«Degenderizzare la società non significa che ognunǝ di noi non possa avere la sua identità di genere unica tra le molteplici che possono esistere. Penso però che non dovremmo vivere secondo un apparato ideologico – e di conseguenza anche burocratico – che ci genderizza in un sistema binario di controllo e di repressione della non-norma, obbligandoci a rispondere di continuo alla domanda “sei maschio o femmina?” per accedere a qualsiasi servizio essenziale».
Isa Borrelli in questo volume compie un'operazione fondamentale: a partire dalla propria esperienza personale, e moltiplicando esponenzialmente le voci, parla di genere, della necessità di decostruirlo al fine di creare una società degenderizzata – che non vuol dire neutra e che non cancella in alcun modo le singole identità, ma piuttosto ne esalta le caratteristiche peculiari.
In termini chiari, senza per questo risultare banalizzante, affronta una serie di questioni centrali e di grande importanza, la cui presenza nel discorso pubblico è ancora, purtroppo, limitata o sminuita.
È un testo adattissimo, per me, anche a chiunque non abbia familiarità con un certo linguaggio e/o con queste tematiche. Ne servirebbero altri, di testi così.
Grazie Isa Borrelli, grazie davvero.