L'omicidio di un personaggio imbarazzante semina il panico nella Roma che conta. Il caso va risolto senza fare sconti ma con tatto, per evitare strumentalizzazioni. Quella vecchia volpe del procuratore non ha nessuno meglio del Pm Manrico Spinori, aristocratico capitolino con la passione della lirica, può riuscirci.
Il Mago Narouz, al secolo Capomagli Giuseppe, viene trovato morto nella sua casa di Trastevere. L'uomo vendeva filtri d'amore, numeri vincenti e consigli a una selezionatissima, fedele clientela di gente dello spettacolo e politici. Incaricato delle indagini, Manrico Spinori ha come l'impressione di girare a vuoto, e talvolta perfino di essere manipolato. Poi, proprio quando la situazione pare sul punto di sfuggirgli di mano, un suggerimento inaspettato gli permette di tirare i fili dell'ingarbugliata matassa. A rimanere un groviglio, in compenso, sono le vite private di Manrico e dei membri della sua squadra, interamente composta da donne. Soprattutto quella dell'ispettora Deborah Cianchetti, elemento dal pessimo carattere eppure utilissimo se invece del fascino e del savoir-faire occorrono metodi piú spicci.
Giancarlo De Cataldo è Giudice di Corte d'Assise a Roma, città nella quale vive dal 1973. Scrittore, traduttore, autore di testi teatrali e sceneggiature televisive, ha pubblicato come autore diversi libri, per lo più di genere giallo. Collabora con «La Gazzetta del Mezzogiorno», «Il Messaggero», «Il Nuovo», «Paese Sera» e «Hot!». Il suo libro più significativo è Romanzo criminale (2002), dal quale è stato tratto un film, diretto da Michele Placido, e una serie televisiva, diretta da Stefano Sollima. Nel giugno del 2007 è uscito nelle librerie Nelle mani giuste, ideale seguito di Romanzo criminale, ambientato negli anni '90, dal periodo delle stragi del '93, a Mani Pulite e alla fine della cosiddetta Prima Repubblica. I due libri hanno alcuni personaggi in comune come il Commissario Nicola Scialoja e l'amante, ex prostituta, Patrizia. Ha scritto la prefazione per l'antologia noir La legge dei figli della Casa Editrice Meridiano Zero, e ha curato l'introduzione al romanzo Omicidi a margine di qualcosa di magico, scritto da Gino Saladini, edito da Gangemi. Nel 2006 cura per la Rai il progetto "Crimini", una serie tv scritta da grandi autori italiani, chiamati a trasporre in film di 100 minuti l’estrema diversità, e il fascino, delle realtà locali italiane. Nel 2010 va in onda una seconda serie e il primo episodio è "La doppia vita di Natalia Blum" di Gianrico Carofiglio girato a Bari con Emilio Solfrizzi. Giancarlo De Cataldo dichiara in merito: "è più facile spiegare le contraddizioni di un paese attraverso il giallo che la storia d’amore". Del 2010 è "I Traditori", romanzo ambientato durante il Risorgimento italiano.
“Sa, quando ho cominciato a frequentare Narouz, lui mi ha spiegato che i maghi servono anche a difenderti dai cattivi maghi. Cioè, qualcuno ti fa una fattura, e il mago gliela ritorce contro. Si chiama «colpo di ritorno». In fondo, quello che ho fatto io è stato difendermi, gli ho recapitato il mio «colpo di ritorno»… a tutti e due… e poi, sa, dottore, quella sera mi sono anche ripresa un po’ di quel che era mio. I soldi, voglio dire. Quelli che ho preso al mago. Li ho puntati tutti sul 18 e ho vinto. Mai vista una fortuna simile!”
Forse la storia che, so far, mi è piaciuta maggiormente. Come sempre il protagonista vagola qua e là e il dettaglio importante, che fa capire chi sia il colpevole, arriva per caso :)
Giancarlo De Cataldo, magistrato e scrittore, conosce bene il mondo della giustizia e della politica, e lo racconta con ironia e realismo. Lo stile è fluido e coinvolgente, capace di creare attesa. Il suo protagonista, Manrico Spinori, è un personaggio originale e affascinante, che si muove tra le contraddizioni della società contemporanea con eleganza e intelligenza. Spinori è un cultore dell’opera lirica, che usa come chiave di lettura dei casi che deve affrontare. Ogni romanzo della serie è infatti ispirato a un’opera diversa, che ne influenza il tono e la struttura.
Mi piacciono molto le avventure di Spinori, ma la trama di quest’ultimo romanzo non mi ha appassionato molto. Anche la prova decisiva che risolve il caso probabilmente nella realtà non avrebbe contato nulla ed il colpevole sarebbe a piede libero.
Volume "riempitivo" all'interno di una serie che mi sembra mancare un po' di mordente; come molte altre serie analoghe italiane, mi sembra che l'aspetto più "giallo" passi in secondo piano mentre dovremmo, nelle intenzioni dell'autore, appassionarci ai personaggi. Purtroppo il contino Manrico, nobile, colto, belloccio, ecc. ecc., è veramente evanescente, tanto che le comprimarie femminili gli rubano decisamente la scena.
Libretto veloce da leggere, godibile, forse un po' troppe citazioni erudite e, magari esagerando un poco, "product placement"; ad un certo punto, ho pensato che girando pagina ci avrei trovato "attenzione annunci promozionali", talmente tanti prodotti commerciali vengono citati dal personaggio principale.
Bella storia, molto reale nella parte relativa alle relazioni tra politica e magistratura, un po’ meno per quello che riguarda la risoluzione del caso e le coincidenze un po’ improvvisate. Mi piace comunque Spinori, il suo approccio alla vita e al lavoro. Proseguirò di certo nel leggere le prossime avventure di questo PM melomane!
L'omicidio di un personaggio imbarazzante semina il panico nella Roma che conta. Il caso va risolto senza fare sconti ma con tatto, per evitare strumentalizzazioni.
Quella vecchia volpe del procuratore non ha dubbi: nessuno meglio del Pm Manrico Spinori, aristocratico capitolino con la passione della lirica, può riuscirci
Temi:
AMORE, INVESTIGAZIONE, SPETTACOLO, SETTE
Voto: 4⭐/5
Commento:
C'è una cosa di questo romanzo che urta lo Sheldon Cooper che è in me 🤯 il fatto che di tutti i sei libri della serie questo sia l'unico che raffiguri il PM di fronte anziché di spalle 😶
Questa piccola "deviazione" (ma è una fissa mia 🤣) si sarà riflettuta anche nel contenuto?
Il caso descritto in questo romanzo affronta dei temi che non apprezzo particolarmente, come la "magia" (sottotesto: truffe alla Wanna Marchi) e sette pseudo religiose.
Oggettivamente però si tratta di un'indagine molto interessante e con un buon effetto sorpresa quando si rivela l'identità dell'omicida.
Questa volta ci viene mostrato un PM sempre più umano nei suoi dubbi e debolezze, mai fragile ma un po' sottotono tanto da aver bisogno di una notevole spinta esterna per risolvere il caso.