Marina Visentin è nata a Novara, ma da quasi trent'anni vive e lavora a Milano. Giornalista, traduttrice, consulente editoriale, una laurea in filosofia e un lontano passato da copywriter in un'agenzia di pubblicità. Ha collaborato con varie testate nazionali, scrivendo di cinema e altro; attualmente si interessa di scrittura autobiografica, organizzando laboratori a Milano e dintorni. Ha pubblicato testi di critica cinematografica, saggi sulla storia del cinema, libri di filosofia e psicologia. Dopo la fiaba noir Biancaneve (Todaro Editore, 2010), La donna nella pioggia è il suo primo thriller psicologico.
Una storia che inizia il 21 dicembre giorno del solstizio d’inverno e termina il 24 dicembre, proprio i giorni in cui ho iniziato e finito di leggere il libro, ambientato a Milano. Strade e quartieri sono un po’ i protagonisti del libro che diventa un noir solo a tre quarti del libro. Si potrebbe definirlo un romanzo con qualche venatura noir. Si legge tutto d’un fiato anche se poi alla fine avresti voluto che fosse meno romanzo e più noir fin dall’inizio. Forse alla fine ti rendi conto che la vera protagonista è la paura e la violenza sottile che si insinua nei rapporti e che rimane lì fino a trasformarsi in qualcosa di insopportabile.