sol Levante e quando ne ho la possibilità cerco sempre di recuperare libri che trattano dei loro miti e leggende!
Quando ho visto questo titolo, edito Lindau, non potevo non leggerlo, ma prima vi dico due parole su Davis.
Frederick Hadland Davis era uno storico britannico che, come è successo per Lafcadio Hearn e Pierre Loti, si è innamorato della cultura giapponese talmente tanto da voler contribuire alla sua divulgazione. Parliamo di un autore che ha vissuto tra l’ottocento e il novecento.
Dei tre autori sopra citati, se sei un amante della cultura giapponese, sicuramente avrai sentito nominare più Lafcadio Hearn, personalmente non avevo letto nulla di Davis quindi questo è stato il mio primo approccio alla sua scrittura.
I miti e le leggende del Giappone è un piccolo volume che raccoglie una raccolta di leggende, la maggior parte si incentrano sulla figura della volpe (la Kitsune, la quale può avere sia una natura maligna e sia una benigna). Davis non racconta solo della volpe che, nello scenario delle leggende nipponiche è la figura più trattata non solo nei libri, ma anche nei manga e negli anime, ma si sofferma anche su altri esseri come la lepre, gli insetti, il tasso…
I racconti sono scritti in modo scorrevole, spesso accompagnati da delle illustrazioni semplici, ma di effetto. Ci sono delle note che aiutano a comprendere alcuni termini tipici giapponesi, altre approfondiscono dei dettagli o citano delle fonti. Insomma è un piccolo saggio sul folclore giapponese, una lettura che ho trovato interessante e soprattutto ho scoperto storie che non conoscevo.
Se siete amanti del genere vi consiglio questo breve volumetto che vi terrà compagnia con le sue enigmatiche e incredibili storie.
Estetica: una parola chiave, uno stile di vita che in Oriente viene esteso ad ogni aspetto della vita. L’applicazione canonica riservata all’arte rompe i confini e si estende alla cucina, alle cerimonie, all’arredo, fino a guidare persino la composizione armoniosa di un giardino. Emozione, memoria, spiritualità: sono diversi gli aspetti che concorrono a creare questi spazi verdi equilibrati nei colori e nella disposizione degli elementi. Il giardino giapponese è effige di un’antica tradizione, non certo un hobby come è invece spesso percepito nei paesi occidentali. Piante e fiori divengono non solo simboli di emozioni o condizioni umane, ma protagonisti di storie e leggende del folklore popolare. Capitoli brevi e incisivi si susseguono, lo sguardo via via si focalizza, passando dalla visuale inizialmente panoramica alla scoperta del dettaglio: aceri, pini, ciliegi, crisantemi, fiori di loto, peonie. Ognuno di essi porta con sé racconti magici: di tragici amori, di stoici monaci, di guerrieri, di principesse, di yōkai. Si narra che Kikuo, il fedele vassallo di Tsugaru, espresse la sua devozione verso il defunto padrone piantando crisantemi sul luogo della sua sepoltura e che questi gli apparvero come spiriti bambini; pare che la bella Shinge, morsa da un serpente presso il pozzo circondato da viole, venne salvata dalle arti mediche di Yoshisawa ma il loro amore non ebbe mai modo di sbocciare. Questi e molti altri brevi racconti rivelano come concetti quali devozione, rispetto, caducità, siano ben radicati nella sensibilità giapponese e di come vengano strettamente integrati nel loro rapporto con la natura...
Piccola raccolta di storie, leggende e poesie che raccontano l’armonia insita nella cultura giapponese con l’ambiente, in particolare i giardini. Molto interessante, colmo di nozioni e curiosità oltre che di illustrazioni d’epoca, è stata un’ottima lettura per rilassare la mente. Avrei preferito degli approfondimenti maggiori, ma come primo approccio non posso lamentarmi.
Frederick Hadland Davis, storico britannico innamorato della cultura nipponica, ci trasporta in questo mondo suggestivo e poetico dove gli elementi mitologici e fiabeschi si intrecciano con la spiritualità shintoista e buddhista.
La volpe è la protagonista indiscussa di queste narrazioni: a volte creatura maligna che assume le sembianze di un'incantevole fanciulla per stregare e distruggere gli uomini, altre volte è Inari, importante divinità shintoista generosa e pronta a esaudire le preghiere dei fedeli.
Ma accanto alla kitsune convive un intero universo di creature straordinarie.
Davis ci presenta gatti vampiro, magiche teiere che si trasformano in tassi, cani fedeli e coraggiosi, lucciole vendicative e bianche lepri che appaiono sulla superficie lunare. Ogni animale ha il proprio ruolo nel grande teatro della vita, capace di influenzare le sorti di principi e principesse, samurai e contadini.
La forza di questo volume sta nella capacità di rendere accessibile un patrimonio culturale ricchissimo senza banalizzarlo. La prosa di Davis è fluida e coinvolgente, riuscendo a catturare quella dimensione onirica tipica delle leggende orientali. Le storie si susseguono come piccole gemme, ognuna con la propria morale e il proprio fascino.
È un libro che parla a chi cerca l'incanto nelle piccole cose, a chi crede che dietro ogni angolo della natura si possa nascondere una storia meravigliosa. Un viaggio affascinante nella fauna misteriosa che popola l'immaginario del Paese del Sol Levante.
La raccolta è molto breve, ma offre una interessante panoramica sui miti e le leggende giapponesi riguardo i fiori e gli alberi. Penso sia una piacevole lettura che permette al lettore di avvicinarsi ai giardini giapponesi, comprendendo quanto la disposizione e la scelta degli elementi naturali siano studiate e legate a specifici motivi.
Libro molto breve, forse troppo, che parla del rapporto dei giapponesi con la natura, attraverso considerazioni dell'autore, leggende e poesie. Trasmette una piacevole sensazione, anche se evanescente.
Date da mangiare a un cane per tre giorni e si ricorderà della vostra gentilezza per tre anni; date da mangiare a un gatto per tre anni e si ricorderà della vostra gentilezza per tre giorni.