L'era della globalizzazione e della cooperazione internazionale è ormai da tempo in declino, un processo che negli ultimi anni ha subito una drammatica accelerazione. Da oltre un decennio, ci troviamo a fronteggiare una serie di crisi senza precedenti che stanno ridisegnando gli equilibri prima la crisi finanziaria, poi quella migratoria, seguite dalla pandemia, e infine le guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Di fronte a questa crescente incertezza, le nazioni tendono a ritirarsi in se stesse, un atteggiamento reso evidente dal ritorno dei populismi, dall'intensificarsi dei conflitti regionali e dalla crescente ostilità tra le potenze mondiali. Ci muoviamo in uno scenario internazionale di straordinaria complessità, dove cooperazione e competizione si intrecciano in modo inestricabile. In questo contesto, l'interdipendenza globale, fondata su un intricato sistema di interessi economici e commerciali, si rivela una lama a doppio da un lato, è fonte di prosperità e pace; dall'altro, genera insicurezza e tensioni crescenti. Allo stesso tempo, non esiste più una semplice dicotomia tra democrazia e il panorama politico odierno è fatto di mille sfumature di grigio, dove le certezze del passato cedono il passo a nuove, e spesso inquietanti, realtà. In questo libro, Nathalie Tocci ci conduce attraverso le fasi che hanno determinato la progressiva chiusura del mondo aperto al quale eravamo abituati. Attraverso una lucida analisi del passato recente, mette in risalto le profonde contraddizioni che caratterizzano il nostro tempo, invitandoci a riflettere sulle sfide che ci attendono e sulla necessità di imparare a convivere con la complessità del «perché se c'è una cosa certa è che il mondo entrerà sempre più nelle nostre vite, anche quando vorremmo tenerlo fuori».
In queste settimane ho letto La grande incertezza di Nathalie Tocci, politologa e direttrice dell’Istituto Affari Internazionali, uno dei principali think tank italiani di politica estera.
Da quel maledetto febbraio 2022 con l’invasione dell Russia all’Ucraina arriva fino al 2024 ma i fermi della nuova guerra erano gia piantati.
Il libro Spiega le radici dei conflitti, le fragilità dell’Europa, i nervi scoperti dell’ordine internazionale.
E lo fa con una chiarezza che oggi è merce rara. Preferisco chi analizza e lo fa per lavoro a chi cerca solo un consenso contrarian tipico della nostra società.
Se volete capire perché il mondo sembra sempre più instabile, è una lettura che consiglio.
Analisi molto seria, una specie di VOI SIETE QUI che però aiuta molto a comprendere. Considerando quello che passa per analisi in questo paese, su questi schermi, una bocca d'aria fresca.