È natale e cercherò di essere gentile: l'idea è buona, l'esecuzione è pessima.
Questo libro è scritto veramente male, peggio di un film di Natale di serie Z, e no, per una volta non è colpa della traduzione.
Siamo nella testa della protagonista, con la mia tanto odiata prima persona singolare. La protagonista si ritrova a vivere esperienze sovrannaturali, e anziché trovarci con pagine e pagine di pensieri e, probabilmente, paranoie riguardo a tutto ciò che sta succedendo lei non fa una piega, anzi. L'autrice sceglie di raccontarci le giornate seguenti a questi eventi in tre, quattro righe sbrigative per poi far vivere alla nostra protagonista un'altra esperienza paranormale e così ad oltranza per 300 pagine.
Il punto di scrivere in prima persona è proprio quello di fare entrare il lettore in contatto con il pensiero e l'emotività del personaggio principale, che senso ha fare questa scelta se poi decidiamo di utilizzare il metodo "film di serie Z" di passare da una scena all'altra senza pensarci due volte e dedicare un briciolo di spazio alle sensazioni che sta provando la protagonista in quel momento?
Le storie in sé, tra l'altro, sono veramente insulse. Non trasmettono praticamente niente, l'autrice passa più tempo a descrivere l'arredamento che a dare spessore a ciò che succede ai personaggi. È una serie infinita di un "tell while showing", che non so se esiste e in caso l'ho appena coniato, via: c'è una scena, la osserviamo, la scena di per sé non dice niente, e poi la persona che sta raccontando/mostrando la scena fa lo spiegone di tutto il contorno, altrimenti la scena che vedi non ha alcun significato.
Anche lì, le cose raccontate sarebbero anche importanti, ma vengono talmente tanto striminzite in due righe che alla fine non hanno alcuna importanza. Vengono buttate lì cose che sono davvero importanti con frasi tipo "ah sì la mia antenata ha inventato il teletrasporto, ora andiamo a prendere il tè". Ok, sister.
Per non parlare dei dialoghi, vuoti e vani. Anche in questo caso ci sono quintali di frasi fatte e situazioni trattate veramente malissimo, cose serie che andrebbero discusse anche per ore e con un certo tatto buttate lì come se nulla fosse.
Last but not least: non so se è stata una mia impressione, ma per tutto il libro sono disseminate frasi un po' strane, che mi hanno anche messa a disagio. Ad esempio, lo zio della Regina Elisabetta viene spesso guardato con grande ammirazione per essersi sposato per amore. Sì certo, tutto molto bello, però possiamo non parlare in questi termini di un uomo che appoggiava, insieme alla sua amata moglie, l'ideologia Nazista che in quegli anni si stava spandendo a macchia d'olio?
C'è anche una parte in cui si lascia intendere che la protagonista avrebbe dovuto capire solo "guardando" un personaggio che questo fosse gay. ???? Sono confusa.
Non mi impelagherò sul discorso del pesante classismo sempre presente, perché per quello posso almeno usare la scusa che le persone che parlano hanno duecento anni in due quindi immagino sia più scusabile.
Non lo so Rick, mi pare una ciofeca.