"Era questo il fascino degli aeroporti, e per questo a lui piaceva stare lì, uomo dei carrelli, unico uomo statico in un posto in cui tutti si muovevano. Lui era lì, ad osservare, capire, guardare, dal grande occhio del terminale, e a provare a immaginare le storie di ogni passeggero e i motivi del suo viaggiare. Del suo partire, del suo tornare."
Martino, Irene, Davide, Ginevra e Valerio formano una di quelle compagnie di amici inseparabili, il cui legame sembra destinato a durare per sempre. Eppure, un giorno Martino decide di partire per l'Erasmus. E tutto quello che teneva insieme il gruppo finisce lentamente ma inesorabilmente per spezzarsi. Dopo l'università, i vecchi amici si ritrovano a fare lavori diversi da quelli che speravano, incrociano le proprie storie con quelle di nuove persone, ma continuano a provare nostalgia verso un passato che non potrà mai tornare. Il destino sembra però progressivamente ricreare una serie di collegamenti tra loro; e se i ragazzi si incontrassero di nuovo? Aeroporti ci racconta i sogni e le aspirazioni di un gruppo di ventenni e i compromessi che devono accettare, ci descrive come le persone crescendo cambiano, perdono di vista quello che un tempo era per loro più prezioso ma non dimenticano mai davvero i loro compagni di strada.
Consigliatissimo libro della scrittrice esordiene Elena Chiara Mitrani. Storie di un gruppo di amici che da adolescenti si ritrovano ad affrontare la vita adulta da soli, tra scelte sbagliate, viaggi, speranze, attese disattese, illusioni e l'impatto con una realtà molto diversa da quella che si immaginavano. Scorrevole, scritto molto bene, si legge con piacere, ti fa pensare, ragionare ed immedesimare con i pensieri, le emozioni e le situazioni di questi personaggi che potrebbero essere tranquillamente i nostri amici o noi stessi alle prese con la crescita personale e catapultati nell'età adulta. Mi aspetto molto da questa nuova autrice e non posso fare altro che dire: "Continua così, ben fatto!"
Il libro è scritto molto bene, con uno stile semplice e scorrevole che porta a leggere quest’opera in poche ore, senza sentirsi annoiati o aver bisogno di pause riflessive. Più pagine si mettono alle spalle, più si vuole sapere cosa riserva ai protagonisti il futuro e se riusciranno a superare tutte le incertezze che li accompagnano nei loro viaggi di vita. Quello che principalmente mi ha impedito di dare un voto più alto a questo titolo è il sottile pessimismo che mi è sembrato permeasse tutte le pagine e che non è propriamente nelle mie corde.
Il romanzo si sviluppa come un contrappunto tra fasi diverse della vita, amici che si perdono e (forse) si ritrovano, amori che nascono e (non) crescono, luoghi che si rincorrono e lasciano il loro segno indelebile. La nostalgia per quello che fu e che non sarà più aleggia in ogni pagina, scritta con maestria e leggerezza. Un esordio davvero pregevole per la giovane autrice. Non resta che attendere il prossimo!