Uno dei luoghi che ricorre nella storia politica italiana è via Gradoli. La via Gradoli di Aldo Moro e dei servizi e la via Gradoli dove subisce una battuta d’arresto la vicenda politica di Piero Marrazzo, che nel 2009 è il presidente della Regione Lazio. Si parte così da via Gradoli per arrivare qui, oggi, avendo da subito intuito che quella battuta d’arresto non era che l’occasione di srotolare una storia più lunga, più ampia e, soprattutto, collettiva. Che cos’è, infatti, la politica se non la capacità di trasformare una vicenda privata in una vicenda al servizio di un’intera comunità? Storia senza eroi è il romanzo della vita di un uomo. Se non fosse che la vita di ciascuno di noi non comincia il giorno della nascita, ma prima, e talvolta pure in un altro la vicenda di via Gradoli e Piero Marrazzo comincia negli Stati Uniti, con la giovinezza di una donna preda delle scelte paterne, gli anni americani e “a colori” della madre Gina, dei quali in famiglia si sapeva poco, quasi niente, e che Piero, travolto dallo “scandalo”, decide di indagare per se stesso e il fratello, scoprendo un passato fatto di matrimoni nascosti, diritti negati, rapporti con la mafia, segreti inconfessabili e presunte vergogne cancellate con un colpo di spugna dal grande patriarca Eugenio, suocero del padre Joe, giornalista appassionato e che non scese mai a compromessi. Il punto di partenza di questo racconto – in cui epica e storia, notizie e illazioni, ricerca e intuizione si mescolano – è quello di chi ha deciso di narrarlo e che lo Piero Marrazzo, giornalista e politico, padre e figlio. Il punto di arrivo è invece una storia che riguarda tutti noi. Tra Stati Uniti e Italia, tra pubblico e privato, con una psicanalista a fare da guida e Giulia, Diletta e Chiara – figlie di Piero – che firmano i controcampi della vicenda dolorosa da cui questo libro parte, Storia senza eroi racconta i giorni, le azioni e i ricordi di un uomo che ha vissuto una stagione fondamentale della politica italiana.
Ho conosciuto l'autore ad una presentazione del suo libro e ne ho apprezzato la sincerità con cui ci ha parlato della sua vita. Nel libro c'è tanto di più, c'è la storia della sua famiglia di origine, una storia fatta di segreti e parole taciute. Molto belle le pagine di controcampo scritte dalle sue figlie.
Come rialzarsi di fronte a minacce e ricatti di natura sessuale o legati all’identità di genere
In ciò che può essere interpretato come un mix tra "Baby reindeer" e "la strada verso est" di Philippe Sands, Piero Marrazzo racconta come si è rialzato dopo lo scando del "Caso Marrazzo" del 2009, quando l'alloro famoso giornalista e poi Presidente della Regione Lazio fu ricattato da 4 carabinieri infedeli che lo sorpresero in compagnia di una prostituta trans. Intraprende un viaggio per scoprire i lati a lui sconoscuiti della storia familiare statiunitense e una spiegazione per la sua incapacità di parlare delle sue emozioni. In tutto ciò le sue tre figlie - Giulia, Diletta dal primo matrimonio e Chiara dal secondo - gli "hanno insegnato come a un padre si possa perdonare con il cuore un errore così grave come quello di non averle protette dagli effetti devastanti dello scandalo prima che si abbattesse su di loro. Rimanendo sempre al [suo] fianco, anche durate la stesura del libro. Ma lo [deve] anche a Manuela Fraire, la psicoanalista [...] che da sempre [gli] ha ricordato il dovere di raccontare la [sua] storia per tutte quelle persone, in particolare le più giovani, che credono che rialzarsi sia impossibile, soprattutto di fronte a minacce e ricatti di natura sessuale o legati all’identità di genere."
Ho provato delle emozioni contrastanti e questo non mi porta a dare un giudizio altissimo (anche perché è la mia prima autobiografia e non penso ne seguiranno molte altre perchè ho fatto un po’ fatica): diciamo che non ho letto ciò che mi aspettavo di leggere ma allo stesso tempo mi è piaciuto tutto questo viaggio alla riscoperta delle sue origini, che in qualche modo si legavano alla sua vicenda presente per cui alla fin fine non è stato così buttato per aria. Piero comunque mi dispiace, io capisco che fosse tua madre e capisco i traumi e tutto, ma non mi sento di giustificarla in questa maniera, la ritengo un po’ responsabile delle sue azioni. Poi vabbè sicuro il fatto che tu sia un giornalista ti ha reso un buon raccontastorie, alcuni punti li hai resi assolutamente avvincenti dove di straordinario non c’era granché e sei anche un po’ megalomane, ma infondo lo sono anche io per le mie cose, ti ho capito. Joe era un king. L’ho letto come se stessi intraprendendo anche io questo viaggio e spero che l’intento del libro fosse proprio quello. Ah e non ti conoscevo Piero, però quando ho detto a chi me l’ha chiesto cosa stessi leggendo, loro ti riconoscevano ancora come lo scandalo, vorrei dire curioso ma in realtà è prevedibile e mi sono anche un po’ infastidita per questo. Un giorno vorrei farmi una chiacchierata con te, ormai sento di conoscerti. Hai fatto i tuoi errori ma non sei né chi ti ha cresciuto né chi ti ha additato come un mostro, grazie per la tua testimonianza e grazie alle tue figlie per esserti state sempre accanto, non so se avrei avuto la stessa forza.
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E’ raro che scriva reviews ma sento il bisogno di complimentarmi con l’autore (e figlie) per la forza e coraggio avuti nel raccontare storie personali e dolorose che possano servire da esempio e coraggio a chi cade nella vita. Purtroppo Cadiamo tutti prima o poi nella vita ma nessuno di noi dovrebbe permettersi di giudicare il prossimo perché chi è senza peccato scagli la prima pietra. Piero Marrazzo nn solo è riuscito a rialzarsi riconoscendo gli errori fatti nei confronti dei familiari (e che errori … non vorrei essere mai stato nei panni della moglie) ma è’ riuscito a trasformare la caduta nel precipizio in una risalita meravigliosa e altrusticai. Libro profondo, scritto benissimo che tutti dovrebbero leggere per capire il male che il chiacchiericcio e il giudizio umano causano nella vita degli uomini.
Leggere questo libro mi ha preso molto tempo (e nel mentre ho letto diversi altri libri). Sulla trama non ho, chiaramente, niente da ridire. E' la storia vera di una caduta e della conseguente rinascita, la storia di una madre che colpisce perchè piena di patriarcato ed oppressione familiare, la storia di un uomo a cui è impedito di essere padre solo perchè omosessuale, la storia di un padre padrone e di un padre assente. Le famiglie sono croce e delizia e questo libro lo dimostra. Il mio voto (basso), quindi, è solo sullo stile usato dall'autore, che non mi ha aiutato per niente nella lettura, uno stile prolisso e arzigogolato e pesante. Belli, interessanti e scritti bene invece gli intermezzi delle figlie dell'autore.