Dopo la fine del primo conflitto mondiale, nelle campagne ferraresi esplode la rabbia di migliaia di braccianti, sfruttati da decenni nei lavori di bonifica delle valli infestate dalla malaria. I Callegari sono una famiglia di scariolanti e lavandaie che attraversano questo universo di miseria e idealismo, di acqua e terra, in cui sono le donne, prima tra tutte Ginisca, a cercare di cambiare il destino delle loro figlie. La provincia di Ferrara dopo la guerra si trova sotto il dominio incontrastato delle leghe rosse, poi viene travolta dalla reazione delle squadre di camicie nere ed è in questo clima di odio e violenza che si incontrano Tina e Lucia, figlie di un agrario fascista e di un capolega socialista. Una storia d’amore nella terra di Balbo, Matteotti e don Minzoni. Sorretto da una scrittura che affianca ai toni avvolgenti del realismo magico quelli precisi del racconto storico, questo romanzo corale, pieno di vitalismo e di personaggi indimenticabili, trascina i lettori, consegnandoci una storia a cui apparteniamo ancora.
Dario Franceschini è un politico e scrittore italiano, dal 22 febbraio 2014 Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo prima nel governo Renzi e poi riconfermato in carica nel governo Gentiloni.
Libro veloce su cui è stata costruito una storia tanto lunga quanto interessante con pochissimo spazio lasciato alle descrizioni dei luoghi e dei personaggi. Ma forse il bello è proprio nella sua brevità e scorrevolezza….
Una bellissima storia d'amore, delicata e pura, commovente. Un libro descrittivo, che racconta in maniera dettagliata il contesto sociale che divide Tina e Lucia, divise dalla politica, dalla storia ma unite da un amore dolce e genuino. La prima parte racconta la bonifica, le terre, i contadini. Racconta di paesi che conosco e che ho visto. Mi ha ricordato casa. Finale doloroso, dolce amaro per certi versi. Molto bella la figura delle donne, mi ha fatto riflettere molto. Donne che spesso non contavano ma che facevano la differenza, che sapevano, che credevano e lottavano per i propri ideali e diritti.
Le narrazioni così veloci e ed essenziali (o sbrigative?) non sono proprio nelle mie corde. Ho dovuto rileggere le prime 50 pagine circa, mi sembrava di non aver letto niente. Ma le pagine finali santo dio che bellezza che commozione che lacrimoni che delicatezza
Il libro che non ti aspetti, la storia che non ti aspetti, soprattutto il finale, bellissimo, che non ti aspetti, ma che è proprio il suo. Una bella lettura.
All'inizio, mi ha fatto ricordare 2 libri: il cerchio dell'acqua dato che parla di bonifica e il treno dei bambini dato che parla del trasferimento dei bambini in altre famigliea causa delle condizioni precarie.
Libro scorrevole, anche se all'inizio ha un po' di salti temporali bruschi.
Alcune frasi sono scritte in dialetto e non è sempre facile capirle.
La storia d'amore all'inizio sembra stonare con lo stile usato prima, ma poi si si integra ed è anche interessante.
Bellissima e interessante la descrizione del contesto storico.
Libro che mi ha toccato profondamente, racconta i luoghi della mia infanzia e me li riavvicina partendo da lontano, da un’epoca che non ho vissuto ma che viene descritta in maniera chiara e puntuale. La storia d’amore parte in modo semplice, dolce, furtivo, ma con l’inevitabile complicarsi della vicenda arriva a svelare un impatto che va oltre alle sue due protagoniste, tocca le donne della loro vita e rivela una solidarietà inaspettata e commovente. La storia di Tina e Lucia, e della Ferrara di un tempo, continuerà a farmi riflettere ancora a lungo.
Le vicende politiche e sociali del periodo che va prima della prima guerra mondiale fino al termine della seconda si intrecciano con la vicenda sentimentale di due donne . veramente toccante