Un libro che è sia un viaggio per svelare il proprio lavoro, sia nei luoghi della città: la scuola, l'ospedale, il carcere, il museo, la chiesa, la casa, l'ufficio.
Mario Cucinella, uno degli architetti e designer italiani di maggior fama internazionale, si racconta, descrivendo al contempo la sua idea di progetto. Un filo rosso che lega l'intera sua riflessione è quello della sostenibilità; le piante sono infatti una fondamentale fonte di ispirazione nel progettare, anche per la loro straordinaria capacità di adattamento. In questo Cucinella è un pioniere e sembra interpretare perfettamente lo spirito del nostro l'attenzione verso la natura e contro il consumo di risorse. Parlare di sostenibilità oggi significa parlare di empatia. È proprio l'empatia con i luoghi, con lo studio del clima e della materia che ci permette di adattare una forma alle condizioni che la circonderanno. In questo senso le sue opere sono un laboratorio di empatia con la natura.
Un lettura piacevole e interessante. L'autore spiega il suo percorso formativo, mettendo in risalto il fatto che l'architettura non è solo una questione di estetica, ma anche di integrazione con l'ambiente e il recupero di edifici esistenti. Mi ha colpito la sensibilità dell'uomo architetto.