Il fenomeno della spiritualità contemporanea è dilagante: tutte le palestre propongono corsi di yoga, in edicola e nei supermercati campeggiano libri e rivisti sugli angeli e la reincarnazione, le bacheche Facebook brulicano di 'meme' sul pensiero positivo, l'anima, l'ascolto del cuore. Ma come è nato il grande interesse nella società occidentale verso la "crescita personale", e l'enorme mole di libri, corsi e tecniche cosiddette "spirituali"? Quali vicende storiche hanno portato alla nascita di un fenomeno che solo in Italia coinvolge milioni di persone, e quali inganni possono nascondersi in un interesse di massa che rappresenta un business in continua crescita? Tu non sei Dio intende rispondere a queste domande, e provocarne di nuove.
Un saggio filosofico decisamente illuminante, pronto a distruggere qualunque tipo di credenza si abbia per tutti i libricini considerati spirituali, o che hanno a che fare apparentemente con questo mondo, che noi della società occidentale contemporanea (alla quale manca una matrice culturale al riguardo, rispetto alle culture orientali, Sudamericane e africane) consideriamo per vere e assolute, senza neanche analizzarne l'origine o la tradizione. Quindi facciamo yoga, meditazione, pensando di iniziare un percorso interiore, o compriamo libri "spirituali" senza sapere nemmeno da chi sono scritti e che insegnamenti hanno ricevuto al riguardo, alimentando il processo di produzione del mercato spirituale ...che di spirituale non ha niente! Se iniziassi a parlarne , non finirei più, quindi vi consiglio vivamente di leggerlo se volete saperne qualcosa in più al riguardo, di come noi occidentali siamo sempre pronti a scacciare via l'oscuro, il buio, e quindi la morte, e di come vogliamo trovare consalazioni ai nostri dubbi esistenziali e problemi interiori, affidandoci alla "spiritualità ", senza sapere che a dire il vero basterebbe intraprendere delle sedute psicologiche. Maggiori info li trovate sul mio profilo Instagram dedicato alla recensione di libri divinebooks
In questo 2020 ho letto molti libri delle edizioni Tlon. E questo lo avevo in lista da tempo. Avendo sperimentato il mondo della "spiritualità" ho pienamente colto la riflessione provocatoria ma realistica che ne fanno gli autori. Chiunque ha intrapreso un percorso di ricerca, un intento di crescita interiore, un approfondimento sull'esoterismo dovrebbe leggerlo e rifletterci, parlarne. Descrive l'origine di alcuni assunti dati per assodati all'interno del settore olistico, dal "tu sei dio", all'attenzione al "qui e ora", passando per il dare per scontato teorie non verificate e molto altro. Si passa in rassegna la Teosofia, Jung, Hillman, Grof, e chi più ne ha più ne metta. Chi si attacca alle soggettività piuttosto che alla ricerca, chi ha scelto di cavalcare il business, o ne è vittima collezionando corsi e diplomi, potrebbe rimanerci male. Insomma, non è per i permalosi. Stuzzica. Un ottimo saggio, scritto bene e stimolante.
Mi ricordo che negli anni 80, periodo della mia formazione universitaria, Heidegger era di gran moda: la sua ricerca per superare gli orrori della tecnica, che vedeva nel pensiero debole del post moderno l'ultima sua propaggine, grondava ovunque. Era triste in effetti immaginare la tua libertà sempre più costretta a ripetere il già conosciuto o ciò che altri avevano definito il meglio per te. Che bello quindi era immaginarsi Heidegger come un druido nibelungo, che desiderando cogliere le cose in sé, vedeva in esse due movimenti, due spinte vitali: il progetto e la cura. Scrivendone come un poeta, suggerendo che solo la poesia avrebbe potuto far fronte all'invadenza della tecnica. Gli anni a venire, quindi anche gli attuali, hanno mostrato l'appropriatezza di quella profezia, per cui oggi lo stesso fenomeno del percorso spirituale soggiace a quel pensiero debole che tutto ha toccato, con il moltiplicarsi di tecniche e manuali presenti nei mercati editoriali, nelle chiese e nelle vite degli umani. In quegli anni per ovviare al suo romanticismo un po' crepuscolare e vago, ci si ancorava all'euristica e alla prassi. Erano due termini antitetici, perché la prima la usavano quelli che il mondo gli andava bene così com'era, mentre la seconda incontrava di più il favore di chi proponeva anche una nuova visione. Fatto sta che entrambe sottolineavano l'importanza della pratica, una pratica intesa come processo costituito da domande, tentativi di risposta, ipotesi, verifiche; un processo applicabile al progetto di una casa, la scrittura di un libro, la realizzazione di un'impresa, di una vita, di un'anima. Che era poi la formulazione contingente del vivere filosofico, ma anche del vivere poetico, del vivere creativo, o meglio, immaginativo, visto che "creatività" è oggi una parola un po' sospetta, avendo scoperto quanto possa essere meretrice, implicata com'è con la propaganda delle corporations e di ciò che resta dei partiti e degli Stati. Tutto questo preambolo per dire che "Tu non sei Dio" è un bel libro, non solo perché è puntuale e scritto bene, ma perché finalmente secolarizza quello che fino ad oggi era rimasto intoccato, forse perché si proponeva come ultima sponda innocente rispetto alla tecnicizzazione (?) di ogni cosa: la corsa di massa alle manualistiche spirituali di ultimo grido, dove TU non sei messo in gioco, dove non ti è richiesto di entrare in un processo in cui sai come entri ma non come esci e nemmeno cosa attraversi e come lo fai. Al più cammini su carboni ardenti, così ti rendi conto di cosa il tuo corpo può fare. O ascolti il silenzio mentre respiri, così ti accorgi che i pensieri sono come nuvole. Sono però anche convinto che è un testo significativo perché denota che le persone si stanno accorgendo di questa "strana situazione della spiritualità contemporanea" e possono quindi coglierne pienamente l'invito ad essere più attivi, più responsabili, più critici e... più poetici, giusto per chiudere con chi ho iniziato, Heidegger. O con Nietzsche, che agli autori forse piace di più.
Una buon viaggio nel cratere e discernimento che ha creato la moderna spiritualità contemporanea, un pozzo di superficialità occidentale e self-help che spaccia per spirituale ciò che in verità si può riassumere come psicologia. Molto interessante, complesso - come giusto che sia - ma interessante.
Cosa vuol dire "spiritualità" nel mondo contemporaneo? In che modo la spiritualità occidentale è legata al capitalismo? Cos'è veramente la spiritualità e come si coltiva?
Attraverso un excursus storico sulla nascita e lo sviluppo della cultura New Age, gli autori ci spiegano perché quella che noi chiamiamo spiritualità è in realtà un miscuglio di idee adottate superficialmente al fine di migliorarci la vita nell'immediato. Ci mancano le facoltà di discernimento, di giudizio, e la profondità necessarie per conoscere davvero noi stessi e il mondo che ci circonda.
La spiritualità è individuale, ma è un percorso di trasformazione che si basa sull'incertezza (sul "non so") e pertanto non ha fine.
"Tu non sei Dio" di Andrea Colamedici è un saggio filosofico che mette in discussione molte delle credenze spirituali che vengono considerate vere e assolute nella società occidentale contemporanea. Il libro analizza l'origine e la tradizione di molte di queste credenze e invita il lettore a riflettere sulla loro validità. L'autore critica in particolare la tendenza della società contemporanea a considerare la spiritualità come un prodotto di consumo, con il conseguente rischio di svuotarla del suo significato profondo. Colamedici invita il lettore a cercare una spiritualità autentica e consapevole, che non si basi su semplici formule o pratiche superficiali, ma che richiede un impegno reale e una riflessione profonda sulla propria esistenza e sul significato della vita.
Una riflessione ragionata sulla spiritualità contemporanea.. che ti obbliga a vedere la realtà da un punto di vista differente, quello di colui che cerca di andare oltre e non smette di farsi domande! Saggio ben fatto!
Una paziente e articolata disamina di quanto possa fare male l’illusione di aver intrapreso un “cammino spirituale” senza adeguata preparazione. Sembra roba settoriale, e invece no.
Uno dei testi più formativi e che ti aprono la mente , che abbia mai letto! L'analisi così puntuale e variegata sulla spiritualità mi ha aiutato a discernere meglio sulle nuove "mode" in questo settore e come poterle approcciare al meglio. Credo sia il migliore saggio del duo , insieme a La società della performance. Imperdibile , insomma!