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Personazhi i Norës lindi nga magjepsja e përçuar prej portretit Vocërrakja nga Emilio Longoni, një piktor divizionist që më vonë do të cilësohej si mbrojtës i anarkistëve dhe që Montemurro e shndërroi në një personazh kyç të romanit. Një histori prekëse miqësish dhe dashurish shpaloset ndërsa, në një Milano të varfër të tronditur nga trazirat popullore, Nora do të organizojë grevën e parë femërore të të miturve, Vocërrakeve fëmijë dhe adoleshente të shfrytëzuar në botën e rrobaqepësive, të modisteve dhe tekstileve.

Në moshën pesëvjeçare, në vitin 1890, Nora u portretizua nga piktori Emilio Longoni. Piktura do të bëhej më vonë po aq e famshme sa Oratori i grevës. Bëhet fjalë për Vocërraken, një term dialektik shumë i përdorur në Milanon e asaj kohe.

Vocërraket, vajza të vogla nga mosha pesë deri në shtatëmbëdhjetë vjeç, kryenin punë nga më të ndryshmet, si atë të modisteve, çirakeve të rrobaqepësive dhe korriereve që shpërndanin veshjet në fabrikat e tekstilit. Ato shfrytëzoheshin, paguheshin pak, si pothuajse të gjithë ata që u përkisnin kategorive të ulëta të kohës.

Nora rritet pa dashuri, në një familje punëtore. Babai vdiq gjatë protestës së bukës, para topave të Bava Beccaris. Pak vite më vonë, vetë Nora, ende adoleshente, do të drejtojë grevën e parë femërore të të miturave, pikërisht vocërrakeve. Në të marrin pjesë vogëlushe dhe adoleshente ende të parritura. Për dhjetë ditë të gjata, periudhë në të cilën shpaloset historia e romanit, ato ecin rrugëve të Milanos, duke brohoritur himnin e punëtorëve dhe duke ngacmuar grevëthyeset.

Por historia e Norës ka një anë dukshëm më personale dhe sentimentale. Miqësitë, rivalitetet, tradhtitë, dashuria e parë, dhuna ndaj grave dhe të miturave bashkohen brenda një historie edukimi femëror. Skena është një Milano befasuese: i varfër, popullor, vital, i zemëruar, në fermentim.

192 pages, Paperback

First published October 4, 2023

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Silvia Montemurro

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Profile Image for Orsodimondo.
2,465 reviews2,441 followers
July 2, 2024
SEBBEN CHE SIAMO DONNE, PAURA NON ABBIAMO


Lo schizzo di Emilio Longoni di cui si parla a pag. 134, che Emilio Longoni regala a Nora sedicenne, e raffigura Nora bambina.

Verrebbe da dire, tra Dickens e De Amicis. Senonché io non sono un fan né dell’uno né tanto meno dell’altro, per cui lascio perdere similitudini, paralleli, derivazioni, debiti e quant’altro.
Piscinine è come venivano chiamate le bambine che andavano a servizio di operaie e lavoranti: datrici di lavoro che faticavano a mettere insieme il pranzo con la cena, e che trattavano le loro dipendenti, bambine dai cinque/sei anni in su, come ‘servette’ e fattorine invece che vere apprendiste. Il tutto a una paga da miseria, senza straordinari ovviamente, né alcuna altra tutela.
Per esempio, Nora, l’io-narrante, va a servizio da una cravattaia, una donna che in casa sua realizza cravatte: le fa le pulizie domestiche, pitale incluso, le fa le consegne (trasportando pesanti carichi di biancheria), e non impara mai il vero mestiere perché non le viene mai insegnato.
Nel menu di questa ‘piccola industria domestica’, come la chiama L’Avanti! del giugno 1902, facevano parte anche le attenzioni del padrone di casa, del maschio marito palpeggiatore e stupratore. Magari non sulle piscinine di sei anni: ma certo su quelle di tredici, o più. Lo squallore del Maschio è senza fondo.


”La piscinina” di Emilio Longoni, il quadro che il papà di Silvia Montemurro acquista per un tozzo di pane e parecchi anni dopo genera questo romanzo della figlia. La bambina ritratta è proprio Nora.

E quindi, il titolo sarebbe dovuto essere La Piscinina: immagino che sia stata ragion d’onomatopea se è poi diventato il più italico piccinina.
Racconta alcuni giorni del giugno 1902 a Milano, quando le piscinine scesero in sciopero e marciarono sulla Casa del Lavoro. Dopo un confronto con le padrone moderato dai sindacalisti ottennero le rivendicazioni che avanzavano: migliore paga e miglior trattamento. Montemurro non lo dice esplicitamente, ma lascia intuire che la vittoria fu di Pirro e pressoché subito dopo tutto tornò come prima, sfruttamento a livello consistente.
Uno sciopero comunque importante: perché per la prima volta si trattava di bambine e adolescenti, si trattava di donne, si trattava di una categoria considerata più che marginale che cercava una forma di riscatto, di riconoscimento e di emancipazione. Contro ogni aspettativa, la protesta raccolse qualche centinaia di adesioni.


Emilio Longoni, Riflessioni di un affamato. L’affamato sarebbe “l’Achille”.

Montemurro arricchisce il racconto con la balbuzie di Nora, con un momento lesbico, con la vicenda personale della stessa Nora, con la presenza del pittore Emilio Longoni.
E in coda aggiunge un epilogo che spinge il racconto trent’anni dopo, e non dispiace apprendere cosa succede nell’età adulta a questi suoi protagonisti così giovani.
Romanzo storico purtroppo maledettamente attuale, sia per la condizione femminile, che per la condizione di lavoro improntata allo sfruttamento e all’ingiustizia.


Emilio Longoni, Sola. Qui sarebbe ritratta Lucrezia, la mamma di Nora, ex amore del pittore Longoni. Il funerale è quello di Elisabetta, sorella maggiore di Nora, nata morta.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews631 followers
September 24, 2024
description

"La piscinina" (1890-1891) è una delle opere più famose di Emilio Longoni (1859-1932), un olio su tela di 126 x 71 cm.
La storia raccontata da Silvia Montemurro parte da questo dipinto. Chi erano le piscinine o le piccinine? Erano chiamate così a Milano le bambine impiegate nelle botteghe delle sarte. Racconta l'autrice che "Quel quadro era nella mia camera da piccola, ma non ne conoscevo l'origine, anzi credevo che la bambina ritratta fosse mia madre. Quando ho lasciato la casa dei miei, l'ho portato con me semplicemente perché mi piaceva. Poi per caso ho trovato lo stesso volto riportato su un cameo: era una serie di gioielli in edizione limitata ispirati ai pittori del Novecento. Incuriosita dal titolo, "La piscinina", mi sono informata su quel periodo e ho scoperto che nel 1902 un gruppo di bambine, adolescenti, apprendiste modiste avevano organizzato un vero sciopero per protestare contro le loro condizioni di lavoro."

Emilio è l'amico pittore di Nora, la piccinina che si batte perché vengano riconosciuti a lei e a tutte le bambine/ragazze come lei i diritti che spettano loro. Nora è diversa dalle altre. Soffre di balbuzie e questo difetto non le impedisce di parlare. Nora diventerà immortale, grazie alla mano di Emilio

“«Mi son la piscinina» recito, senza incepparmi. «Mi son la piscinina che gira per Milàn; girà sira e mattina l’è ’l solito me tran-tran, poeu, quand l’è sira fada, stufa, straca, coppada, con ona fam de loff, voli a cà mia in d’on boff».
L’ho detto senza interrompermi, con le guance rigate di lacrime, mentre non riesco a tenere testa agli occhi magnetici della piccola nel quadro.
Mi riconosco, ora. Quello sguardo introverso, per nulla socievole, ma sincero, è il mio. Sono rimasta quella.
L’Emilio mi ha regalato un attimo di eternità. Rabbrividisco solo al pensiero.
«Son mi» piango.”

Silvia Montemurro con “La piccinina” ha scritto un bellissimo romanzo storico.
Complimenti!
Profile Image for Giada.
213 reviews20 followers
November 11, 2023
Arte e letteratura sono intrecciati da un rapporto millenario ed è proprio questo che ha ispirato il romanzo di Silvia Montemurro, "La piccinina". Sì, perché in questo romanzo prende vita una bambina, anzi adolescente, ritratta da Emilio Longoni ( "La piscinina").
Nora ha sedici anni, vive a Milano e da quando era poco più che un bambina lavora come "piscinina" nelle fabbriche tessile. E se da una parte sembra che la sua vita non potrà mai avere un cambiamento; Nora dall'altra si rende conto che solo lottare, o almeno provare, porterà qualche risultato. Organizzerà così il primo sciopero contro il lavoro minorile, riuscendo finalmente ad avere una voce.
Silvia Montemurro ci trasporta in una storia breve quanto intensa per trasmetterci che nella vita si può sempre cambiare, anche quando sembra impossibile farlo.
Profile Image for FerroN.
139 reviews24 followers
August 6, 2024
(3,5 - Tre stelle e ½)

Storia di Nora, sedicenne nella Milano dei primi anni del Novecento.
Sullo sfondo delle giornate che nel giugno del 1902 videro lo sciopero e le pubbliche proteste delle “piscinine” (in italiano “le piccoline”, bambine e ragazzine alle dipendenze di sarte, modiste e cravattaie, senza tutele, spesso sfruttate e talvolta utilizzate come piccole serve o schiave), la giovane apprendista sarta rievoca la difficile evoluzione del rapporto d’amicizia con le coetanee Lisa e Angelica.
Fisicamente ancora immatura rispetto alle ragazze della sua età, afflitta dalla balbuzie, povera, senza il padre (ucciso durante i moti milanesi del 1898, quando il generale Bava Beccaris prese a cannonate i manifestanti per ordine del re Umberto I causando centinaia di morti e migliaia di feriti) e con una madre che ha riservato l’affetto ai soli due fratelli maggiori, Nora trascina una vita fatta di lavoro estenuante e ore solitarie. Solo gli incontri serali con le amiche le donano un diversivo e un po’ di spensieratezza; almeno fin quando non si accorgono di essere innamorate tutte e tre dello stesso ragazzo…

“Mi son la piscinina, mica la schiava…” reclamano le piccole lavoranti.
In quegli anni uno sciopero indetto da ragazze (ma in molti casi bambine di sei anni o poco più) suscita incredulità e soprattutto rabbia e ilarità; non solo nelle sarte e nelle “maestre”, pronte a reagire con le maniere forti, ma anche in familiari, parenti e amici, che si sentono in diritto di rimproverare, minacciare, ricattare o schernire. Ma l’astio arriva soprattutto da parte della gente comune, dai passanti, come sempre inclini a dare soccorso ai potenti e a stare dalla parte dei più forti – e consapevoli della loro colpevole vigliaccheria: e per le giovanissime dimostranti ci sono urla, sputi, ingiurie e offese.
Trovarsi in prima fila a portare avanti rivendicazioni lavorative non è per Nora solo un tentativo di sfuggire a un’esistenza grigia e apparentemente inutile: l’educazione e l’istinto le confermano di essere nel giusto, anche quando la sua onestà talvolta le insinua qualche dubbio.
Insicura, balbuziente, analfabeta ma anche sincera con se stessa, Nora non si accorge di essere ormai diventata grande.

Dall’olio su tela intitolato La piscinina (anno 1891) del pittore Emilio Longoni e da un episodio realmente accaduto nascono l’ispirazione per il personaggio di Nora e la sua storia. Per mezzo di un’accurata ambientazione storica, di una riuscita fusione tra personaggi di fantasia e persone realmente esistite, Silvia Montemurro scrive un bel romanzo di formazione personale e di riscatto sociale in cui, allora come sempre, a chi manifesta pacificamente per ottenere condizioni migliori o più eque la grande massa silenziosa riserva ostilità, insulti e derisione.

* * *

La poesia scritta per Nora:

Mi son la piscinina che gira per Milàn;
girà sira e mattina l’è ’l solito me tran-tran,
poeu, quand l’è sira fada, stüfa,
straca, copàda,
con ona fam de loff,
voli a cà mia in d’on boff.


Traduzione – migliorabile – per coloro che non abbiano familiarità con i dialetti milanesi:

Sono la “piscinina” che gira per Milano;
andare in giro sera e mattina è il mio solito trantran,
poi, quando è sera fatta, stufa,
stanca, ammazzata,
con una fame da lupo,
volo a casa mia in un soffio.
Profile Image for Ilaria Quercia.
411 reviews113 followers
July 25, 2024
Invidio chi da un piccolo oggetto, da un racconto o da un' immagine riesce a costruire belle storie.
Dal dipinto della Piscinina di Emilio Longoni, pittore di fine 800, da lei posseduto, Silvia Montemurro racconta la rivolta delle piscinine milanesi, ragazze, anzi bambine fra i 5 e i 17 anni a servizio di maestre e sarte, ridotte al più assoluto sfruttamento coalizzate e unite nel primo sciopero femminile della categoria.
È una storia politica, in cui sono centrali il ruolo delle donne e la loro emancipazione, ma anche la ricerca di se stessi e il superamento dei propri limiti emotivi (la protagonista soffre di balbuzie e ha difficoltà a fare sentire la propria voce per paura del giudizio altrui), anche le amicizie, la rivalità, l'arrampicamento sociale in una Milano povera, ma già fervente e operosa a fare da sfondo.
Un po' Ferrante, un po' De Amicis per il racconto delle amicizie e dei legami familiari a volte da Libro Cuore, a volte più cattivi, invidiosi eppure così veri.
Si fa leggere
Profile Image for Montenora.
43 reviews3 followers
September 27, 2024
È incredibile il legame tra questo racconto e i quadri di Emilio Longoni. L’autrice ha legato la sua fantasia alle immagini e alle vicende milanesi del primo Novecento, costruendo una storia credibile ed emozionante.

Nota personale: sono una persona con balbuzie e non mi capita praticamente mai di trovare protagonisti o protagoniste con questa caratteristica. Il personaggio di Nora mi ha commossa molto e mi ha fatto sentire vista, rappresentata e soprattutto riscattata. Consiglio di cuore l’audiolibro.
Profile Image for Valentina G.
229 reviews26 followers
February 11, 2025
Audiolibro.
Peccato aver marginalizzato una storia di rivalsa sociale e di genere. La protagonista finisce per risultare sciocca non per la balbuzie, men che meno per l’analfabetismo, ma più per questo pendere dalle labbra di persone insulse.
Bello lo sfondo milanese, la scoperta del Bottonuto, un quartiere che non esiste più e i dettagli storici, per quanto molto frammentati e poco approfonditi.
Ottima la lettrice che ha dato più intensità a un libro tutto sommato medio.
Profile Image for La Libridinosa.
605 reviews246 followers
October 7, 2023
Da un quadro di Emilio Longoni, Silvia Montemurro crea un personaggio tenero e doloroso al tempo stesso.
Nora ha appena 16 anni eppure tutta la fatica del mondo pare appoggiarsi su di lei e sulle sue piccole spalle.

Tra storia e finzione, “La piccinina” ci racconta un evento epocale!

📗Te lo consiglio se:

- Hai voglia di un romanzo breve
- Ti affascina scoprire una storia sconosciuta
- Non ti spaventano i personaggi complicati

#lamiafascetta Quante lotte gettate al vento

La recensione completa nel blog
Profile Image for Aria's .
1,226 reviews19 followers
December 22, 2017
Stupenda trilogia di Silvia Montemurro, Shake my colors. Nata inizialmente su Wattpad, non è rimasta a lungo inosservata, perchè Sperling&Kupfer ci ha visto lungo puntando su un’autrice di talento come Silvia, dallo stile semplice, ben curato, che arriva diretto al lettore giovane e non. Una penna delicata che sa fare breccia nei cuori con una storia con una trama originale e dai toni mai eccessivi.
La protagonista è Laura, una ragazza di diciassette anni che pratica pattinaggio artistico a livello agonistico. Lei sa tutto sui colori, ne conosce le giuste combinazioni, le situazioni in cui è bene fare certi abbinamenti e i messaggi che questi rappresentano. La cosa sconvolgente però è che lei i colori, in realtà, non li vede.
Purtroppo Laura soffre di una rara malattia, l’acromatopsia, un’anomalia congenita dell’apparato visivo che impedisce a chi ne soffre, di percepire i colori. Laura è dunque cieca ai colori, il suo mondo è tutto in bianco e nero. Per lei non è stato facile crescere con questa menomazione, ferita dai commenti dei coetanei che non comprendono le limitazioni della sua patologia. Insicura, Laura ha sempre paura della commiserazione degli altri, solo sulla pista di pattinaggio si sente sicura, i problemi spariscono, inghiottiti dal luccichio abbacinante del bianco ghiaccio. Accanto a lei, a darle una mano, a sostenerla in ogni momento, sia di buio che di luce, l’amico di una vita, Paolo. Insieme sono cresciuti, fino a diventare l’uno parte integrante della vita dell’altro; conoscono i rispettivi limiti e le paure, e immaginare una vita senza l’altro è quasi impossibile.

Un giorno però arriva l’uragano Geo, l’affascinante barman de La Tana dell’Orso. Bello e misterioso cattura subito il cuore di Laura e le fa provare emozioni che non ha mai provato. Laura si sente diversa, inquieta, felice. Il nuovo arrivato però metterà in crisi il suo rapporto con Paolo, e inevitabilmente dovranno fare i conti con un’amicizia che sta cambiando forma. Prende il via così un triangolo amoroso di cui non vi svelo il finale, per lasciarvi il gusto di scoprire se la nostra protagonista si lascerà avvolgere dal fascino misterioso di Geo o dalla forte sicurezza di Paolo.

Una storia che parla di sentimenti, paure, limiti e coraggio, ma soprattutto affronta in maniera delicata il tema della diversità, in un momento della vita così delicato come l’adolescenza. Non deve essere facile sentirsi diversa dagli altri, essere considerata “strana”, non avere mai la possibilità di vedere i colori delle cose. Da tutta la storia narrataci da Silvia Montemurro si riesce a trarre un messaggio importante: la diversità come valore aggiunto, come qualcosa che tinge di originalità la nostra vita. Così, in un mondo che può essere in bianco e nero, anche per chi i colori li può vedere, la vera ricchezza risiede nell’avere dentro quei colori che danno forma e sostanza alle nostre emozioni.

"Impari ad amare quello che ti manca, a conoscerlo meglio degli altri, a sforzarti di saperne di più. Perché non potrò mai vedere l'aurora boreale, ma posso sentire le vibrazioni delle persone accanto a me che la guardano. E so che i colori sono emozione. Solo che tutti se ne dimenticano sempre. Non ci danno importanza."


Una storia ricca di sentimenti forti e genuini: l’amicizia fraterna, il sano antagonismo con l’amica Prisca, l’impegno nello sport e l’amore da coltivare come un seme che germoglia con pazienza a dedizione.
I personaggi disegnati da Silvia hanno colori vividi e brillanti. Laura è un personaggio positivo, con le se paure ma anche con la voglia di dimostrare che anche se ha un problema, questo non le impedisce di vivere pienamente la vita. Paolo è un ragazzo tenero e dolcissimo, un amico sincero e un porto sicuro, però al posto di Laura, proprio per questa caratteristica di fratellanza, non riuscirei mai a vedere altro in lui, al di là di Geo.


«Credi che l’amore sia una cosa così difficile da scacciare? L’amore è il contrario dei castelli di sabbia. Ci vuole così poco per costruirlo, e anni per abbatterlo.»


Geo...
Che dire? Amo i personaggi ombrosi e tormentati, che nascondono misteri, anche se possono fare soffrire. Insomma, mi piacciono i bad boys! E poi ai miei occhi Geo ha una marcia in più: sa preparare ottimi cocktail.
Il primo volume termina con piccolo cliffanger che vi introduce poi al secondo capitolo della serie, Shake my colors, persa nel buio. Per non svelarvi le scelte delle nostra protagonista vi accenno solamente che assisteremo il tormenti di Laura che non riesce a togliersi dalla testa Geo, e di quest’ultimo carpiremo qualche segreto in più: i comportamenti strani, le improvvise sparizioni. L’indecisione di Laura si farà più pressante e squarcia l'adolescente in due parti, una tutta presa dalla passione per Geo e l’altra spinta tra le rassicuranti braccia di Paolo. Ancora una volta, chi sceglierà alla fine? Il tono è più movimentato con un sottofondo suspense che dà azione alle vicende intricate di Laura, Geo e Paolo. Quello che però ho apprezzato tanto è stato l’approfondimento della figura di Prisca, che improvvisamente si allontana da Laura.

Prisca è quella che potremmo definire l'antagonista di Laura. Amiche/nemiche, il pattinaggio le unisce, ma tra le due c'è la tipica rivalità che scorre tra sportive che amano quello che fanno e lottano l'una contro l'altra per ottenere la vetta. In questo secondo capitolo la conosceremo meglio, soprattutto attraverso i suoi diretti pensieri affidati alle pagine di un diario e che ci offrono spunti molto interessanti per comprendere la sua personalità. Cresciuta solo con la madre e con una vita votata completamente al pattinaggio, un incidente in pista la costringe a riconsiderare le sue priorità. Una vita fatta di sacrifici e privazioni e così tanto impegno, che non è più sicura di quello che vuole davvero. Adesso la ritroveremo cambiata, ma soprattutto decisa a stare lontana da Laura, per vivere la propria vita non più come nemesi dell'amica.
Imperativo categorico, abbattere tutti i vecchi schemi e concentrarsi sul presente, scegliendo di puntare sui suoi personali segreti per raggiungere il successo, a partire dalla scelta accurata della propria strada e del modo ottimale per costruire il percorso.

Arrivati al terzo e ultimo capitolo di una serie che potremmo definire di formazione, incontriamo nuovamente tutti i personaggi all’ultimo anno delle superiori, alle prese con grandi scelte, con un futuro da costruire, amori da vivere e altri da dimenticare. Un dubbio sconcertante si insinua nella vita di Laura e mette a repentaglio tutte le sue sicurezze, soprattutto il delicato rapporto con Paolo.

Colorami il mondo, tu che puoi. Colorami la fronte, le orecchie, gli occhi. Colorami i seni di azzurro e le palpebre di viola. Spargi brillanti dorati su tutto il mio corpo. Fammi sentite che ci sono ancora, che tu sei per me. Che possiamo essere ancora uniti, insieme. Che possiamo ancora essere noi.


Sono arrivata alla fine della trilogia con la bocca spalancata. Non vorrei influenzarvi sul giudizio finale, ma avrei preso Laura a schiaffi! L’ho trovata egoista come non mai, ma forse è il riflesso della rabbia per le scelte fatte.
Silvia Montemurro dimostra tutta la sua bravura come autrice nel dar vita a una storia per adolescenti e non solo che mette in luce, senza essere banale o drammatica, un periodo della vita che tutti noi attraversiamo o abbiamo attraversato con una certa difficoltà. Un carosello di personalità che riflette tutti i colori del grande caleidoscopio che è la vita.
Alla prossima lettura, Silvia.
Profile Image for Kristi.
39 reviews
November 15, 2024
Një libër mjaft i prekës i cili nxjerr në pah të padukshmen.Libri flet për grevën e vocërrakeve të Milanos së fillim shekullit të 20-të.Vocërraket sjanë veçse disa çirake e skllave ne duart e zyshave te tyre.Disa shërbëtore te vogla nëpër fabrika e punishte.Personazhi kryesor është Nora,një 16 vjeçare e cila bëlbëzon ama zëri brenda vetes i buçet.Tërë jetën nën hijen e vëllezërve ose të vetë mikes së zemrës ajo refuzon ta mbajë përherë këtë rol edhe pse me disa kosto.Në libër rrëfehet e gjithë drama e kesaj vogëlusheje dhe shoqeve te saj në kërkim të vetvetes dhe të të drejtave të tyre.Libri tregon se si skamja kur bëhet grusht i vetëm arrin të godas në zemrën e një shoqërie që shpesh refuzon t'i shohë si qënie të barabarta.Libri flet për Norën,ama u dedikohet tërë vocërrakeve qe mes dhunës,shfrytzimeve dhe verbërisë kolektive donin që mos ishin vetëm një gjurmë kalimtare e kësaj bote por një zë që thërret fort në emër të njerëzores.Libri është aq i gjallë saqë dhe pse rrëfen për një shekull më parë vlen si dëshmi dhe e së tashmes. Mos e humbisni
Profile Image for Susi.
967 reviews97 followers
October 4, 2017
Recensione presente anche sul blog Bookish Advisor http://bookishadvisor.blogspot.it

Shake My Colors – Insieme oltre la notte di Silvia Montemurro è senza ombra di dubbio il libro che più mi ha coinvolto emotivamente ed emozionato nell'ultimo periodo, non vi racconto frottole nel dirvi come, una volta iniziata questa lettura, non sono riuscita più a staccarmi da Laura e la sua vita, di come girassi per casa, cucinando e facendo le pulizie con il naso infilato nel libro e di come, quasi mi vergogno a dirlo, non essere riuscita ad alzare gli occhi dal libro nemmeno per un momento arrivata alle ultime battute nonostante le persone intorno a me mi parlassero.

Ho letto questo libro in un pomeriggio, rubando tempo dovunque potessi perché il solo pensiero di dovermi staccare dalle pagine era un'agonia. Ho adorato questo ultimo libro di serie, forse il migliore dell'intera trilogia, ho amato ritrovare Laura, Paolo e Prisca e tutti gli altri personaggi pronti a lottare per raggiungere il loro lieto fine.

Laura e Geo sono finalmente una coppia, non c'è più nulla e nessuno ad intralciare il loro rapporto ma l'inizio dell'ultimo anno scolastico e l'arrivo di una compagna di scuola porterà Laura a rivedere le sue posizioni e scoprire dei sentimenti nuovi, sentimenti che mettono in bilico il suo rapporto con Paolo, un'amicizia di cui non è più così convinta. Ma quando scoprire cosa significano questi nuovi sentimenti potrebbe distruggere tutto quello che i due ragazzi hanno costruito nella loro vita e nessuno dei due ha il coraggio di fare il primo passo.

Ho adorato come la Montemurro sia rimasta fedele alla narrazione dei primi due volumi intersecando, questa volta, alla voce narrante di Laura il pensiero di Paolo. È stato fondamentale scoprire parte del sui io per comprenderlo al meglio e accettare le sue decisioni, un personaggio che è cresciuto, che ha capito di dover fare le sue scelte e sbagli per crescere ed accettarsi.

Laura ha completato la sua trasformazione nel meraviglioso personaggio che incontriamo in questo volume, una ragazza che non è più adolescente ma una donna che impara ad ascoltare il suo cuore, i suoi sentimenti e a lottare con le unghie e i denti per la sua felicità. Ho adorato vederla finalmente crescere e distaccarsi da quella indecisione cronica che l'ha portata nei due libri precedenti a pendere sia per Geo che per Paolo senza mai prendere una decisione. Ho amato vederla decidere e dare un nome ai sentimenti che ha sempre provato ma che non ha mai compreso, ho amato vederla crescere non solo nei rapporti di cuore ma anche in quelli con gli amici, Prisca in particolare, e con i suoi genitori.

Il merito di tutto va alla Montemurro che con uno stile semplice ma estremamente elegante e raffinato ha saputo dare voce all'anima di una ragazza e le mille fragilità e particolarità che hanno contraddistinto il suo percorso. Un linguaggio duro, a volte senza peli sulla lingua, ci ha condotto nei meandri di una storia che una volta iniziata non vive solo sulle pagine del libro ma davanti gli occhi del lettore, ma la meraviglia è nel constatare come la prosa non ne risenta ma anzi acquisisca un qualcosa di unico ed irripetibile che rendono Shake My Colors assolutamente uno degli YA più veri e sinceri che si possa trovare in libreria, perché la prosa non narra semplicemente ma risveglia nel lettore la Laura, la Prisca e il Paolo che anche noi siamo stati da adolescenti.

Una prosa che lascia spazio al lettore di aprirsi ad una miriade di emozioni e sensazioni. Ancora una volta l'autrice riesce a far rivivere la vita di Laura sulla nostra pelle e le emozioni che riesce a farci provare sono fortissime: si gioisce, ci si imbarazza, si piange e ci si commuove, si rimane senza parole in una corsa contro il tempo perché a mano a mano che si prosegue nella lettura scoprire il finale diventa la cosa più importante perché devi accertarti che Laura abbia il suo lieto fine.

Ho adorato scoprire come ci fossero ancora tanti twist, alcuni dei quali totalmente inaspettati e inattesi da lasciarmi senza parole, ho adorato poter leggere questo terzo libro e scoprire che Laura e i suoi compagni avevano ancora tanto da raccontare.

Se vi aspettate che vi dica con quale dei due ragazzi ha fatto breccia per restarci nel cuore di Laura avete sbagliato recensione ma posso sbilanciarmi abbastanza da dire che ho adorato Geo e la sua voglia di vedere realizzata e felice Laura e ho amato Paolo, la sua sincerità, la sua bontà d'animo.

Ora, giunta la fine di questa serie, mi sembra difficilissimo dire addio a questi personaggi sapendo che le loro vicende sono giunte al termine ma la tristezza viene sopraffatta dallo straordinario epilogo che ti lascia con il cuore colmo di gioia e speranza.

5 Stelle
Profile Image for Vicky Sp.
1,827 reviews131 followers
October 20, 2023
Silvia Montemurro ci presenta un personaggio dolce e forte allo stesso tempo al quale sarà inevitabile affezionarsi. Nora, una ragazzina appena adolescente che porta sulle spalle un peso troppo grande per la sua giovane età, ma che le farà onore.

Tra storia e invenzione, l’autrice porta alla nostra conoscenza un fatto storico poco noto, parlandoci delle “Piscinine”di Milano, le sarte bambine che nel 1902 si allearono per contrastare e scioperare contro gli adulti che volevano  sfruttare e  sottopagare il loro prezioso lavoro.

E nel periodo di rivolte di inizio Novecento, queste coraggiose bambine e giovani adolescenti, modiste e apprendiste sarte, parteciparono dando il loro contributo, chiedendo soprattutto a gran voce di far valere i loro diritti.

👉Amerete scoprire come l’autrice abbia avuto l’ispirazione di questa storia. La trovate nei ringraziamenti

*Ringrazio la CE per la copia cartacea e la collaborazione
Profile Image for Adriana Moretti.
708 reviews7 followers
January 8, 2024
Prendendo spunto da un quadro l’autore racconta le vicende di una bambina di 5 anni ,Nora , che lavorava a Milano presso le sartorie; le chiamavano infatti le Picinine. Ancora adolescente sarà lei a mettersi in prima linea e guidare il primo sciopero femminile insieme ad altre bambine sfruttate e sottopagate. Oltre a ciò il libro parla della sua famiglia, delle amiche e del suo amore ricercando in ogni relazione la cosa più importante, il rispetto
Profile Image for Anna Lisa.
237 reviews1 follower
February 26, 2024
Un libro che ho trovato stupendo sia per la trama che per la scrittura. Un salto nella Milano degli anni di inizio 900 dove le agitazioni politiche e i primi scioperi delle piscinine hanno fatto la storia. La storia di Nora, delle sue amiche, dei suoi amori e del suo amico e salvatore Emilio Longoni, pittore divisionista. Ho amato le descrizioni di una Milano povera,popolare e in fermento.
Profile Image for Davide.
397 reviews56 followers
October 23, 2023
La piccinina di Silvia Montemurro è un romanzo storico ambientato agli inizi del 900 con protagonista Nora, una delle bambine, comunemente chiamate piscinine, che lavoravano sottopagate e sfruttate nelle botteghe sartoriali di Milano.
Nel vortice dello sciopero indetto per il riconoscimento di alcuni piccoli diritti conosciamo la sua vita rigata da numerosi avvenimenti.
Un libro con un carattere importante che condensa, in relativamente poche pagine, diverse problematiche storiche, culturali e anche - purtroppo - attuali.
I vari componenti di questo romanzo, messi a fuoco in punti diversi, mi hanno dato però un leggero senso di smarrimento non riuscendo più a focalizzare il punto centrale del libro: la vita di Nora o le piscinine e il loro sciopero? Questi due poli si inglobano a vicenda durante la narrazione senza prevalere l’uno sull’altro.
Tuttavia non prendete questa osservazione come un punto a sfavore.
Il romanzo infatti si sposa con il lettorə: in alcuni momenti sono riuscito a sentire concretamente non solo la rabbia della protagonista ma anche il senso di disfatta che l’ha accompagnata sin dalla nascita.
Nella cornice di Milano e dei quadri di Emilio Longoni (pittore de La piscinina in copertina) questo libro è in grado di abbracciare diverse tipologie di lettori e lettrici che non rimarranno insoddisfattə.

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Mi è stata inviata una copia gratuita di questo libro da parte della casa editrice che ringrazio.
Profile Image for Laura.
49 reviews4 followers
November 4, 2023
Un bel romanzo storico...una storia triste e sempre attuale
Profile Image for Le cercatrici di libri.
1,892 reviews47 followers
October 2, 2017
Recensione:
Dopo i primi due volumi mi sono più volte chiesta cosa ci fosse altro da raccontare in questa trilogia, credevo che alla fine del due ormai tutto avesse trovato un senso, una collocazione più o meno giusta che sia, ma evidentemente l'autrice e Laura avevano ancora tanto altro da raccontarci... forse perchè è proprio quando si perde qualcosa che si capisce il reale peso che aveva nella nostra vita, quanto effettivamente lo abbiamo dato così tanto scontato da metterlo in secondo piano, non concedergli tutta la nostra attenzione e tutto il nostro cuore.
Stavolta le carte in tavola mutano di nuovo e Laura da indecisa sembra proprio aver capito chi è finalmente che vuole nella sua vita e nel suo cuore. Ho apprezzato che uno ha saputo mettersi da parte mentre un altro ha saputo tirare fuori un pò di carattere... anche se a tratti non vi nascondo che l'atteggiamento di Paolo nei confronti di Laura non mi è molto piaciuto, quel suo non correre più da lei, non saperle leggere il cuore senza bisogno di usare parole, come se di colpo la fiducia di un'amicizia di una vita si fosse estinta.
Non vi nascondo che sono dovuta correre alla fine del romanzo per leggere il finale, lo faccio poche volte, forse questa è la terza e di solito mi capita quando ho così tanta tensione addosso da non riuscire a concentrarmi bene nel susseguirsi delle vicende.
Una volta letta mi sono tranquillizzata, come se il mio cuore e quello di Laura fossero sempre stati tanto in sintonia da sapere già su chi sarebbe ricaduta la scelta. In realtà poi tornando a leggere in ordine gli eventi, mi sono resa conto che il bello della storia non era neppure questo finalmente sospirato lieto fine, quanto la scoperta degli intrecci familiari tra la famiglia di Paolo e Laura. Un intreccio che mi ha lasciato proprio a bocca aperta e che vi dico mai e poi mai mi sarei aspettata e immaginata. Un intreccio che vi farà stare in ansia fino a quando ogni pezzo del puzzle non tornerà per magia al proprio posto.

Come al solito le parti più belle sono queste relative ai colori, che l'autrice sa pennellare così bene tra le righe, da farceli vedere alla perfezione anche a noi, nelle loro sfumature infinitesimali come se li scoprissimo oggi per la prima volta e come se, anche noi, vedessimo un mondo in bianco e nero.
E' un libro che accende di speranze, anche se sarò onestà con voi mi sarebbe piaciuto lo stesso anche senza questo finale... non dico altro per non rovinarvi il gusto della lettura.
Complimenti all'autrice per avermi incantato con le sue parole!


Fabiana
LCDL


Profile Image for Laura.
403 reviews9 followers
October 30, 2024
Nora è una "piscinina" che vive l'incubo di esser una femmina, a Milano, nella prima metà del Novecento. La storia di Nora, vera ma romanzata, si intreccia quindi con fatti realmente accaduti: il padre che muore durante la protesta del pane, lo sciopero per regolamentare il lavoro minorile a bottega per le piccole lavoratrici, l'amicizia di Emilio Longoni e i suoi meravigliosi quadri. Nora vive una tragedia dopo l'altra, figlia in una famiglia senza affetto, vittima di avvenimenti terribili. La sua balbuzie, inoltre, non aiuta. La chiamano ritardata, dormenpiè.
Eppure nella sua fragilità e nella sofferenza, Nora riesce a trovare la sua voce.
E a proposito di voce, riconosco in quella di Silvia Montemurro le voci di altre scrittrici che raccontano il Novecento. Riconosco la voce di Elena Ferrante, la voce di Viola Ardone.
Perche la chiave è lottare, sempre, per difendere i diritti conquistati e per conquistare quelli che meritiamo e non abbiamo ancora.
“Su, camminate bambine".
Profile Image for Mara.
78 reviews1 follower
February 17, 2025
Realtà che non conoscevo quella delle piccinine, il romanzo non è male ma ogni tanto è come se l'ingranaggio si inceppasse e non si capisce dove si voglia andare a parare...non amato particolarmente ma una storia interessante, forse si perde troppo in alcune descrizioni e meno in quelle necessarie per comprendere la storia, soprattutto quando parla del periodo post sciopero delle piccinine...
Profile Image for Daniela.
163 reviews25 followers
March 24, 2024
Molto, molto bello. Narra la storia delle piccinine, aiutanti in piccole sartorie, sfruttate e sottopagate. Un tratto di storia che non conoscevo.
22 reviews
June 16, 2024
Con poco spessore anche se le va riconosciuto il merito di aver scritto di un fatto storico sicuramente poco conoscoito
435 reviews
February 23, 2025
La storia in questo libro è moralmente significativa, racconta un pezzo importante di passato, racconta qualcosa che dovrebbe farci fermare a riflettere, eppure non è riuscita a coinvolgermi, mi sono distratta spesso, mi sono annoiata mentre lo leggevo ed è ciò che un libro non dovrebbe mai procurare, la noia.
Un libro di qualsiasi genere sia, che possa corrispondere ai miei gusti o essere diametralmente opposto alle mie preferenze letteraria, deve sapermi coinvolgere, deve avere quella scrittura forte che sappia farmi mantenere l'attenzione, e in questo caso la mia distrazione è stata così palese da avermi lasciato poco della storia.
La storia narrata dalla scrittrice è il suo guardare e voler studiare meglio il quadro di Emilio Longoni in cui è raffigurata la piscinina, ciò che queste bambine, ragazze, in un'altra epoca hanno dovuto affrontare, le umiliazioni subite, le molestie subite e taciute, lavorare con un salario indecoroso, con situazioni indegne, ma dover lavorare per sopravvivere, e sono proprio loro a scioperare, a organizzare il primo sciopero in una Milano fredda e distante, senza cuore.
Nora è la "piscinina", lei che ha sopportato troppo, che dopo la morte del padre è stata costretta a guadagnare, il suo rapporto burrascoso con la famiglia, il suo amore non corrisposto, la sua amicizia con ragazze che sanno di piacere e che si piacciono, mentre la protagonista è solo una ragazzina in un corpo che non le piace e con la balbuzie che le impedisce di dire ciò che vorrebbe, sempre restia ad esporsi, a spiccare il volo.
I temi trattati sono fortemente sentiti, hanno la loro componente significativa e suscitano interesse, ma non ho percepito il mordente, ho solo letto come se la storia scritta fosse monocorde, molto simile ad un scrittore di cui ho appena finito un suo libro, sono entrambi libri piacevoli da leggere, entrambi sono libri che meritavano di essere letti anche se molto diversi tra loro, ma entrambi sono piatti, la narrazione è estremamente piatta, e non è qualcosa che si possa trovare solo in un thriller o in un fantasy, il mordente, il coinvolgimento, è qualcosa che non teme genere letterario o tema trattato, è una componente di scrittura che possiede l'autore o semplicemente non lo possiede o in un determinano libro non viene fuori abbastanza.
Profile Image for Delaila LaDela Venturoli.
52 reviews
February 16, 2025
" Le piscinine domandano: un salario minimo di 50 centesimi, riduzione di orario, non essere adibite a lavori di famiglia e non portar lo scatolone; doppia paga alle domeniche e compenso proporzionato per ore straordinarie di lavoro. "

🔖 Milano per la prima volta si vede costretta ad assistere ad uno sciopero delle lavoranti. Le cosiddette "piscinin de Milàn" scendono in piazza con un fiocco rosso legato al braccio e il pugno alzato; chiedono di essere viste, di poter parlare guardando dritto negli occhi i Signori, di essere considerate come persone e non solo animali da soma. Sono bambine e ragazzine dai sei ai quindici anni, apprendiste sarte e modelliste, costrette a lavorare per pochi centesimi al giorno e un tozzo di pane. Corrono per 14 ore al giorno da una parte all' altra della città trasportando una pesante cesta, il telegramma, che le costringe a stare con la schiena ricurva per consegnare abiti e stoffe alle clienti delle rinomate sartorie del centro. Saranno loro a dare il via agli scioperi che seguiranno negli anni a venire anche negli altri settori produttivi. Un romanzo storico dal toccante potere descrittivo, che ripercorre la storia della città dei primi anni del '900, con gli odori e i rumori, i colori e le fatiche dell'epoca in cui s'intreccia la storia di Nora, che in prima persona e con altalenanti salti temporali, racconta la sua difficile vita fatta di povertà e ricerca ossessiva di affetto ma anche di riscatto e perdono a se stessa per non essersi mai data il valore che merita.

- La piccinina - 📕
di Silvia Montemurro Silvia Montemurro
Edizioni E/O
Profile Image for Patrizia.
343 reviews3 followers
July 19, 2024
Ambientato nella Milano dei primi del Novecento questo romanzo di formazione racconta la storia di Nora, una "piccinina" che lavora come garzona alle dipendenze di una "maestra" produttrice di cravatte.
Dopo un prologo iniziale in cui conosciamo la bambina a cinque anni e la sua situazione familiare la ritroviamo poi, quasi sedicenne, a lottare per i propri di diritti salariali rendendosi promotrice di uno sciopero, il primo dell'epoca, fino a giungere ad una Nora adulta in un toccante e commovente epilogo.
Il tema dei diritti è sicuramente principale ma la narrazione è molto più complessa. Conosciamo una bambina sola, non accettata dalla famiglia sia perché femmina oltre che per la balbuzie, con delle amicizie poco sincere e sopraffatta da un senso di non accettazione e di insicurezza che la opprime fino all'evento che le è da monito per cambiare e crescere.
È un romanzo di riscatto, profondo, crudo che tocca le coscienze in periodo storico in cui le donne non avevano voce e diritti.
"La piccinina", oltre ad essere i titolo di un dipinto di Longoni (che è presente nel libro come amico della ragazza), è un termine del dialetto milanese che, insieme alle altre citazioni, ha smosso piacevoli ricordi.
Lettura consigliata per conoscere e riflettere. Molto bello.
Profile Image for Francesca Marchesini.
Author 1 book7 followers
July 23, 2024
Un libro che ho divorato, meritevole sia a livello di ambientazione storica, sia come tematiche trattate.
Silvia ha fatto sentire anche a me l'amore di Nora per Milano, cosa che mai avrei pensato di sentire, non mi è mai piaciuta Milano. Invece, ho visto e sentito quel sentimento cittadino, di comunità, che è a volte condivisione, a volte isolamento nel gruppo.
Poi che dire del trio di amicizie adolescenziale, mi ci sono ritrovata molto, Silvia ha saputo trattare un tema che in apparenza sembra leggero ma che ha un impatto sulla vita in formazione di un adolescente estremamente sottovalutato.
L'arco narrativo di Nora è realistico e impiastricciato di vita, funziona e ti lascia con una condivisione d'animo che forse con un lietofine davvero lieto sarebbe restato un po' meno. Anche tutto lo scomparto artistico parla tanto dalle pagine, andare a cercarsi i quadri mentre leggi è quel tocco in più!
Sicuramente consigliato!
Profile Image for Federica Frittoli.
94 reviews3 followers
May 16, 2024
Romanzo breve ma denso dei dettagli di un evento storico forse poco noto, o almeno a me sconosciuto, prima di leggerne qui. Racconta delle “piscinine” di Milano: piccole grandi donne che si sono ribellate. Il racconto degli eventi storici, accuratamente descritti, si intreccia con la storia privata di alcune di loro, in particolare della Nora, bambina e poi adolescente inquieta, forte e fragile, insicura e infine consapevole.

Romanzo duro e delicato, che sa dell’operosità di Milano, della sua bellezza e delle fatiche dei suoi abitanti migliori, tra cui sicuramente le Piscinine.
Displaying 1 - 30 of 50 reviews

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