Qualunque sia la vostra opinione sull’argomento, questo libro propone un’indagine sorprendentemente minuziosa sui molti tentativi di rispondere alla classica domanda: “Dio esiste?”
Si parte da una sezione scientifica piuttosto densa: teorie sull’origine dell’universo, Big Bang sviscerato con precisione quasi chirurgica e le ultime scoperte sull’entropia, che ci ricordano con allegria che l’universo è destinato a morire.
Una volta archiviata l’idea romantica di un cosmo eterno, gli autori passano alle persecuzioni subite da cosmologi e fisici russi e tedeschi nella prima metà del XX secolo. Secondo loro, i regimi totalitari non potevano tollerare la nozione di un universo “creato”, perché implicava un Creatore, e questo avrebbe reso certe ideologie… improbabili.
Questo punto viene difeso con zelo missionario sebbene non sembri né logicamente necessario né una vera prova, ma per gli autori è la loro carta vincente a favore dell’esistenza divina.
Segue una sezione storica: l’esistenza di Cristo, la straordinaria persistenza del popolo ebraico e le curiose risonanze tra alcuni passi biblici e fenomeni cosmici, come se la Bibbia avesse sbirciato nel telescopio di Hubble.
Poi arriva il celebre miracolo di Fatima, analizzato con grande dovizia di particolari. Un evento che può anche essere accaduto, ma resta la domanda: perché una divinità onnipotente dovrebbe preferire far ballare il sole piuttosto che, per esempio, guarire tutti i bambini dal cancro? Misteri della regia divina.
La parte finale è una ricca rassegna filosofica con un’analisi delle principali obiezioni logiche all’esistenza di Dio. Il libro, che promette di convincere il lettore, riesce almeno a far vacillare qualche certezza sulle spiegazioni scientifiche più canoniche, che a volte sembrano sceneggiature di fantascienza raccontate con la serietà di un manuale universitario.
Tipo: “non c’era nulla, poi è esploso e ha creato tutto”.
Oppure: “organismi unicellulari, per ragioni misteriose, hanno deciso di evolversi in pesci e poi di fare una gita sulla terra, pur non avendo polmoni”.
O ancora: “la riproduzione asessuata era troppo semplice, quindi abbiamo inventato il sesso”. Geniale.
Anche ammettendo l’esistenza di Dio, resta comunque una domanda fastidiosa: i dinosauri. Che ruolo avevano nel grande disegno? Prologo? Prototipo? O un bozzetto particolarmente rumoroso?