“Le strade si ramificano in strade più piccole e in sentieri ancora più piccoli”, ha scritto Milan Kundera. “Per i sentieri vanno i boscaioli. Sulle strade ci sono panchine dalle quali si vede un paesaggio pieno di pecore e mucche al pascolo. È l’Europa, è il cuore dell’Europa, sono le Alpi.”
Daniele Zovi in questo libro si mette in cammino tracciando un itinerario che è anche interiore, alla scoperta di un mondo vicino e al tempo stesso lontano, simbolico e reale. Racconta gli erbari di Camillo Sbarbaro, lichenologo di fama internazionale oltre che dei veri e propri “campionari del mondo” perché, come scriveva, “far raccolta di piante è farla di luoghi”; e poi il passo del Monginevro, quello probabilmente attraversato da Annibale e i suoi elefanti; la luce del Monte Bianco descritta da Goethe; la comunità walser a Macugnaga; le sculture di Marco leoni, aquile, draghi costruiti con i resti dei boschi devastati dalla tempesta Vaia. Osserva la natura, ascolta gli animali, scopre il silenzio, immagina le vite degli quello che racconta è un percorso sentimentale e conoscitivo che appare inesauribile.
Daniele Zovi, scrittore e divulgatore, esperto di foreste e di animali selvatici, è nato a Roana (Vicenza) nel 1952.
Dopo la laurea in Scienze forestali conseguita all’Università di Padova nel 1975, è entrato nel Corpo Forestale dello Stato, dove ha esercitato le funzioni di Capo del Distretto di Asiago, di Comandante provinciale di Vicenza e di Comandante interregionale di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.
È andato in pensione nel 2017 (dopo l’assorbimento del CFS) come generale di brigata dell’Arma dei Carabinieri. Dal 2011 al 2014 è stato membro della Commissione scientifica CITES presso il Ministero dell’Ambiente.
Ha redatto il Piano naturalistico della Val d’Assa e il piano di riassetto delle proprietà silvo-pastorali di Asiago, Conco e Lusiana.
È membro dell’Accademia Olimpica di Vicenza e dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali di Firenze.
Ha tenuto conferenze su temi ecologici in molte scuole e università, al Museo Zoologico di Roma, al Museo di Storia Naturale di Venezia, al Museo di Storia Naturale di Calci (Università di Pisa) e all’Expo di Milano.
Ha scritto i seguenti libri: “Storia di Dino e altri orsi”, “Lupi e uomini. Il grande predatore è tornato”, “La grande foresta. Storia dei boschi dell’Altopiano di Asiago”, “Alberi Sapienti Antiche Foreste”, “Italia Selvatica”, “Ale e Rovere”.
Nel mese di ottobre del 2020 esce il libro “Autobiografia della Neve”.
Ha pubblicato numerosi articoli su riviste scientifiche e ha realizzato alcuni documentari storico-naturalistici.
Ancora prima di iniziare a leggere ho subito il fascino della copertina. Fin dall'ingresso in libreria l'ho seguito con gli occhi quel "Sulle Alpi" ben leggibile incorniciato al delicato acquarello. Mi sono avvicinato ed è apparso quel sottotitolo "un viaggio sentimentale". Non conoscevo l'autore ma mi sono detto: sicuramente chi ha confezionato questa copertina avrà rispettato lo spirito di chi scrive. In più, probabilmente, l'acquarellista sarà un amico. Tutto questo per arrivare ai dodici capitoli di questa opera letteraria che contengono la passione di una vita dedicata alla protezione dell'ambiente montano. Adesso so chi è l'autore, quale la sua formazione e quale è stato il suo lavoro. Fra le pagine, emergeva sempre di più qualcosa di famigliare. Adesso ne conoscono la ragione. Non è solo la passione per la montagna, che già sarebbe più che sufficiente. Era la figura del nonno, anche lui del CFS. Nonno Giovanni mi avvicinò alla natura, ai suoi delicati equilibri e, non ultima, all'umiltà necessaria per salire una vetta e al saper rinunciare quando necessario. Ringrazio l'autore per l'emozione avuta leggendo. Consiglio caldamente, buona lettura e buone escursioni.
Sembra di vivere in prima persona le emozioni di cammini montani. Oltre a fare rivivere i ricordi delle proprie esperienze di cammino seppur limitate rispetto a quelle dell'autore.
"Scrivere di cammino è augurarsi che ciascuno di noi scelga di spostarsi nel modo più semplice e pulito possibile, lasciando solo segni leggeri, perché tutto ciò che sporca e stravolge la natura sporca e stravolge anche la nostra esistenza."
Una lettura molto carina e leggera, né più né meno.
Il libro si caratterizza per l'ottima capacità descrittiva dell'autore dalla quale traspare il suo amore per la montagna e la natura. Si tratta di singoli racconti ed aneddoti che hanno come filo conduttore le Alpi (dalle Marittime alle Giulie). Utile come guida turistica romanzata.