Jump to ratings and reviews
Rate this book

Крутой маршрут. Хроника времен культа личности

Rate this book
The dramatic narrative of eighteen years of prisons, camps and exile is shocking with its merciless truthfulness and evokes the deepest respect for the strength of the human spirit, which was not broken by these terrible trials. “Journey into the Whirlwind”. is a document of an era whose horrors should no longer have a place in human history. The book is illustrated with photographs and original documents.

Famous human rights activists Raisa Orlova and Lev Kopelev talk about the last years of the life of the author of “Journey into the Whirlwind”. The publication is intended for a wide range of readers.
***************************************************************************************
Драматическое повествование о восемнадцати годах тюрем, лагерей и ссылок потрясает своей беспощадной правдивостью, вызывает глубочайшее уважение к силе человеческого духа, который не сломили эти страшные испытания. «Крутой маршрут» – документ эпохи, ужасам которой больше не должно быть места в истории человечества. Книга иллюстрирована фотографиями и подлинными документами. О последних годах жизни автора «Крутой маршрут» рассказывают известные правозащитники Раиса Орлова и Лев Копелев. Издание предназначено для широкого круга читателей.

928 pages, Hardcover

Published January 1, 2008

Loading...
Loading...

About the author

Eugenia Ginzburg

5 books69 followers
Eugenia Ginzburg (Russian: Евгения Гинзбург) was a Russian historian and writer. Soon after Eugenia Ginzburg was born into the family of a Jewish pharmacist in Moscow, her family moved to Kazan. In 1920 she entered the social sciences department of Kazan State University, later switching to pedagogy.

She worked as a rabfak (worker's faculty) teacher, then as an assistant at the University. Shortly thereafter, she married Pavel Aksyonov, the mayor of Kazan and a member of the Central Executive Committee of the USSR. After becoming a Communist Party member, Ginzburg continued her successful career as educator, journalist and administrator. Her oldest son, Alexei Fedorov, from her first marriage to Doctor Fedorov, was born in 1926 and died in the Great Patriotic War. Her younger son Vasily Aksyonov, born in 1932, went on to become a famous writer.

In February 1937, she was expelled from the party ranks and soon arrested for her alleged connections to the Trotskyists. (See also Great Purge). Her parents were also arrested but released two months later. Her husband was arrested in July and sentenced to 15 years of "corrective labor" with the confiscation of his property. (Articles 58-7 and 11). In August, Eugenia was also sentenced to ten years.

Eugenia Ginzburg experienced first-hand the infamous Moscow Lefortovo and Butyrka prisons, the Yaroslavl "Korovniki", as well as the journey on a prison train across the country to Vladivostok, and finally to Kolyma in the cargo hold of the steamer Jurma (Джурма). At Magadan, she worked at a camp hospital, but was soon sent into the cold depths of the Gulag and assigned to so-called common jobs, where she quickly became an emaciated dokhodyaga ("goner"). A Crimean German doctor, Anton Walter, probably saved her life by recommending her for a nursing position. Anton had been deported due to his German heritage, Eugenia due to her allegedly critical attitude to the Soviet system. They married later.

In February 1949, Ginzburg was formally released but had to stay in Magadan for five more years. She found a position at a kindergarten and secretly started to work on her memoirs. In October 1950 she was arrested again and exiled to Krasnoyarsk region, but before she left, her destination was changed to Kolyma. After Stalin's death in 1953, Ginzburg was able to visit Moscow and was fully rehabilitated in 1955, as were millions of wrongly convicted, many posthumously.

She returned to Moscow, worked as a reporter and continued her work on her magnum opus memoir, Journey into the Whirlwind (English title). After the book was completed (1967), all attempts to publish it in the USSR failed for political reasons and the manuscript was smuggled abroad, where it was widely published. Eventually, her book included 2 parts, in original Russian named "Krutoi marshrut I" and "Krutoi marshrut II" -- "Harsh Route" or "Steep Route."

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
754 (80%)
4 stars
147 (15%)
3 stars
29 (3%)
2 stars
4 (<1%)
1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 83 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,540 reviews2,568 followers
June 27, 2026
BUIO A MEZZOGIORNO



Nel 1937, quando tutto ebbe inizio, avevo poco più di trent’anni; ora ho di parecchio superato i cinquanta. Diciotto degli anni compresi in questo periodo li ho trascorsi là.

è dove viene confinata dalla repressione staliniana (di solito si usa l’espressione “purghe staliniane” che mi pare infinitamente riduttiva) che per Evgenija inizia nel 1937, ma per tanti altri era già iniziata da tempo.

è il carcere duro e il lager, la Kolyma, mitica parola che evoca terrore.

description
Emily Watson nel ruolo di Evgenija Ginzburg è la protagonista del film omonimo del 2009 diretto da Marleen Gorris.

Ma Evgenija non si lasciò schiacciare dal tormento e dallo sconforto: il senso di stupore per l’assurdità cosmica che stava subendo l’aiutò a sopravvivere, la sua spiccata curiosità per gli uomini e gli aspetti della vita la portò a essere vittima e osservatrice al contempo.

E da osservatrice e vittima, da protagonista e commentatrice, regala 700 meravigliose pagine che sono proprio quello che il titolo promette e mantiene: non solo una grande preziosa e spietata testimonianza, ma un autentico viaggio nel gorgo.



Vertigine interiore ed esteriore: fine di qualsiasi logica e regola di buon senso, dilagare della paura e della violenza che genera terrore, smarrimento nel sentirsi improvvisamente insignificante e annullato, morte dell’individuo che diventa soltanto una moltitudine di un milione divisa per un milione (A.Koestler).

Eppure, Evgenija non è Rubasciov, il protagonista di Buio a mezzogiorno, non ha ancora cominciato a preporre l’uomo all’umanità, non è ancora colpevole di aver dato voce a quella "finzione grammaticale" che nell'universo concentrazionario stalinista risponde alla prima persona singolare, all' "io" - non ha ancora cominciato ad ascoltare la propria voce interiore e dunque a farsi domande su domande.

description

Tutto questo avverrà solo in seguito, conseguenza dei fatti che la travolgono.
Nel 1937 è un fedele convinto entusiasta membro del Partito Comunista russo: ma la macchina è già in moto da tempo (socialrivoluzionari e menscevichi e ucraini…), anche se lei non se ne è ancora accorta, e la macchina ha bisogno di tritare corpi e anime per mantenere il passo.
Evgenija viene accusata di attività anti-rivoluzionarie, e processata per trotzkismo, condannata a dieci anni, che diventeranno circa 18 prima di poter tornare sul “continente”.

Il racconto segue passo passo gli accadimenti, dalle prime accuse, al processo, al carcere e infine al lager.

Sono tante le scoperte che aspettano Evgenija, e noi spettatori: per esempio, che anche tra i detenuti esistesse un culto quasi religioso di Stalin – c’erano condannati che si rifiutavano di credere Stalin sapesse quello che accadeva nei tribunali, nelle prigioni, nei lager – il Grande Umanitario, nonché il Migliore Amico dei Bambini, era al di sopra di ogni sospetto anche per qualcuno dei relitti umani che la Kolyma produceva e distruggeva.
Intanto la gente veniva eliminata a strati.

description

La scoperta che il trasferimento nel lager può suscitare attesa ed eccitazione: la parola Kolyma infondeva speranza, laggiù cibo, aria aperta, lavoro per sentirsi utili, fine dell’afa - finalmente vita in comune, fine dell’isolamento, il cielo, la luce, fine della reclusione sigillata.
Si esprimeva l’antica esigenza dell’animo umano di coltivare speranza, annota Evgenija, che non poteva certo scrivere in quei frangenti, ma conservava nella memoria per consegnare alla carta i suoi preziosi ricordi molti anni dopo.

La scoperta che all’arrivo nel campo di smistamento, le donne che viaggiano con lei vedono gli uomini dopo anni di carcere e iniziano subito storie d’amore appassionate: quegli esseri umani, ormai privi quasi di corpo, venuti a contatto l’uno con l’altro, improvvisamente, come per magia, riacquistarono l’intensità di percezioni smarrita a causa delle smisurate sofferenze patite. Domani li manderanno in direzioni diverse e non si vedranno mai più. Ma oggi si guardano commossi negli occhi attraverso il filo spinato arrugginito, e parlano, parlano… Non ho mai visto un amore più elevato e pieno di abnegazione di quello che unì per un solo giorno quegli sconosciuti. Forse perché davvero, in quel momento, l’amore era accanto alla morte.
Ogni giorno di vita in più va festeggiato ripetendosi oggi vi è andata male, cara signora morte, addio, alla prossima occasione, ogni attimo ci si ripete soffro, dunque vivo.

Basta poco tempo nel lager per capire che si è atteso invano di arrivarci, la realtà è ben diversa, e si è lasciato alle spalle qualcosa che può addirittura valere la pena rimpiangere, il carcere, soprattutto quello di rigore, eleva i detenuti, li spinge verso la purificazione morale, riesce a tirare fuori i tesori nascosti nel nostro animo – mentre il lager presentava personalità stravolte dalla lotta per la sopravvivenza.



Il ricordo di Evgenija è nitido anche anni dopo e riesce a esprimerlo con parole ferme, lucide, semplici.

Non posso che lasciare parlare ancora direttamente lei, maestra di vita:
La particolarità del nostro inferno stava nel fatto che al suo ingresso non c’era l’iscrizione LASCIATE OGNI SPERANZA O VOI CHE ENTRATE. Al contrario, la speranza c’era. Non ci mandavano nelle camere a gas o alla forca. C’erano lavori che portavano presto alla morte, sia lavori ai quali era possibile sopravvivere. Era molto più probabile morire che vivere, è vero, tuttavia speranze di farcela ce n’erano. Seppure illusorie, vacillanti come una fiammella al vento. Ma come esiste la speranza, esiste anche il terrore.

E ancora, sempre parole sue, sempre belle e preziose:
La cosa più terribile è quando l’ingiustizia diventa quotidianità, prosaica routine che si protrae per decenni. Nel ’37 l’ingiustizia aveva preso forme monumentali e tragiche. Ora nel ’49, sapevo che la sofferenza purifica solo in una certa misura, quando si protrae per decenni e diventa quotidianità non purifica più, ma ci trasforma semplicemente in pezzi di legno.



Non riesco a non riportare qui frasi intere prese dalle sue pagine, mi sembrano troppo importanti, mi sembrano imperdibili:
Nella nostra epoca, caratterizzata dalla labilità della linea che separa i carnefici dalle vittime (quante persone prima di andare a finire nel tritacarne staliniano, avevano collaborato con impegno a tritare la carne degli altri!), non esiste più quella solida barricata che, ad esempio nel 1905, separava nettamente i due eserciti: da una parte loro, dall’altra noi. L’inaudito sistema di corruzione delle anime messo in atto attraverso la Grande Menzogna ha fatto sì che migliaia e migliaia di uomini e donne semplici cadessero nell’inganno. E adesso che cosa avremmo potuto fare, farla pagare a tutti? Rivaleggiare con il tiranno in crudeltà? Prolungare senza fine il trionfo dell’odio?

description

Anche quando le cose cominciano ad andare meglio, Evgenija ha riflessioni su cui vale la pena fermarsi:
La sorprendente facilità a dimenticare, a cancellare tutto nella memoria per tornare alle posizioni di partenza, senza minimamente rivedere i propri valori alla luce della crudele esperienza vissuta, senza alcuna compassione per coloro con i quali ancora ieri si era fratelli. Ma come si possono comprendere, e quindi perdonare, coloro che per amore della carriera, per la fiera della verità, vogliono dimenticare tutto, soffocare in se stessi quanto hanno scoperto attraverso la sofferenza, e proseguire come se niente fosse successo la strada che stavano percorrendo prima dell’arresto?!

E quando Evgenija e la Russia sembra che possano ricominciare a respirare e sperare, Stalin è finalmente sepolto, il XX Congresso con le parole di Kruscev riabilita le vittime (non tutte) e condanna i carnefici (alcuni), altrove invece (Ungheria, Cecoslovacchia) il tritacarne sta lavorando alla grande, proprio in quella notte per me benedetta, quando mi sembrava che fosse arrivata la fine delle nostre sofferenze, ai nostri confini, in Cecoslovacchia, si continuavano a torturare degli uomini, a umiliarli, a obbligarli a recitare le infami commedie dei processi, si continuano a impiccare degli uomini senza motivo.

Un libro per ricordarci che apparteniamo ancora al genere umano.

Se non altro, per sperarlo.



IL FILM DI MARLEEN GORRIS (2009):
Il linguaggio visivo (quello delle immagini in movimento perlomeno) è cambiato così tanto negli ultimi tempi, grazie anche alle serie tv, che questo film del 2009 sembra appartenere al millennio precedente: pulitino, educato, scolastico. Un adattamento diligente. In certi momenti fin troppo stile tv movie d’antan. Salvo un buon attacco di montaggio che salta anni e situazioni.
Non era facile condensare settecento e passa pagine in un film di durata standard (cento minuti scarsi), ma serviva altra direzione, altra interprete, altro cast intorno (in qualche momento quasi imbarazzante).
Serviva essere più freddi, meno melo: una situazione che parla da sola non ha bisogno di tinte spinte. Salvo poi non spingerle davvero quando servirebbe. Era necessario un approccio più documentaristico, meno ricostruito, meno di finzione.
Troppo spesso purtroppo il dialogo ha funzione di spiegazione, o di didascalia.

Profile Image for Emiliya Bozhilova.
2,043 reviews409 followers
July 6, 2026
Bulgarian review first, followed by the English translation below

”…арестуването беше станало откриване на света за мен, правоверната хунвейбинка […] Видях неизвестен и дори неподозиран долен свят. У мен се пробуди наглед съвсем атрофиралата потребност да намирам самостоятелни отговори на отвратителни въпроси.”

“И така, аз написах истината. Не ЦЯЛАТА истина (ЦЯЛАТА вероятно дори не ми е известна), но САМО ИСТИНАТА.
Да, за да напиша ЦЯЛАТА истина, нямах нито информацията, нито уменията, нито дълбочината на разбирането. […] Ръководеше ме простичката мисъл, че истината не се нуждае от оправданието на целесъобразността. Тя е просто ИСТИНА. И нека целесъобразността се гради на нея, а не обратното.”

—————
https://youtu.be/Vn6MwNUfTks

—————
Евгения Соломоновна (порусчено на Семьоновна) Гинзбург е родена през 1904 г. и е от онези енергични души, които се борят за големи идеи и за установяването на нов, по-добър свят. Поне така смята тя, попаднала в матрицата на надъханата марксистко-ленинистка догма. Комунизмът е новата религия на СССР. Евгения Соломоновна щеше да си остане енергичен партиен работник с удобни идеали и светоглед и с малко по-добра обща култура от обичайното, ако не беше дошла страшната 1937 г., когато Сталин решава да се отърве от “гнилата” част на съветското общество - т.е. от първото едва успяло да се сформира след кланетата от 1917 - 1922 г. поколение чисто нова съветска интелигенция, офицерство и специалисти. На НКВД са спуснати “производствени” норми от Кремъл колко и какви видове диверсанти следва да бъдат разкрити и осъдени. Влиза в сила митичния член 58, според който присъдата за контрареволюционна дейност ти е гарантирана и само по подозрение. А подозрения да искаш… Но НКВД не се задоволява с тях - доказателствата се фабрикуват на конвейр и се наслагват в общ конспиративен сюжет посредством мъчения и затъмняващото Холивуд въображение на палачите.

И партийната работничка и университетска преподавателка Гинзбург, откъсната от двете си малки деца (едното тя никога повече няма да види), поема по пътя, отреден ѝ от параноичните измислици на властите, минаващ през военна колегия, издала присъда за тероризъм (?!) и 10 годишен строг тъмничен изолатор, който след “само” 2 години се “превръща” в концентрационен лагер в Колима. Евгения Соломоновна - против волята си - проглежда. И никога повече не затваря очи пред репресиите, лъжите, пропагандата, издевателствата. Никога повече не обърква палачи с жертви, поемайки своя дял от вината да се стигне до 1937 г, защото идеологическата слепота също е вина… и се заема същевременно с тежката задача да оцелее в тайгата при минус 50 градуса. За нея също важат с пълна сила думите на Солженицин - “Беше щастие, че ме затвориха. Иначе нямаше да стана този, който станах.”

Примо Леви казва, че от концентрационните лагери малцината оцелели не са най-добрите, а най-адаптивните. Най-добрите умират първи. Гинзбург, подобно на Солженицин и на самия Леви, е от адаптивните. Физически изключително здрава, общителна и обаятелна, леко манипулативна, оптимистка и непримиримо жизнелюбива, тя преживява страховития изолатор с поезия и смъртоносната тайга - с умението да открива по-топли кътчета с мъничко повече храна и по-лека работа. Докато адът се вихри около нея и гласовете на безброй погубени и гинещи души се излива на страниците. Гинзбург е предимно свидетел, тя успява да се измъкне от онези дейности, които са гарантирана смърт. Но свидетел, минал все пак през самия ад - от началото до края. Свидетел, запазил по-голямата част от душата си, и никога повече не отказал се от истината.

Много е страшен жанрът, в който тя пише. Т.нар. “лагерна проза”, в който руският “доайен” е Шаламов, картограф и хроникьор е Солженицин, а тъжен психолог е Гинзбург. А от страна на надзирателите имаме Довлатов. Жанр, роден от ада на историята. Още по-страшно е колко “днешно” звучат много от наблюденията и иронията на Гинзбург. Те са верни и за Русия от 2024 г. Мракобесието никога не си е отивало, виждащите са малко и бягат или са избивани. Или смълчавани и затъпявани. А Северна Корея пък е подобрила лагерите…

Набитото око на Гинзбург не изпуска нито един психологически портрет в обкръжението ѝ, без да губи иронията, човешката си топлота и изскочилата от храста на тоталитаризма вечна истина, че той - тоталитаризмът- царува именно със съучастието на всички замесени. И че невинни са единствено дечицата, родени при минус 50 градуса в лагерните бараки, и оставяни без достатъчно питателна храна и човешка ласка (тази глава беше най-непоносимата), докато майките им гинат в тайгата.

Тази книга отлежа на лавиците близо 4 години и преживя 2 премествания, преди да я отворя. На моменти я поглеждах и се чудех - ама защо да го чета това, какво ново ще каже, ами то всичко така е ясно… Пък и как се чете за етапи, конвои, тайга, смърт, дажби, дребни подлости сред затворници и надзиратели, които обаче подлости решават кой ще живее, идеологическата тъпота, насаждана от детската ясла, където тригодишните деца се възпитават в “патриотизъм” и омраза към врага… Оказа се, че има, има много, много още за казване. Гинзбург рисува бита, ежедневието, нюансите в поведението. Включително на едни иначе незли, нелоши хора. Които обаче лесничко стават палачи, а ако задуха нов вятър - свиват рамене с хлапашка усмивка и казват “‘ми к’во толкова, такива бяха времената, всички така правеха, това ни казваха, че е правилното, ние само изпълнявахме, пък и не бяхме най-лошите, без лоши чувства, значи!”.

Не че самата Гинзбург си няма треските за дялане. В няколко момента бях убедена, че разкрасява, но пък епизодът беше толкова страховит, та би било съвсем разбираемо, човешката поносимост към ужаса дори в спомена е ограничена. Или пък в някои моменти се пази да не задълбава в детайлите на околните страдания и се плъзва към себецентрираност. Но такива моменти не са много, и отново са съвсем понятни, а Гинзбург се старае винаги да се коригира към обективност. Също като Солженицин, и тя се отвращава от криминалните, и често презрително пропуска човешкото у тях, но за разлика от Солженицин - макар и рядко - все пак го улавя с трогателна непосредственост… Малко ме е яд и че читателят се среща със “смекчена” версия на този мемоар - първата версия на ръкописа си Гинзбург унищожава, опасявайки се от остротата в нея, ако я открият при обиск, а и все още храни надежда, че цензурата ще допусне публикация на една по-“загладена” трактовка. Тоталитарната цензура, естествено, не допуска никакво публикуване, всички удобно искат да забравят онези “бивши” хора, обитаващи фантастични кътчета до полярния кръг… Но пък самиздатът е пълен успех…

На фона на 2024 г. съм готова да се обзаложа, че в днешна Русия тази книга не се ползва с протекцията на властите. И ако някой можеше да я направи задължително четиво за всички кандидати за спасение чрез патриотизъм, омраза към “другите” и “традиционни” ценности, нямаше да е лошо. Но те такива ще си кажат - “как, ние сме от добрите, това за нас не се отнася”. Не мисля, че Евгения Соломоновна би се съгласила. Все пак целият ѝ живот е доказателството, а не просто някакви глупави лозунги…

П.П. Книгата не е официално забранена с декрет (както в СССР), но е практически премахната от училищните програми и библиотеките. В Русия през 2026 г. властва доктрината на „позитивната история“. Всяка книга, която се фокусира върху репресиите, се определя като „очерняне на миналото“ или „чуждо влияние“. Музеите на репресиите (като този в Перм-36) са превърнати в музеи на „трудовия подвиг“ или на надзирателите.




“...being arrested had become the discovery of the world for me, the orthodox Red Guard [...] I saw an unknown and even unsuspected underworld. Within me, a seemingly completely atrophied need to find independent answers to disgusting questions was awakened.”

“And so, I wrote the truth. Not the WHOLE truth (the WHOLE is probably not even known to me), but ONLY THE TRUTH. Yes, to write the WHOLE truth, I had neither the information, nor the skills, nor the depth of understanding. [...] I was guided by the simple thought that truth does not need the justification of expediency. It is simply TRUTH. And let expediency be built upon it, not the other way around.”


—————
https://youtu.be/Vn6MwNUfTks

—————
Evgenia Solomonovna (Russified to Semyonovna) Ginzburg was born in 1904 and was one of those energetic souls who fight for grand ideas and the establishment of a new, better world. At least, that is what she thought, caught in the matrix of fervent Marxist-Leninist dogma. Communism was the new religion of the USSR. Evgenia Solomonovna would have remained an energetic party worker with convenient ideals and a worldview—possessing perhaps slightly better general culture than average—had the terrifying year of 1937 not arrived. That was when Stalin decided to rid himself of the "rotten" part of Soviet society: the first generation of a brand-new Soviet intelligentsia, officers, and specialists that had barely managed to form after the massacres of 1917–1922.

The NKVD was issued "production" quotas from the Kremlin on how many and what types of saboteurs were to be uncovered and sentenced. The mythical Article 58 came into force, guaranteeing a sentence for counter-revolutionary activity based solely on suspicion. And suspicions were plenty… But the NKVD was not satisfied with them—evidence was manufactured on a conveyor belt, layered into a grand conspiratorial plot through torture and an imagination that would overshadow Hollywood.

And so Ginzburg, the party worker and university lecturer, torn from her two young children (one of whom she would never see again), embarked on the path ordained for her by the paranoid fictions of the authorities. A path leading through a military collegium that issued a sentence for terrorism (?!) and a 10-year term in a strict prison isolation cell, which after "only" 2 years "transformed" into a concentration camp in Kolyma. Evgenia Solomonovna—against her will—attained sight. And she never closed her eyes again to the repressions, the lies, the propaganda, the atrocities. She never again confused executioners with victims, taking her share of the blame for allowing 1937 to happen, for ideological blindness is also a form of guilt… and simultaneously undertook the heavy task of surviving in the taiga at minus 50 degrees. Solzhenitsyn's words applied to her in full force: "It was a blessing that I was imprisoned. Otherwise, I would not have become who I became."

Primo Levi says that from the concentration camps, the few who survived were not the best, but the most adaptable. The best die first. Ginzburg, like Solzhenitsyn and Levi himself, was among the adaptable. Physically extremely resilient, sociable, and charismatic, slightly manipulative, an optimist with an irrepressible love for life, she survived the terrifying isolation through poetry and the deadly taiga through the skill of finding warmer spots with a bit more food and lighter work. While hell raged around her, the voices of countless lost and dying souls poured onto the pages. Ginzburg is primarily a witness; she managed to escape those activities that were guaranteed death. But she was a witness who nonetheless went through hell itself—from beginning to end. A witness who preserved the greater part of her soul and never again renounced the truth.

The genre in which she writes is terrifying. The so-called "camp prose," where the Russian "doyen" is Shalamov, the cartographer and chronicler is Solzhenitsyn, and the somber psychologist is Ginzburg. And from the side of the guards, we have Dovlatov. A genre born from the hell of history. Even more frightening is how "current" many of Ginzburg's observations and irony sound today. They hold true for Russia in 2024 as well. The darkness never truly left; those who see are few and they flee, are killed, or are silenced and stupefied. And North Korea has only "improved" upon the camps…

Ginzburg's keen eye misses not a single psychological portrait in her surroundings, never losing her irony, her human warmth, or the eternal truth that leaped from the thicket of totalitarianism: that it—totalitarianism—reigns precisely through the complicity of everyone involved. And that the only innocent ones are the children born at minus 50 degrees in the camp barracks, left without sufficient nutrition or human tenderness (this chapter was the most unbearable), while their mothers perished in the taiga.

This book sat on my shelves for nearly 4 years and survived two moves before I opened it. At times, I would look at it and wonder—why read this? What new thing could it say? It’s all so clear already… And how does one read about transit stages, convoys, the taiga, death, rations, the petty meanness among prisoners and guards—meanness that decided who lived—the ideological stupidity instilled from nursery school, where three-year-olds are raised on "patriotism" and hatred for the enemy… It turned out there is much, much more yet to be said. Ginzburg paints the daily life, the nuances of behavior—including those of otherwise not-evil, not-bad people. People who, however, easily become executioners, and if a new wind blows, shrug with a boyish smile and say: "Well, what of it? Those were the times, everyone did it, that’s what we were told was right, we were just following orders, and we weren't the worst anyway—no hard feelings, then!"

Not that Ginzburg herself doesn't have her flaws. In several moments, I was convinced she was embellishing, but then the episode was so horrific that it would be entirely understandable; human tolerance for horror, even in memory, is limited. Or in some moments, she avoids delving into the details of others' suffering, drifting toward self-centeredness. But such moments are few, and again, entirely comprehensible, and Ginzburg always strives to correct herself toward objectivity. Like Solzhenitsyn, she is revolted by the common criminals and often contemptuously misses the human in them, but unlike Solzhenitsyn—though rarely—she still captures it with touching immediacy… I am also slightly frustrated that the reader meets a "softened" version of this memoir—Ginzburg destroyed the first version of her manuscript, fearing its sharpness if discovered during a search, and still harboring hope that censorship might allow the publication of a more "smoothed-over" interpretation. Totalitarian censorship, naturally, allowed no publication at all; everyone conveniently wanted to forget those "former" people inhabiting fantastic corners of the polar circle… But samizdat was a complete success…

Against the backdrop of 2024, I am ready to bet that in today's Russia, this book does not enjoy the protection of the authorities. And if someone could make it mandatory reading for all candidates for "salvation" through patriotism, hatred of "others," and "traditional" values, it wouldn't be a bad thing. But they, such people, would say—"How? We are the good ones, this doesn't apply to us." I don't think Evgenia Solomonovna would agree. After all, her entire life is the proof, not just some foolish slogans…

P.S. The book is not officially banned by decree (as it was in the USSR), but it has been practically removed from school curricula and libraries. In the Russia of 2026, the doctrine of "positive history" reigns supreme. Any book focusing on repressions is labeled as "blackening the past" or "foreign influence." Museums of repression (such as Perm-36) have been transformed into museums of "labor heroism" or dedicated to the prison guards.
Profile Image for Olga Lukinskaya.
Author 1 book54 followers
June 5, 2024
Великая книга, к которой я так боялась подступиться. Боялась провалиться в болотистую тьму. А она написана таким лёгким языком, что читаешь и читаешь, иногда только останавливаешься всплакнуть. Невероятной силы человек Евгения Гинзбург. С чувством юмора в самые страшные моменты.
"Мне ведь с самого начала говорили — там люди умные сидят, если ошиблись, то разберутся и выпустят. И ведь так и получилось, не прошло и двадцати лет". Восемнадцать лет от ареста до реабилитации "за отсутствием состава преступления". Восемнадцать лет, за которые было потеряно здоровье, умерли родители, пропал муж, умер ребёнок, и ни с кем не было возможности попрощаться. Великая женщина, которая и после не спилась, не убила себя, а жила и жила дальше, работала, любила, удочерила девочку из "круглосуточного детского сада".
Читать и перечитывать.
Profile Image for Dmitriy Slepov.
161 reviews9 followers
May 22, 2024
Книга повествует об аресте, тюрьме, лагере и ссылке в судьбе Евгении Семёновны Гинзбург, матери писателя Василия Аксёнова. Сама она обозначила подзаголовок (или жанр?): "Хроника времён культа личности".
Казалось бы, тема освещена неоднократно, но есть причины, почему надо обязательно прочитать именно эту книгу. Не смотря на ужасы, которые окружали Е.С., книга получилась жизнеутверждающей, в силу удивительного характера автора. Всё страшное, что творилось вокруг, она описывает часто довольно поверхностно: достаточно, чтобы понять, насколько всё было страшно, но не углубляясь в подробности, чернуху, депрессию. Многие вещи проходят мимо, как и другие "бытовые условия" нашей жизни, уходят на второй план. Так наверное и тут. На первом месте - человек, его душа, борьба за то, чтобы не стать привидением, живым мертвецом.
Удивительным образом через все эти 18 лет Евгении Гинзбург удалось сохранить в себе живого человека, способность сострадания и со-радости, способность любить поэзию и литературу, дружить, любить. И это ей во многом воздавалось - люди старались ей помочь в меру своих сил, вытаскивали из сложных условий работы, помогали, лечили... Казалось бы - магаданские лагеря, люди либо звери, либо ходячие трупы, а ведь нет. В них тоже сохранялось человеческое, и оно откликалось на удивительного, открытого человека.
Итог удивительный и неожиданный для меня. Книга про сталинские репрессии приносит главную мысль: старайся быть человеком не смотря на обстоятельства. Старайся любить жизнь, и она тебе ответит взаимностью...
Profile Image for Maria Zakruchenko.
167 reviews16 followers
September 2, 2022
Самое страшное вот этот рефрен: Мне невероятно повезло...
Profile Image for Alexander Zvonov.
92 reviews2 followers
May 16, 2022
Невероятная книга, стоящая на одной полке с Солженициным и Шаламовым, но совершенно выдающаяся на их фоне. Читается на одном дыхании. Это в чистом виде учебник человеческого бесстрашия. Эта книга о способности сохранить свет и чистоту луши в промозглой бесконечной тьме. Женская рука литератора чувствуется во всем. повествование, не смотря на все свои ужасы, выдержано очень литературно, местами по настоящему трогательно. самая эмоциональная часть книги - жизнь после освобождения, встреча с сыном, второй срок, удочерение, смерть таркана, Это только женщина так серьезно и одновременно чувственно описать могла. браво!
Эта книга которую должен прочитать в первую очередь каждый русский.
Она прокладывает параллели и к сегодняшнему дню. есть над чем задуматься.
Profile Image for Olga.
95 reviews1 follower
June 20, 2023
Книга яка дуже вразила і назавжди залишила свій слід в сердці. Варто читати історичні книжки, щоб не було такого жаху, який зараз в Україні. Повинні вчитись на помилках минулого і не робити ад на землі знову
Profile Image for Mindaugas Grigas.
70 reviews14 followers
June 9, 2021
Tai ilga knyga. Ir skaitant skaudėjo. Skaudėjo, nes net ir skaitant tokias knygas yra sunku suvokti, kaip nutiko, kad šalyje įsigalėjo Teroras ir Baimė. Knyga, parašyta buvusios komunistų partijos narės, universiteto rusų kalbos ir literatūros dėstytojos, žurnalistės Jelenos Ginzburg. Knyga, kuri aprašo istorijos periodą, kuris kažkodėl visada mane labai domino. Esu skaitęs daug šia tema. Bet ši knyga leidžia suprasti, kad Sovietų šalyje praktiškai tuo metu buvo tik budeliai ir jų aukos. O po jų liko tik tų žmonių palikuonys. Budelių palikuonys. Aukų palikuonys. Visuomenės sluoksniai buvo “nuimami” kaip torto sluoksniai. Kažkodėl prieš akis vis iškildavo Rūtos Šepetys romanas apie trėmimus iš Lietuvos. Atėjo priešas ir elgėsi kaip priešas. Bet čia? Sunaikintas visas bokševikų partijos žiedas. Rauta kaip piktžoles. Ir žmonės netikėjo, kad taip gali būti. Klaida. Taip, klaida ir tuoj viskas bus išsiaiškinta ir visi nekalti bus paleisti į laisvę. Aha. Pamatyti iš vidaus, ką reiškia gyventi laukimu. Laukimu neišvengiamo suėmimo. Ką reiškia pajausti, kad tu jau esi “kitas”. “Liaudies priešas”. “Teroristas”. Ne žmogus. Autorė gavo 10 metų. Už nieką. Kaip ir visi kiti jos likimo broliai/sesės. Kažkas pažinojo ko nereikia pažinti, kažkas anekdotą pasakė, kažkas… Ant kažko kažkas tardytojui parašė, savo kailį gelbėdamas. Trys metai kalėjimo. Pradžioje vienutė. Tada likimo draugė į kelis kvadratinius metrus. Karceriai švenčių proga. Paskui ilgesnė kaip mėnesis kelionė prekiniu vagonu su vandens norma stiklinė paroje. Tremtis Kolyma. 7 metai. Tada dar 8 be teisės išvykti iš Kolymos sostinės Magadano. Aš skaičiau knygą pakeliui į darbą traukinyje ir nesuskaičiuojamą kartų skaičių įsispoksodavau pro langą stiklinėmis akimis. Dėl žmonių niekšybių. O kartais - dėl protu nesuvokiamo gerumo. O išlipęs iš traukinio traukdavau pilnais plaučiais gaivų jūrinį orą ir bandydavau įsivaizduoti, kaip ši moteris sugebėjo visą tai išgyventi. Be galimybės įkvėpti gaivaus oro vienutėje. Knyga epocha.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Юлія Гордійченко.
168 reviews9 followers
August 6, 2020
Найважча книга з усіх перечитаних. Її треба давати прочитати усім, хто бажає повернутись в Радянський Союз і вважає, що "тоді було краще". Сторінки, які просякнуті несправедливістю, біллю, силою, страхом й відчаєм. Історія жінки, яку була несправедливо засуджено, як ворог народу. Історія жінки, яка втратила усе своє життя у тюрмах й таборах. Найстрашніше те, що це не художня література, а реальна історія, а таких історій було тисячі чи мільйони...
Profile Image for Katya Aloshyna.
52 reviews17 followers
February 24, 2025
Як же я давно читала цю книгу. Як зараз пам'ятаю, що Гінзберг їхала етапом з Оленою Телігою і там є мемуари про неї. Дуже потужна і людяна хроніка страшних подій 37 року , які переросли в десятки років заслання. Дуже старшна історія, але при цьому вона так живо написано, так яскраво. Таке пережити і залишити в собі віру в світло це звісно щось магічне. До речі пам'ятаю, вона доживала свої роки у Львові, як була звільнена
Profile Image for Tonya.
62 reviews31 followers
April 12, 2018
10/5 kinda book. I would recommend it to absolutely every human being. Apparently, "Into the whirlwind", the English version of it, is lacking a lot of material from the original book, and it's a shame.
Profile Image for Magda.
Author 1 book10 followers
February 7, 2024
Sentimentální blábolení:
Tahle kniha tak nějak rámovala mé studium politologie – narazila jsem na ni už v prvním semestru bakalářského studia v semináři Komunismus v ČR. Ale tehdy to byla vzácná položka v antikvariátech vydaná na počátku 90. let a naprosto nesehnatelná. A tak dlouho ležela v mém seznamu to-read a já doufala, že na ni někdy narazím.
A pak jsem zjistila, že ji znovu vydali dva roky zpátky. Našla jsem si na ni čas až teď, po magisterských státnicích, na konci mého studentského života. Vlastně jsem na tuto knihu myslela celých pět let v kuse.

Skutečná recenze:
Je to hrozná a hrozně dobrá kniha. Jedna z nejvíce depresivních četeb za poslední roky, zařaďte si to hned vedle Souostroví Gulag. Téma je stejné. Strmá cesta je autobiografie popisující 18 let, které autorka prožila v lágrech na Sibiři. Píše o svém prožívání jasně, bez vytáček, ale taky bez vyžívání se v brutalitě. Poučná četba. Pronikavý styl psaní a porozumění světa z toho udělaly pětihvězdičkovou četbu.
Doporučuju, ale je to náročné a smutné.
Profile Image for Edmond Dantes.
376 reviews30 followers
May 15, 2014
18 anni vissuti là...

la dove si lotta per un pezzo di pane, una minestra acquosa, un posto sul tavolaccio, una pezza per coprsi i piedi dai -50° della Kolyma; sopravvivere all'inferno nell'inferno dei campi di punizione per i condannati ....etc.. tutto questo senza mai perdere l'umanità dell'uomo..
Splendido Romanzo che alterna al racconto delle traversie le riflessioni personali della Ginzburg, simili e assonanti a quelle di Grossman di Vita e Destino e di Tutto scorre.
Pietra Miliare imperdibile
(peccato che il libro sia introvabile salvo qualche copia su ebay...)
43 reviews1 follower
August 2, 2016
По свидетельствам очевидцев, в этой книге много лжи. Но это все равно очень сильная и необходимая к прочтению книга.
Profile Image for Anna Yadgarov.
351 reviews10 followers
May 11, 2024
Никогда не перестану удивляться чудовищности преступлений которые могла совершить страна по отношению к своим же гражданам.

Интереснейшая и прекрасно написаная книга про Советский ГУЛАГ. Это подробное описание 18 лет жизни Евгении Гинзбург, арестованной в 1937, наряду со многими другими подвергнувшимися репрессиями ни в чем не виновных людей, и заключенной в тюрьму, позже посланной на Колыму в лагеря. Вторично арестованной после освобождения. Несмотря на трудности, эта книга человеческая и светлая, написана в спокойной форме, не зацикливаясь на ужасных страданиях.

*************************************************************

«Много таких духовно мертвых людей я встречала потом на своем лагерном пути. В тюрьме таких не было. Тюрьма, особенно одиночная, наоборот, возвышала людей, очищала их нравственно, раскрывала все глубинные алмазы и золотые россыпи души.»


«Абсолютная власть разлагает абсолютно.»

«Сложное чувство испытывает путник, идущий по колымской трассе, увидав человека, идущего навстречу. Первый импульс - радость. Ты больше не один на один с враждебной природой. Рядом существо твоего вида, и ты испытываешь облегчающее чувство локтя.
Но это лишь в первую секунду.»

Про массовые обвинения в участии в террористических контрреволюционных группах:
«Ведь при миллионах террористов НИКТО, абсолютно никто не был убит… Киров только… Но имя его убийцы мы все в лагерях знали твердо. Так…»

Слушала аудио книгу в замечательном исполнении Галиной Тюниной
1 review1 follower
April 22, 2025
Это важная книга о мрачном периоде истории, рассказанная через личный опыт одного человека. Однако на протяжении всей книги я не могла отделаться от ощущения, что автор мне совершенно не близок — более того, порой даже раздражал своим высокомерным отношением к очень разным людям, сопровождавшим ее на разных частях пути. Она часто грубо осуждает всех вокруг, кто не соответствуют ее личным представлениям или не дотягивает до ее интеллектуальной планки. Автор рассуждает о несправедливости всего, что с ней происходит, но тут же вспоминает безмятежные времена сытых застолий на партийных дачах, когда режим казался идеальным, а будущее — светлым.
Profile Image for Ekaterina Dolgova.
216 reviews6 followers
June 27, 2024
Это однозначно 5 и обязательно к прочтению всем (книга изначально была издана за границей и переведена на европейские языки).
Замечательный язык повествования об ужасающих событиях, условиях, очень разных человеческих проявлениях и судьбах.
Сколько же может выдержать человек... невозможно представить
38 reviews1 follower
August 29, 2022
Тежка, мъчна книга.... и въпреки това има някаква светлина и мекота в нея. Много ми хареса как пише авторката. И как е успяла да съхрани всичко, без да е можела през тези 18 години да го докуменира. Солженицин още не съм го чела, но тази книга ме покърти, с безумието на случващото се и със всепроникващия страх в целия живот на хората / не само обикновените, но и тези с власт/. Как не можеш да се опълчиш, а ако го направиш...... Трудно открих книгата, но си заслужаваше прочита на всяка страница от нея. Препоръчвам .
Profile Image for Lia.
201 reviews
March 12, 2023
"Sono sdraiata con gli occhi spalancati sulla brandina centrale e nella mia mente si affollano pensieri eretici su quanto sia labile il confine fra l'onestà adamantina e la più ottusa intolleranza, e ancora, su come siano settare e relative tutte le ideologie mentre sono assoluti gli spaventosi tormenti cui gli uomini si condannano reciprocamente."

Questa testimonianza di come fu vivere l'esperienza della deportazione nei gulag è estremamente illuminante.

Lettura altamente consigliata a chiunque.
Profile Image for Evghenii.
123 reviews22 followers
June 27, 2019
История рабства. Родившимся в СССР обязательна к прочтению. Человеческая природа такова, что даже при социализме и «коммунизме» будут «рабовладельцы» и рабы. Очень рекомендую для понимания жизни обычных политических ЗК. Обезличивание человека, миллионы разбитых жизней, семей и душ. Автор помогает понять как человек проходил через «круги ада» Сталинских репрессий. Книга не очень похожа на подобные истории - уникальная история реальных.
Profile Image for Masha.
17 reviews
September 3, 2024
наш с Яночкой книжный клуб изрыдался над этой лагерной женской прозой: так пронзительно, живо и эмоционально описан её крутой маршрут через бутырку, одиночку, Колыму, поражение в правах, реабилитацию. очень многие вопросы, которыми задаётся Гинзбург, эхом отзываются в 2024, а что с этим делать, ничерта непонятно
Profile Image for Dymbula.
1,085 reviews38 followers
September 26, 2013
Skvělá kniha o utrpení lidí odsouzených k (ne)životu v gulazích. Přesto zde není žádná zášť, což mě fascinuje. Doporučuju každému. Zvláště těm, kdo chtějí volit komunisty. Ale ti nejspíš nečtou, takže nic.
Profile Image for Inga.
45 reviews6 followers
March 27, 2018
A masterpiece! Especially recommended for those who find Solzhenitsyn or Shalamov 'too heavy' and not compatible with everyday stress. + Ginzburg brings unique perspective of woman experience in the Gulag.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books135 followers
October 1, 2017
"Anche per andare all'inferno occorre riempire un questionario." (p. 46)
Profile Image for Dmytro Spesyvyi.
29 reviews7 followers
November 24, 2019
Очень сильная книга. Впечатлила неимоверно.
Книга про Сталинские времена. Такая литература должна быть в школьных программах по истории.
Profile Image for Tatiana Pan.
31 reviews3 followers
February 18, 2023
Сильная и страшная книга, страшная тем, что каждое слово в ней, - правда. Написана великолепно, невозможно оторваться.
Displaying 1 - 30 of 83 reviews