Recensione pubblicata nel blog Crispi's Books
Buongiorno amiche lettrici!
Oggi desidero parlarvi di un Mafia Romance nel quale il tormento, l’inquietudine e il pericolo diventano una costante, mentre gli alti e bassi dettano l’evolversi della storia, che si perde tra i nostalgici e dolci ricordi del passato e l’inevitabilità crudele del presente, fatto di ritorni, abbandoni, rifiuti e segreti. La vendetta, il rancore, la gelosia e l'orgoglio impongono il ritmo del racconto che si trascina in una sorta di inferno, quello in cui si perdono Damiano e Ludovica, incapaci di trovare un punto d’incontro a metà strada, a causa di ciò che provano l’uno per l’altra, un amore che scivola nell’odio e viceversa, in un’eterna altalena a tratti snervante, mentre i loro cuori e le loro anime non hanno mai smesso di cercarsi. Una storia magnifica ma altrettanto crudele ambientata in Sicilia, tra i colori, i profumi e i sapori di una terra unica per la sua bellezza e per i suoi contrasti. Un’isola baciata dal sole, accarezzata dalle onde del mare che voluttuosamente la circondano, ma incendiata dal fuoco che scorre come sangue nelle sue vene, lava incandescente che striscia nelle viscere e ribolle minacciosa, pronta a emergere dalle profondità, famelica, spietata e distruttiva, per trovare espressione all’esterno, attraverso la bocca dell’Etna.
«Passare la vita a dare retta a chi ti vuole spiegare il mondo è da perdenti. Il mondo è di chi se lo prende e tu sei un Greco, non uno qualsiasi.» Mastico le parole che mio padre mi diceva sempre sollevando il mento. L’orgoglio mi fluisce nelle vene assieme alla rinfrancante sensazione di potenza.
Ed è così che appare Damiano, il temibile e ombroso protagonista di “Flame of Sine”, simile a un vulcano sempre pronto a eruttare la sua rabbia, la sua pericolosità e la sua spietatezza. Un uomo di potere, addestrato al controllo ed educato fin da bambino, per quello che sarebbe stato il suo ruolo una volta diventato adulto. Erede di Don Rosario Greco e di Donna Agata, ma anche figlio della sua terra e delle sue tradizioni, del suo dialetto e degli usi e costumi del luogo in cui è nato, soprattutto dell’ambiente mafioso, al quale appartiene per nascita e per destino. In questo contesto criminale, caratterizzato da una cultura retrograda e maschilista, Damiano riceve dal padre un'eredità difficile da gestire, fatta di quotidiana severità, nella quale la pietà è sintomo di debolezza, così come lo è, il lasciarsi sopraffare dall’emozione e dai sentimenti che devono essere tenuti a freno, per salvare la pelle. Ma nonostante quello che lo circonda, in un mondo fatto di regole, gerarchie e consuetudini, per certi aspetti lui si salva, perché gli vengono insegnati anche valori importanti, come il rispetto per le donne e per i bambini, verso i quali il genitore stesso, ha sempre avuto un occhio di riguardo. E Ludovica se lo ricorda bene, quando da bambina, trovava rifugio e affetto tra le braccia di zio Rosario, molto di più di quello che invece riceveva dal padre, il capostipite di una delle famiglie affiliate ai Greco. Ma adesso i tempi sono diversi e le cose sono cambiate. Ora Damiano e Ludovica sono diventati adulti e la realtà non ammette sconti, neppure a fronte di una infanzia e un passato in comune.
"La sua testa appoggiata sulle mie gambe, i suoi capelli attorcigliati alle mie dita, Vito che suonava l’armonica. Le stelle. I tramonti."
Damiano, Vito e Ludovica sono cresciuti insieme. Estate dopo estate il fulcro del loro mondo è stata Villa Brigida, la lussuosa dimora dei Greco. Trascorrono le giornate a giocare, tra scherzi, provocazioni, scommesse e risate. Le estati a Erice sono le più belle e spensierate della loro vita, con i pomeriggi al mare, escursioni nelle baie dalla sabbia dorata e le serate alle feste di paese. Ma ben presto tra Ludovica e Damiano arrivati all’adolescenza, sboccia un sentimento talmente potente che seppur in erba, li obbliga a regalarsi a vicenda un momento importante che segnerà l’inizio di tutto, ma anche il primo passo verso la loro condanna! L’inferno prende forma quando Damiano, al suo diciottesimo compleanno, diventa un uomo d’onore e presta il suo giuramento. E’ solo un ragazzino fagocitato in un mondo di belve e a farne le spese è il loro amore. Un fatto importante decide le sorti di Ludovica, costretta a seguire la famiglia a New York, ma alla base del loro distacco e della fine del loro rapporto appena nato, esiste un mistero che diventa il fulcro dell’intero romanzo, tanto da decretare l’inizio di un odio profondo e di una guerra crudele, spietata e dolorosa che non risparmia niente e nessuno, ma soprattutto il loro cuore.
"Mi ha baciato senza che me lo aspettassi, quella notte. Al buio. Con il profumo del mare a confondere ogni certezza. Le sue mani sul mio collo, le sue labbra sulle mie in un modo così tremendamente normale da essere quasi giusto. "
Dieci anni dopo, i ragazzini innamorati di quel passato lontano, alle prese con il loro primo amore, sono costretti a ritrovarsi e a vivere sotto lo stesso tetto, quello di Villa Nyx a Erice, la lussureggiante abitazione di Damiano, ora diventato un temibile boss, a capo delle famiglie della Sicilia occidentale, padrone di New York e di Los Angeles, nonché Capostipite di una delle quattro famiglie più potenti di Cosa Nostra. Non sarà facile la convivenza tra due persone che si odiano e al tempo stesso si amano, così profondamente legati, da essere perennemente in bilico e a un passo dal baratro, dove vince chi in realtà perde, anche se nessuno dei due vuole cedere di fronte a ciò che il loro cuore urla e la loro anima piange. All’apparenza sembrano diventati impermeabili l’uno all’altra, insofferenti e indifferenti, ma in realtà sono perseguitati da un’attrazione famelica e da una fame atavica, al servizio di un sentimento mai sopito e che continua a sanguinare.
"Zio è morto. Esiste solo un Greco adesso, l’unico uomo sulla faccia della terra che ucc*derei con le mie stesse mani: Damiano."
Ma Damiano e Vi sono diventati sordi e ciechi, trasfigurati a tal punto da essersi trasformati in due fiere impavide, riottose e selvagge. Due belve feroci ed efferate, che si sfidano con la stessa crudeltà con la quale si desiderano. Non si vedono e non si sentono, non si vogliono leggere dentro, ma quando lo fanno non ci credono, troppo chiusi in se stessi e nelle rispettive convinzioni, persi l’una nell’altro e viceversa, mentre si assaggiano e si disprezzano, si mordono e si leccano, si ucc*dono e si respirano e nel contempo, nascono e muoiono sconfitti e vincenti, in un roboante tripudio di emozioni contrastanti, che li induce loro malgrado, a rotolare in una melma fatta di amore tradito e di un rimpianto che non dà loro pace. Sono giornate e settimane che scorrono in moto infinito e perpetuo, segnato da un’alternanza di estasi e tenebre, speranze e vendette, desideri e dolore, mentre i sensi fanno male, e tra loro è in corso una lotta al massacro.
"Come ho potuto immaginare che questo mio cuore ammaccato non sobbalzasse al solo sentire il nome dell’uomo che più di tutti mi ha ferita a morte?"
Un romance in puro stile Hate to Love, nel quale esiste una forte componente di “sicilianità” con atmosfere che brillano rendendo ogni momento ancora più vero e spettacolare. Ho molto apprezzato i salti temporali che mi hanno permesso di conoscere la versione "ragazzino" di Damiano e Ludovica, così come ho gradito l’elemento “Mafia” che sa prendere il proprio spazio per dare il via a una seconda traccia, che si sviluppa attraverso un reticolo di alleanze pericolose, tradimenti e minacce, che prendono sempre più consistenza all’interno del racconto. Il mistero legato all’odio reciproco che caratterizza il rapporto tra Ludovica e Damiano è onnipresente. Anche se viene svelato lungo il percorso narrativo, deve fare i conti con la testardaggine, l’orgoglio e la gelosia difetti che appartengono a entrambi i protagonisti, che mai paghi, troveranno il sistema di complicare continuamente la situazione, mentre sono costretti a fare i conti con i rispettivi ruoli all’interno di Cosa Nostra. Diversi sono i personaggi che affiancano Damiano e Vi, in questo romanzo stand alone, protagonisti di precedenti pubblicazioni, che ora voglio assolutamente recuperare!
"Ma dentro urlo. Grido. E vorrei tornare indietro a quella notte. E vorrei tornare indietro da lei, adesso, afferrarla per la vita, e dirle che quel posto sicuro che lei tempo fa aveva scorto in me c’è ancora e che c’è sempre stato, tuttavia continuo a camminare impassibile. Fermo nella mia ragione."
Lo stile narrativo di Laura Pellegrini è come sempre magnifico, perfetto nel sapersi modulare in base alle varie sfaccettature della storia, risultando asciutto, essenziale, senza fronzoli e diretto, ma altrettanto poetico, avvolgente e immersivo, quanto ipnotico e corrosivo, nel raccontare l’intensità delle emozioni che attanagliano i suoi protagonisti, ottimamente delineati attraverso le rispettive caratteristiche, così ricche di paradossi, di vette e strapiombi, dubbi e certezze. Sono entrambi forti ma altrettanto deboli, esposti e nudi di fronte a una verità che non vogliono accettare. Damiano è inquietante, padrone di se stesso e della propria vita, alle prese con Ludovica, battagliera e indomabile, ma altrettanto ingenua e impreparata, soprattutto nell'affrontare le prove crudeli e astute che l’attendono, nello scontrarsi con chi convive con un terremoto dentro. Lei è la miccia che sa accendere il fuoco nelle vene di un uomo che ha fatto del suo ruolo la sua ragione di vita, in uno scontro che fa tremare le fondamenta e ruggire i sensi. Un’attenzione e una capacità diabolica da parte dell’autrice nel tenerci in sospeso, attraverso un sali e scendi emotivo che sembra non finire mai. Sono stata costretta a vivere in simbiosi con i suoi protagonisti, a non mollare la lettura se non arrivata alla fine (ore 4.30 del mattino... sigh!). Testardi e orgogliosi, vittime e carnefici, non vogliono cedere né piegarsi, tanto che arrivati sul punto di collassare e darci tregua, sono pronti a ricominciare da capo, per tornare a lottare! Ammetto di essere stata logorata da un Damiano che sa trasformarsi in un vero demone, e da una Ludovica, che ahimè, è talmente cocciuta da diventare incapace di dimenticare il passato per godere del presente.
"Sono sua, irrimediabilmente sua, perdutamente sua, ma la cosa che mi atterrisce e allo stesso tempo che mi eccita ancora di più è la consapevolezza di esserlo sempre stata. "
Ma in ogni caso, qualsiasi sia il livello della vostra sopportazione, l’autrice è spettacolare nel saper trovare le parole giuste per far arrivare tutto il concentrato di contrasti ed emozioni a noi lettrici, soggiogate dall’inizio alla fine, da questo amore tanto travagliato, sofferto, peccaminoso e intenso, ma altrettanto puro, infinito, bellissimo e travolgente. Una sola parola: Leggetelo! Buona lettura e alla prossima!
Recensione a cura di Cristina Pisano
Ringrazio l’autrice per la copia ARC